Cybercrime: estorsioni a quota 123 mln $

Nel 2020 sono raddoppiati gli attacchi informatici ai settori strategici nella lotta al Covid-19: ospedali, aziende farmaceutiche, produttori di apparecchiature medicali e operatori energetici i più colpiti dal cybercrime. Lo sostiene il report X-Force Threat Intelligence Index 2021 di Ibm Security.

Secondo il report i cybercriminali hanno preso di mira le organizzazioni che non potevano permettersi di interrompere le proprie attività critiche, come i soccorsi e le catene di approvvigionamento e dell’energia legate alla pandemia.

L’industria manifatturiera e quella energetica sono state le principali vittime dei cyberattacchi nel 2020, seconde solo al settore finanziario e assicurativo.

L’aumento del 40% delle famiglie di malware legate a Linux nell’ultimo anno e del 500% dei malware scritti in Go nei primi sei mesi del 2020, dimostrano come i cybercriminali stiano accelerando la migrazione dei malware verso Linux, per essere in grado di attaccare più facilmente piattaforme diverse, inclusi gli ambienti cloud.

I brand che offrono strumenti collaborativi come Google, Dropbox e Microsoft o aziende come Amazon e PayPal sono stati tra i primi 10 marchi più soggetti ad attacchi di spoofing nel 2020, un tipo di attacco che consiste nel falsificare l’”identità” applicativa. Rientrano in questa classifica anche YouTube e Facebook, le piattaforme più utilizzate nel 2020 come fonte di informazione. Ha fatto il suo ingresso nella lista, posizionandosi al settimo posto, il brand Adidas.

I gruppi ransomware hanno sviluppato un modello di business redditizio: il ransomware è stato la causa di quasi un attacco su quattro a cui X-Force ha risposto nel 2020. Alcuni di questi si sono evoluti in modo aggressivo per attuare tattiche di doppia estorsione. Secondo le stime di X-Force, utilizzando questo modello, Sodinokibi, il gruppo di ransomware più monitorato nel 2020, avrebbe guadagnato oltre 123 milioni di dollari nell’ultimo anno, riuscendo ad estorcere il pagamento a circa due terzi delle vittime dei propri attacchi.

Il rapporto di Ibm X-Force evidenzia che nel 2020 i cybercriminali si sono spesso camuffati dietro i nomi di brand fidati. Adidas è stato il brand maggiormente preso di mira, data l’alta richiesta da parte dei consumatori. Gli attacchi organizzati consistevano nell’indirizzare l’utente alla ricerca dell’ultima sneaker verso siti Web dannosi. In questo modo, i criminali informatici hanno potuto mettere in atto frodi sui pagamenti online, rubare i dati finanziari / bancari degli utenti, raccogliere le credenziali o infettare i dispositivi delle vittime con malware.

Secondo il report, nel 2020 il numero di attacchi ransomware è cresciuto rispetto al 2019: quasi il 60% di quelli analizzati da X-Force è caratterizzato da una strategia di doppia estorsione in base alla quale i dati sono crittografati e rubati e le vittime minacciate della loro diffusione qualora non avvenga il pagamento del riscatto. Il 36% dei data breach tracciati da X-Force nel 2020 era stato originato da attacchi ransomware, suggerendo che data breach e attacchi ransomware comincino a coincidere.

L’Europa è il continente maggiormente attaccato nel 2020: il 31% degli attacchi a cui X-Force ha risposto nel 2020 era indirizzato a Paesi Europei, ai vertici della classifica mondiale per violazioni subite, tra cui, al primo posto, gli attacchi ransomware. Con origine nella maggior parte dei casi all’interno della stessa Europa, sono stati quasi il doppio di quelli perpetrati in Nord America e in Asia.

Fonte: Corcom

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