Le pensioni si tingono di verde. La Commissione europea si accinge infatti a fronteggiare il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione. Secondo le stime di Bruxelles negli ultimi 50 anni la speranza di vita si è incrementata di circa 10 anni sia per gli uomini che per le donne, e si prevede che nei prossimi decenni gli over 65, che sono oggi il 20% della popolazione, aumentino al 30% entro il 2070. Gli over 80 dovrebbero più che raddoppiare nello stesso lasso di tempo, venendo a costituire il 13% della popolazione entro il 2070. Le previsioni indicano inoltre un aumento del numero di persone potenzialmente bisognose di assistenza a lungo termine che, nell’Ue a 27, passerà dai 19,5 milioni del 2016 a 23,6 milioni nel 2030, per toccare 30,5 milioni nel 2050. Il tasso di dipendenza dovrebbe aumentare al 59% nel 2070, con un incremento di circa il 75% dall’attuale 39,1%. Ci saranno quindi poco più di due persone attive per ogni over 65.

Alla luce di questo trend Bruxelles ha avviato una pubblica consultazione su uno specifico Libro Verde con cui dà avvio a un dibattito politico generale sulle sfide e le opportunità insite in una società che invecchia e nel quale descrive gli effetti che questa marcata tendenza demografica produrrà sull’economia e sulla società europee. Sono contemplati tutti gli aspetti, dalla promozione di stili di vita sani e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita al rafforzamento dei sistemi sanitari e assistenziali per rispondere ai bisogni di una popolazione più anziana. Il Libro Verde pone poi in risalto la necessità di convogliare più persone nella forza lavoro e le possibilità di creare occupazione, e vaglia gli effetti dell’invecchiamento demografico in termini di carriera, benessere, pensioni, protezione sociale e produttività degli europei.

Per quel che riguarda più nello specifico i profili previdenziali va ricordato in premessa come i sistemi pensionistici obbligatori sono strutturati sul meccanismo finanziario del pay as you, go, la ripartizione, per cui i contributi versati dai lavoratori in attività pagano i trattamenti di quiescenza in una logica di solidarietà generazionale. Occorre allora preservarne la sostenibilità finanziaria considerando l’impatto demografico e garantirne in ogni modo l’adeguatezza per consentire un tenore di vita libero e dignitoso ai futuri pensionati. Tra i suggerimenti del Libro Verde c’è quello di tendere a vite lavorative più lunghe sottolineando come, secondo le più recenti proiezioni demografiche di Eurostat, l’indice di dipendenza degli anziani nel 2040 rimarrebbe allo stesso livello del 2020 solo se la vita lavorativa fosse estesa all’età di 70 anni.

Vanno poi implementate riforme da parte dei Paesi membri nella logica di ridistribuzione, potendosi prendere in considerazione il crescente carico demografico per le generazioni future, un trattamento equo dei lavoratori che entrano presto nel mercato del lavoro, la capacità redistributiva tra gruppi di reddito, la protezione delle interruzioni di carriera legate alla famiglia e la graduale eliminazione dei regimi pensionistici. Si pone inoltre rilevanza all’informativa ai cittadini sullo stato dei loro diritti al pensionamento. Grande importanza in ottica di futura adeguatezza è data infine al ruolo dei fondi pensione, che possono interpretare un fattivo ruolo di sostegno prospettico al mantenimento del tenore di vita. Muovendosi nella logica della capitalizzazione finanziaria dei contributi versati occorre prestare attenzione agli effetti della volatilità finanziaria dei mercati e al rapporto costo-efficacia. (riproduzione riservata)

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