Didattica a distanza: crescono del 60% gli attacchi hacker

Sempre più studenti ed insegnati  – costretti dalla pandemia alla didattica a distanza – si trovano di fronte a nuove minacce informatiche.

Secondo i dati diffusi da Kaspersky, gli studenti interessati dalle lezioni online in tutto il mondo sono stati negli ultimi mesi più di un miliardo, e questo ha avuto un effetto ben visibile sui dati che riguardano gli attacchi informatici: nel I semestre 2020 il numero totale di utenti vittima di minacce diffuse sfruttando le piattaforme di apprendimento online e le applicazioni di videoconferenza, è stato di 168.550 utenti, con un +20.455% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nonostante questa impennata il numero ha continuato a crescere anche nel secondo semestre dell’anno appena trascorso: a gennaio 2021, infatti, il numero di utenti colpito da queste minacce ha raggiunto i 270.171 utenti, con un +60% rispetto alla prima parte del 2020.

L’esca più popolare, secondo le rilevazioni di Kaspersky, è stata di gran lunga la piattaforma per videoconferenze Zoom, che è la piattaforma più popolare per le riunioni virtuali e conta su oltre 300 milioni di utenti al giorno. Seguono Moodle e Google Meet, mentre l’unica piattaforma in cui non si è registrato un aumento degli attacchi è Google Classroom.

“Circa il 98% delle minacce incontrate erano not-a-virus, che si dividono in riskware e adware – spiega Kaspersky in una nota. L’adware bombarda gli utenti con annunci indesiderati, mentre il riskware è costituito da vari file – dalle barre degli strumenti del browser e dai download manager agli strumenti di amministrazione remota – che possono eseguire varie azioni sul computer dell’utente senza il suo consenso. I trojan costituiscono circa l’1% delle minacce incontrate”.

Le minacce che sfruttano popolari app per video riunioni e piattaforme di corsi online raggiungono l’utente attraverso falsi installatori di applicazioni, con cui entrano in contatto su siti web non ufficiali progettati per sembrare le piattaforme originali o all’interno di e-mail camuffate da offerte speciali o da notifiche della piattaforma.

Fonte: Corcom

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