Antiriciclaggio, stretta in Gdf

di Fabrizio Vedana
Cambio di passo della Guardia di finanza sulle segnalazioni antiriciclaggio: le operazioni con persone politicamente esposte o che coinvolgono paesi terzi ad «alto rischio» dovranno essere valutate con la massima priorità.

Lo chiede il comando generale della Gdf con una circolare inviata nei giorni scorsi a tutti i reparti del corpo.

Il documento precisa anche che devono considerarsi meritevoli di essere immediatamente prese in considerazione sul piano operativo le segnalazioni di operazioni sospette connesse all’utilizzo massiccio di carte di credito per trasferire fondi, in via anonima, attraverso reti di collegamento aventi l’obiettivo di eludere i presidi antiriciclaggio in essere e quelle caratterizzate da un’operatività finanziaria anomala da parte di soggetti aventi un profilo patrimoniale incoerente rispetto alle disponibilità economiche manifestate.

Le segnalazioni aventi le sopra indicate caratteristiche dovranno quindi essere oggetto di rapida disamina e di tempestiva valutazione preliminare a cura dei reparti assegnatari, al fine di assumere le conseguenti decisioni sulla loro valorizzazione in chiave investigativa.

Tali segnalazioni, in passato rientranti nella categoria D3 relativa alle operazioni internazionali, vengono ora classificate con la sigla AFI, acronimo di «assegnate per fini istituzionali», e dovranno essere corredate da una specifica scheda di orientamento elaborata dall’ufficio analisi del nucleo speciale di polizia valutaria.

Le stesse andranno poi ad alimentare, così lo denomina la circolare, un «serbatoio dinamico» da cui la guardia di finanza potrà far originare attività operative a carattere trasversale (c’è da immaginare anche nell’ambito di quanto prevede la nuova normativa DAC 6).

Il comando generale chiede ai reparti territoriali di completare entro il 15 maggio prossimo il processo di riclassificazione delle segnalazioni di operazioni sospette già ricevute nella nuova categoria AFI o nella categoria ASAF, acronimo di «analisi segnalazioni aggregate per fenomeno».

Entro il citato termine potranno essere definite e considerate concluse le segnalazioni con la vecchia classificazione D3 per le quali:

• siano decorsi 5 o più anni dalla data dell’ultima operazione segnalata;

• non siano in atto approfondimenti investigativi;

• non emergano collegamenti con attività in corso e/o comunque persone fisiche con recenti e significativi precedenti SDI per reati economico-finanziari, fatta salva ogni eventuale diversa valutazione a livello locale.

Il comando generale si attende di ricevere nei prossimi mesi un numero crescente di segnalazioni sospette rientranti nella categoria a maggiore rischio (quelle denominate AFI) e chiede a tutti i reparti di assicurare, in un arco temporale non superiore ai 180 giorni, un’attenta disamina delle stesse, al fine di richiedere, se del caso, apposita delega per gli ulteriori sviluppi.

Sarò compito del comando tutela economia e finanza impartire opportune direttive al nucleo speciale di polizia valutaria per gli adempimenti di competenza e, più in particolare, di adeguare i processi di analisi improntandoli ai nuovi criteri e classificare le segnalazioni di operazioni sospette utilizzando le nuove categorie AFI e ASAF.

Entro il 30 maggio prossimo i reparti dovranno dare comunicazione al comando generale dello stato di attuazione delle direttive impartite con la circolare in commento.

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