Infortuni mortali sul lavoro: i dati 2020 influenzati dal COVID-19

Per le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’INAIL (1.270 casi), si registra nel 2020 un incremento eccezionale (+16,6%) rispetto alle 1.089 del 2019 (181 casi in più), influenzato soprattutto dai decessi avvenuti nel 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo, circa un terzo di quelli denunciati all’Inail nello stesso anno.

A livello nazionale si registra nel 2020 una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, passati da 306 a 214 (-30,1%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati del 34,9% (da 783 a 1.056).

L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 921 a 1.106 denunce) e il conto Stato (da 17 a 51), mentre l’Agricoltura ha registrato 38 casi in meno (da 151 a 113).
Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di nove casi mortali nel Nord-Est (da 251 a 242) e di due al Centro (da 217 a 215). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 136 decessi (da 289 a 425), complice soprattutto l’aumento registrato in Lombardia (+85). Il Sud registra un aumento di 50 casi (da 233 a 283), 31 dei quali avvenuti in Campania, e le Isole di sei casi (da 99 a 105).

L’incremento rilevato nel confronto tra il 2020 e il 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 995 a 1.132 (+137 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 44 casi in più, da 94 a 138. In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 884 a 1.080), mentre calano quelle dei lavoratori extracomunitari (da 144 a 129) e rimangano invariate quelle dei comunitari (61 in entrambi gli anni). Dall’analisi per fasce d’età si contraddistingue per un incremento dei decessi quella degli over 50, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.

Al 31 dicembre risultano 13 incidenti plurimi avvenuti nel 2020, per un totale di 27 decessi: il primo in gennaio costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, il terzo in marzo con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino, il quarto e il quinto in giugno, uno su strada con due vittime in provincia di Bologna e l’altro con due operai travolti dal crollo di un muro a Napoli, il sesto e il settimo in luglio, con due operai caduti da un ponteggio in un cantiere edile di Roma e altre due vittime in un incidente stradale a Bologna, l’ottavo in settembre con i due fratelli morti a causa delle esalazioni all’interno di un silos in provincia di Cuneo, il nono e il decimo a  ottobre con due operai schiacciati da un escavatore in provincia di Imperia e altre due vittime in un incidente stradale sempre in provincia di Cuneo. A novembre altri due incidenti plurimi, due operai folgorati in provincia di Vibo Valentia e due vittime in un incidente stradale a Foggia. A dicembre l’ultimo incidente con tre operai morti per una esplosione avvenuta all’interno di una fabbrica di fuochi d’artificio a Chieti.
Nel 2019, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e dicembre erano stati 19, con 44 casi mortali denunciati (30 dei quali stradali).

Fonte: DATI INAIL

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