Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

NuovoValore Assimoco è un contratto di assicurazione sulla vita con tariffa mista multiramo, con la possibilità di versamenti aggiuntivi. Le prestazioni del prodotto sono collegate, attraverso una combinazione di investimento predefinita, in parte al rendimento della gestione separata Previcra e in parte al valore delle quote di un fondo interno, nello specifico il prodotto Valore Equilibrato Assimoco. I premi versati, al netto dei costi, sono investiti per il 70% nella gestione separata che contribuisce a dare stabilità alla performance nel medio periodo e per il 30% nel fondo interno. Per la parte investita nella gestione separata, annualmente viene effettuato un adeguamento del capitale assicurato applicando la misura annua di adeguamento conseguente al rendimento della gestione dell’anno precedente, valore che può essere positivo o negativo, diminuito della commissione di gestione del 1,30 % annuo.
Fideuram Vita Insieme è un prodotto d’investimento assicurativo di tipo unit linked a vita intera, a premio unico oppure a premio ricorrente. La soluzione presa in esame si basa sulla combinazione d’investimento a premio unico – Linea Mix non Protetta- per cui il 30% del capitale viene investito nel fondo Core Beta 30K affiancato dal rimanente 70% destinato al fondo Eurizon Bond Eur Medium Term Lte. Ma Fideuram Vita Insieme permette al cliente un vasto posizionamento in termini di sottostanti alternativi rispetto a quelli appena indicati. Sono infatti a disposizione fondi interni, costituiti all’interno della compagnia e gestiti separatamente dalle altre attività, distinti nelle categorie Bilanciato, Flessibile, Obbligazionario Altre Specializzazioni, ma anche fondi esterni, gestiti da società di gestione anche non appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo.
Tra i diversi impatti che la Brexit produrrà c’è anche quello sul sistema previdenziale. Il 30 gennaio si è conclusa la procedura di ratifica dell’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue e si è aperto un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 (salvo un’eventuale proroga) durante il quale la normativa europea continuerà ad applicarsi al Regno Unito come se quest’ultimo fosse ancora uno Stato membro. Partendo dalla previdenza di base l’Inps con una recente circolare ha chiarito come nell’ambito di prestazioni pensionistiche, famigliari, di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero e recuperi di contributi, sono garantiti i benefici dovuti per periodi fino al 31 dicembre 2020, sia nel caso di domande presentate prima di tale data e in corso di trattazione, che successivamente, se riferite a situazioni che si sono verificate prima di tale data. Al fine di garantire il proseguimento dell’attività amministrativa, per lo scambio di informazioni con il Regno Unito, continuano a essere utilizzate le attuali modalità, con particolare riferimento al sistema elettronico di dati sulla sicurezza sociale (Electronic Exchange of Social Security Information).
Alla notizia del primo caso di coronavirus nella torre di Allianz a Milano è scattata una reazione quasi militare. Da venerdì 21 fino a lunedì scorso tre giorni di riunioni della unità di monitoraggio permanente hanno portato alla ripresa del lavoro con, tra l’altro, 1.200 dipendenti in smartworking, orari flessibili per evitare gli orari di punta sui mezzi pubblici, permessi retribuiti per i dipendenti con figli a scuola. Giacomo Campora, l’amministratore delegato della compagnia in Italia, è soddisfatto dei risultati. Ma l’emergenza è scattata sui mercati. E in questa intervista concessa a Class Cnbc spiega che cosa si attende ora.
Il settore assicurativo si muove per fronteggiare con le proprie armi il coronavirus. Con un post sulla sua pagina LinkedIn, Generali nei giorni scorsi ha annunciato che Generali China Insurance ha sviluppato un prodotto con copertura da Covid 19 per proteggere i dipendenti delle pmi che operano nel paese asiatico. Una polizza messa a punto in 72 ore e secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il Leone sarebbe pronto a lanciarle un’iniziativa analoga anche in Italia, per tutelare privati, professionisti e imprese, offrendo tra l’altro consulto medico, rimborsi per il ricovero e indennità per interruzioni di attività.
Lunedì 17 febbraio Intesa Sanpaolo ha spiazzato tutti, presentando un’offerta pubblica di scambio sulla cugina lombarda. Una mossa che ha spinto Ubi e i suoi azionisti storici sulle barricate. I primi a esprimersi sono stati i soci riuniti nel Comitato Azionisti di Riferimento (Car), la formazione promossa nell’autunno scorso e arrivata oggi al 18,8% della banca: la proposta di Intesa «appare ostile, non concordata, non coerente con i valori impliciti di Ubi Banca e dunque inaccettabile», ha tagliato corto il Car a cui, pochi giorni dopo, si è allineato il Patto dei Mille, il sindacato bergamasco che oggi solo l’1,6% di Ubi e a cui appartiene tra le altre la famiglia Zanetti: l’ops di Intesa sottovaluta «significativamente il valore intrinseco del titolo Ubi e non consideri adeguatamente le sue prospettive reddituali».
  • Aviva, 1 miliardo nelle nuove fonti
La Climate Transition European Equity Strategy di Aviva Investors, la divisione globale di asset management di Aviva, ha raggiunto un miliardo di euro di masse in gestione a sei mesi dal lancio: il capitale iniziale, pari a 100 milioni, proviene da Aviva France, mentre il restante da clienti esterni. La strategia investe in aziende che sostengono la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, visto il cambiamento climatico che sta causando un aumento delle temperature globali. «Il fatto che questa strategia abbia attirato un interesse così elevato, in un periodo di tempo così breve, evidenzia l’urgenza con cui gli asset manager sono chiamati ad offrire soluzioni che affrontino i rischi legati al clima», ha spiegato Euan Munro, ceo di Aviva Investors. Gli ha fatto eco Francoise Cespedes, gestore dell’European Equity Climate Transition Fund: «Le lampade a led utilizzano in genere fino all’80% in meno di energia rispetto alle tradizionali lampade a incandescenza e possono durare fino a 25 volte di più, contribuendo in modo significativo al taglio delle emissioni di carbonio. Si prevede che l’azienda leader nel mercato dell’illuminazione a led fornirà due miliardi di lampadine entro il 2020».

Come annunciato giovedì da Bayer, in occasione della presentazione dei dati di bilancio del quarto trimestre 2019 (si veda ItaliaOggi di ieri, venerdì’ 28 febbraio), è aumentato in maniera considerevole il numero delle persone che hanno fatto causa al colosso tedesco dell’agrochimica e farmaceutica a causa del glifosato della sua controllata americana Monsanto. Le persone che hanno presentato denuncia sono salite negli ultimi tre mesi da 42.700 a 48.600. E continuano ad aumentare. Negli Stati Uniti, un tribunale ha condannato Bayer, insieme alla società chimica Basf, a versare 265 milioni di dollari (244 milioni di euro) a titolo di risarcimento, a un agricoltore del Missouri che aveva accusato il loro pesticida, dicamba, di aver distrutto i suoi frutteti di pesche. I giudici del tribunale federale hanno dato ragione a Bill Bader che aveva affermato che i due gruppi tedeschi avevano incoraggiato i coltivatori a usare questo potente diserbante fabbricato da Monsanto in maniera abbondante con la conseguenza di aver devastato le sue colture.

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  • Chiuso per virus
Dal parco Disneyland di Tokyo al torneo di Rugby Sei Nazioni in Irlanda, fino al salone del mobile di Milano e alle settimane della moda di Shanghai e Pechino. La diffusione del coronavirus in Asia, in Europa e negli Stati Uniti sta spingendo governi e organizzazioni sportive e di impresa a chiudere spazi di intrattenimento e ad annullare o a rimandare eventi a cui partecipano migliaia di persone, con un impatto sull’economia globale che è ancora difficile da stimare. A preoccupare per ora è soprattutto la Cina: il 23 febbraio, il Fondo monetario internazionale ha ridotto le previsioni di crescita del Paese al 5,6% per il 2020, un taglio che potrebbe avere conseguenze internazionali visto che l’economia globale è più che mai dipendente da Pechino: nel 2003 la Cina rappresentava il 4% del Pil del mondo, oggi il 17%.
  • Lacerazione a un’arteria muore in hotel dopo visita Indagato un medico
La procura di Aosta ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a seguito della morte in un albergo di Courmayeur di Ilaria Sirotti, di 54 anni, di Bogliasco (Genova). È indagata la guardia medica che l’ha visitata un’ora e mezza prima del decesso, avvenuto la notte tra il 20 e il 21 febbraio scorsi. Oggi il pm Francesco Pizzato ha conferito l’incarico per l’autopsia. La notte del decesso era stato segnalato con una telefonata al soccorso sanitario che la donna aveva un dolore al petto e mal di schiena, ha rifiutato l’ambulanza preferendo il servizio di continuità assistenziale che le ha somministrato un’iniezione di antidolorifico.
  • Incidenti sul lavoro meno denunce ma si muore di più
Calano gli infortuni sul lavoro, ma aumentano gli incidenti più gravi. Nel solo mese di gennaio, certifica l’Inail, le denunce di incidenti con esito mortale sul lavoro sono state 52: sono 8 in più rispetto allo stesso mese del 2019. Un dato che, per di più, include anche un caso “plurimo”, con la morte di due lavoratori, deceduti nello stesso incidente stradale, mentre nel gennaio 2019 a ogni incidente mortale corrispondeva una sola vittima. Un aumento che, in percentuale, si traduce nel 18,2%, un inizio d’anno che dovrebbe imprimere un’accelerazione al tavolo con le parti sociali aperto dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo: nonostante le premesse, sta procedendo a rilento, limitandosi a vagliare proposte, ma senza prendere i provvedimenti urgenti annunciati al momento dell’insediamento. Tra l’altro, neanche il calo del dato generale, il meno 3% degli infortuni denunciati su base annua, è rassicurante: come spesso accade, è una media che sintetizza un calo significativo degli incidenti sul lavoro con vittime italiane e un aumento altrettanto significativo di quelle straniere.

  • Bankitalia, passa di mano il 5% Più spazio ai fondi pensione
Grandi movimenti tra i partecipanti al capitale della Banca d’Italia. Tra gennaio e febbraio 22 nuovi soggetti hanno comprato 6.002 quote, pari al 2% del capitale per un controvalore di poco superiore ai 150 milioni di euro, mentre altri 33 soggetti che erano già nella compagine hanno comprato 7.762 quote, pari al 2,59%, per un valore di oltre 194 milioni. Con tante piccole operazioni è passato di mano il 4,59% del capitale di Via Nazionale e il numero dei partecipanti è arrivato a 143 (erano 60 prima della riforma del 2013). A comprare sono stati, in particolare, l’Istituto per il Credito Sportivo (che è passato dallo 0,33 allo 0,73%), l’ente di previdenza del comparto agricolo Enpaia (dal 2,15 sale a 2,8%) e Enpacl (dallo 0,9 all’1,2%). Tra i nuovi soci figurano numerose piccole banche, un ente di previdenza e un fondo pensione con quote di un certo peso: Enpapi (0,27%) e il Fondo pensione agenti professionisti di assicurazione (0,4%). A limare le loro posizioni sono stati invece i quattro soggetti che avevano quote superiori al 3%: Intesa Sanpaolo, che con le ultime vendite è scesa dal 42,42% del 31 dicembre 2013 al 20,09%, UniCredit dal 22,11 al 10,88%, Generali dal 6,33 al 3,67% e Carige dal 4,03 al 3,5%. In sei anni il peso delle banche nel capitale della Banca d’Italia è sceso dall’84,50% all’attuale 59,36%. Si è ridotto anche quello delle assicurazioni (da 9,83 a 6,95%) mentre sono aumentate le quote degli enti previdenziali (da 5,67 a 23,39%), dei fondi pensione (da 0 a 3,69%) e delle Fondazioni (da 0 a 6,91%).
  • Agricoltura 4.0 business da 450 milioni (+22% annuo)
Tra sperimentazioni e investimenti strutturati il giro d’affari di Agricoltura 4.0 in Italia ha toccato quota 450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua. Si tratta del complesso di tecnologie di ultima generazione, utilizzate anche congiuntamente, per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni di lavoro. Ma anche per migliorare l’efficienza della catena distributiva, per raccogliere e analizzare dati sul processo produttivo che possano essere la base per raggiungere o consolidare un vantaggio competitivo. O ancora, a volte il ricorso alle tecnologie di ultima generazione è adottato anche per perseguire obiettivi da old economy ma sempre attuali come la riduzione dei costi.