Sanità, tutela in itinere

Pagina a cura di Michele Damiani

Professionisti sanitari tutelati contro le aggressioni anche fuori dalle strutture. La garanzia varrà nel tragitto casa-lavoro e in quello necessario allo svolgimento di una visita privata. Della protezione godranno anche gli operatori sociali delle amministrazioni locali con mansioni socio-sanitarie. Sono solo alcune delle novità contenute negli emendamenti al ddl «Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni», approvati in commissione affari sociali e giustizia della camera (relatori Angela Ianaro del M5s e Michele Bordo del Pd). Il testo, approvato dal senato lo scorso 25 settembre, ha terminato ieri il suo iter in commissione ed è atteso in aula a Montecitorio il prossimo 21 febbraio. «La norma approvata in prima lettura», afferma Angela Ianaro, «già prevedeva un aumento delle tutele per gli operatori del Servizio sanitario nazionale. Durante il passaggio in commissione abbiamo deciso di prevedere l’estensione delle tutele anche al personale di pubblico servizio con mansioni socio-sanitarie. L’altra novità è stata quella di non delimitare la tutela esclusivamente all’azione all’interno delle strutture pubbliche o private, stabilendo che dovesse valere in tutte le fasi in cui il professionista esercita la sua funzione, quindi anche nel tragitto per una visita privata o per tornare a casa». L’articolo 2 del ddl, infatti, inseriva l’aggressione a un operatore sanitario come nuova fattispecie aggravante di reato, affermando testualmente che: «Le stesse pene (previste dall’art 583-quater del Cp, aggravanti di reato) si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’atto o a causa dell’adempimento delle loro funzioni presso strutture socio-sanitarie pubbliche o private». La nuova versione, invece, stabilisce che la tutela sia valida generalmente «nell’esercizio delle loro funzioni», quindi non limitata alle attività svolte all’interno delle strutture.
«Un’altra novità riguarda l’aumento delle ore di formazione del personale per prevenire gli episodi di aggressione e una maggiore promozione del lavoro di équipe e della multidisciplinarità; la condivisione delle competenze, infatti, sarà fondamentale per prevenire sempre di più questi episodi». Il ddl, composto di cinque articoli, prevede l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie. Inoltre, come detto, introduce tra le aggravanti di reato le aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario, andando a modificare l’articolo 61 e l’articolo 583-quater del codice penale.
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