Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Le indiscrezioni circolate venerdì pomeriggio hanno trovato conferma durante il weekend quando, domenica pomeriggio Exor (la holding che controlla anche Fca, Ferrari e la Juventus) ha comunicato di avviato «trattative esclusive» con Covéa sulla cessione di PartnerRe (società di riassicurazione basata alle Bermuda, controllata interamente da Exor) «Queste discussioni sono in corso», ha spiegato la nota della holding, «e non si ha la certezza che si tradurranno in una transazione».

Momento di dismissioni anche in casa Axa. Il gruppo assicurativo francese ha raggiunto un accordo per cedere le attività in Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia a Uniqa Insurance Group per un corrispettivo di 1 miliardo di euro cash, che rappresenta un rapporto tra prezzo e utili attesi per il 2019 pari a 14.
In particolare, Axa cederà il 100% delle attività Life & Savings, Property & Casualty e Pension in Europa centrale e orientale.

Non si placa l’Etf-mania guidata dalla maggiore pressione sulle commissioni applicate dalle società di gestione e dai nuovi strumenti di collocamento che si basano sulle piattaforme web. La decisione di lanciare Etf, spiega la controllata attiva nel risparmio gestito del gruppo svizzero, va incontro alla crescente domanda di prodotti liquidi negoziati, spinta dalla digitalizzazione, da parte delle società fintech.

La pensione pubblica è penalizzata dall’andamento debole del mercato del lavoro, essendo legata al metodo di calcolo contributivo, oltre che dalla dinamica asfittica dell’economia perché i contributi versati sono rivalutati annualmente in base al pil dell’Italia.
Dai dati Covip emerge che a fine 2019 le posizioni nelle forme pensionistiche complementari si attestavano a 9,133 milioni; la crescita nell’anno è stata di 393 mila unità, +4,5%.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Antitrust e il Garante per la Protezione dei Dati Personali hanno assunto l’impegno a definire un meccanismo di collaborazione permanente in relazione agli interventi e allo studio dell’impatto dei big data su imprese, consumatori e cittadini. La creazione di dati – si legge nel rapporto finale dell’indagine conoscitiva sui big data condotta congiuntamente dalle tre Autorità- sta seguendo un processo esponenziale.

Da un lato la banca guidata da Jean Pierre Mustier è al lavoro per chiudere la vicenda Parnasi che la impegna ormai da molti mesi e che è entrata nella fase più calda sul finire del 2019. Per quanto riguarda Parnasi, come anticipato da MF-Milano Finanza, a dicembre Unicredit ha accettato la proposta avanzata dall’imprenditore della Repubblica Ceca, Radovan Vitek, attraverso Cpi Property Group per l’acquisto delle tre società Parsitalia, Capital Dev ed Eurnova.

Anche nel 2020 il trend è iniziato positivamente «con la raccolta che a gennaio ha toccato 438 milioni», dice Mossa a MF-Milano Finanza, un risultato inferiore rispetto ai 614 milioni di dicembre 2019, ma leggermente superiore in confronto ai 430 milioni del gennaio precedente.Anche l’anno prossimo «il pay out sarà mantenuto nel range del 70-80%», spiega Mossa. I ricavi hanno raggiunto quota 578 milioni (+28,6%), mentre i costi operativi si sono attestati a 221,2 milioni (+12,5%) e l’utile netto ricorrente a 150 milioni (+12,7%).

Il gruppo Azimut ha avuto in gennaio una raccolta netta di 573 milioni per un totale delle masse (comprensive del risparmio amministrato) a fine gennaio di 59,2 miliardi (46 miliardi le masse gestite).
Sempre per quanto riguarda gennaio la raccolta di risparmio gestito (escluso Ramo I) del gruppo Anima è stata di circa 52 milioni.


  • Exor a +4,1% dopo trattative Partner Re

La società ha confermato di essere in trattativa esclusiva con Covea per un’eventuale vendita di Partner Re, che avverrebbe in contanti.
Questa cifra, osservano da Banca Imi, si confronterebbe con i 6,9 miliardi di dollari pagati da Exor per Partner Re nel 2016: «Anche se Partner Re è una fonte importante di dividendo per Exor, un’eventuale cessione dovrebbe tradursi in un capital gain signifi cativo da circa 2,5 miliardi di euro.

Profitti in calo per Ubi banca, che nel 2019 ha registrato un utile netto di 251,2 milioni di euro rispetto ai 425,6 mln dell’anno precedente per effetto della fiscalità.
Per il 2020 è atteso un risultato netto superiore dello scorso esercizio, con il dividendo più alto. L’utile lordo del 2019 è ammontato a 506 milioni, in crescita del 10,7%, e il risultato al netto delle poste non ricorrenti è salito del 16,7% a 352,9 mln.

  • Banca Generali, profi tti da record a 272 milioni

Banca Generali ha archiviato il 2019 con un utile netto di 272,1 milioni di euro, in crescita del 51% rispetto all’anno precedente: si tratta del risultato migliore nella storia dell’istituto.
Il margine di intermediazione è salito del 29% a 578 milioni e il margine di interesse del 23,4% a 74 mln.

  • Seimila esuberi per Unicredit

L’istituto ha spiegato che intende «ricercare, nell’ambito del confronto, soluzioni condivise che assicurino la cessazione dei lavoratori-lavoratrici appartenenti a tutte le categorie maturanti il primo requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023.
La banca ritiene sostenibile far riferimento all’uscita di personale più prossimo al diritto alla pensione, con un anticipo medio rispetto al primo requisito pensionistico di 36 mesi, adottando finestre di uscita che garantiscano certezza di realizzazione degli obiettivi di riduzione.

La nuova frontiera della previdenza complementare passa (anche) attraverso la possibilità di aderire online ai fondi pensione. È quel che si legge nel documento «Istruzioni di vigilanza in materia di trasparenza» predisposto dalla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) e sottoposto alla pubblica consultazione (osservazioni entro l’11 aprile prossimo, consultazione@covip.it);

La sanzione per una violazione della privacy, computata in percentuale sul fatturato, ha come base di calcolo il giro d’affari della singola impresa (e non quello del gruppo).
A meno che la violazione della privacy non si collochi in una policy del gruppo.
Sono queste le conseguenze operative desumibili dalle recenti pronunce del Garante della privacy, che, applicando le sanzioni pecuniarie per violazioni del Regolamento Ue sulla protezione dei dati.

Sulla soglia della professione, ma (già) sotto l’«ombrello» previdenziale: è la condizione immaginata per i giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro dall’assemblea dei delegati della Cassa dei dottori commercialisti (Cnpadc), con l’approvazione della delibera che istituisce l’obbligo di iscrizione per i tirocinanti che aprono una partita Iva per svolgere attività similari a quella professionale.

Arriva sul mercato il primo servizio assicurativo a difesa della reputazione online delle aziende e dei suoi imprenditori. A metterlo in campo è Das, compagnia di Generali Italia, leader nel settore assicurativo della tutela legale. Il servizio è innovativo; Das, infatti, ha scelto di avvalersi di Tutela Digitale, una realtà attiva nel campo della cyber reputazione.

È uno degli aspetti più significativi evidenziati dalla Fondazione studi consulenti del lavoro nel documento «Verso la riforma previdenziale.
Questi numeri sono destinati a incidere, non solo sulle retribuzioni di oggi, ma anche sugli assegni pensionistici di domani. Per questo è importante, in un momento come quello attuale che vede il governo e i sindacati confrontarsi su una nuova riforma pensionistica, focalizzarsi non solo sui meccanismi e sui numeri «di uscita» dal mercato del lavoro, ma soprattutto sul ribaltamento di uno scenario che si presenta rischioso per il futuro delle nuove generazioni e che potrebbe essere invertito creando i presupposti per la nascita di nuovi posti di lavoro.


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  • Pensioni, i sindacati “Prima la riforma poi via Quota 100”

I sindacati dicono no all’ipotesi avanzata su Repubblica dal viceministro all’Economia Antonio Misiani di interrompere alla fine di quest’anno Quota 100, anziché al termine della sperimentazione, il 31 dicembre 2021. E il motivo è presto detto: il governo non ha ancora formalizzato la sua proposta per superare sia Quota 100 che le rigidità della riforma Fornero. Il tempo della mediazione non è dunque finito.
Una proposta da considerare però solo come base di trattativa.Nata come una soluzione per togliere il tappo, favorire cioè l’uscita anticipata di chi non ce la faceva più a lavorare.
La soluzione potrebbe venire dalle proiezioni dei tecnici Inps sui lavoratori misti che vantano fino a 18 anni nel retributivo (ante 1996).

  • Exor svetta al 4% sulla vendita PartnerRe

Seduta incolore per le Borse europee che hanno chiuso intorno alla parità, nonostante il positivo avvio di Wall Street. Piazza Affari (+0,12%) è stata la migliore in Europa, nonostante lo spread tra il Btp e il Bund decennale si è di nuovo allargato a quota 138 punti base, facendo scattare i realizzi su alcuni finanziari (Intesa -0,69%, Bpm -0,72%, Mediobanca -0,76%). La migliore è stata Exor (+4,08%) che ha in corso una trattativa in esclusiva per vendere PartnerRe.

  • Carige, pm di Milano apre un ’inchiesta su semestrale del 2018
Non c’è pace per Banca Carige. La Procura di Milano ha aperto un’indagine per una presunta manipolazione del mercato avvenuta nel 2018, quando l’istituto era guidato da Paolo Fiorentino, prima del commissariamento deciso dalla Bce. L’inchiesta per aggiotaggio, condotta dal pubblico ministero Paolo Filippini e dall’aggiunto Maurizio Romanelli, punta a capire se ci sia stata alterazione del mercato in relazione a informazioni non veritiere sui crediti in sofferenza dell’istituto.
  • Banche, crescono i dividendi ma anche i tagli al personale

Nei conti 2019 c’è un revival dei dividendi, saliti oltre i 5,16 miliardi di euro contando gli otto gruppi maggiori, pari al 62,9% di 8,21 miliardi di utili netti aggregati.
Così le più redditizie tra le otto — Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Ubi, Bper — hanno avuto più riguardi per i loro azionisti, mentre Credem deciderà a giorni (dopo un +7,8% dei profitti 2019) e Creval e Mps sono a bocca asciutta.
Il più dei dividendi, pari a 4,76 miliardi, riguarda Intesa Sanpaolo e Unicredit, le due maggiori banche che insieme valgono 7,56 miliardi di utili.

  • Anche Ubi migliora la cedola grazie al boom delle commissioni

Anche Ubi banca nel 2019 migliora i risultati e alza la cedola degli azionisti (+8,3% a 0,13 euro), malgrado un utile netto di 251 milioni, limato del 41% sul 2018 quando beneficiò di positivi effetti fiscali. Prima delle imposte, infatti, il nuovo utile sale a 506 milioni, +10,7%.
L’ad Victor Massiah si è detto «molto soddisfatto dei risultati», e ha aggiunto che l’annata chiusa, «grazie all’accelerazione sulla parte commissionale dei proventi, a forti investimenti tecnologici e a un’importante riduzione del rapporto tra crediti deteriorati e attivi (scesi da oltre il 10 al 7%, ndr ), ha posto le basi per un piano rilevante, che confermerà e rafforzerà la capacità di produrre qualità di servizio e qualità dei nostri risultati».


corsera

  • Conte: welfare, priorità alla famiglia. Tavolo sulle pensioni

L’Agenda 2023 con la quale Giuseppe Conte vuole rilanciare il governo parte dal Welfare, tema sul quale ieri sera si è riunito un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi presieduto dallo stesso premier. Sui temi che dividono a maggioranza, compresi pensioni e salario minimo, ci saranno tavoli specifici coordinati da Catalfo.
Ieri mattina, sulle pensioni, c’è stato un nuovo incontro al ministero del Lavoro con i sindacati.

  • Unicredit, meno clienti agli sportelli: 6 mila esuberi. No dei sindacati

Unicredit ufficializza 6 mila esuberi in Italia e la chiusura di 450 sportelli: la motivazione?
L’attività dei clienti allo sportello si è più che dimezzata in pochi anni, il numero delle operazioni effettuate in filiale è calato del 55% ed è «costante» l’aumento di clienti che usano solo la banca online o mobile.
Che rilancia: ogni due esuberi vogliamo «almeno un’assunzione» e uscite solo concordate.
Di numero «spropositato» parla il segretario generale Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni: «La territorialità dell’istituto, i livelli occupazionali e salariali non potranno certo essere sacrificati in nome degli utili che il ceo pensa di redistribuire agli azionisti».

  • Ubi, utili a quota 251 milioni Lo scatto dei ricavi (+18%)

Forte aumento dei ricavi della gestione operativa, saliti a 1,27 miliardi, con un balzo del 18% in dodici mesi, utile prima delle imposte salito a 506 milioni (+10,7%), con un ratio dei crediti deteriorati in calo al 7,8% (era al 10,4% nel 2018).
Sono questi i risultati del bilancio 2019 di Ubi Banca che permettono al consigliere delegato Victor Massiah di dichiararsi «molto soddisfatto» per gli obiettivi raggiunti dalla banca nel 2019, esercizio che «grazie a una accelerazione sulla componente dei proventi commissionali e a forti investimenti sulla tecnologia e a un’importante riduzione dell’Npe Ratio (la percentuale dei crediti deteriorati) , ha posto le basi per un piano industriale importante che confermerà e rafforzerà la capacità di produrre qualità di servizio e qualità di risultati della nostra banca».

  • Banca Generali, l’utile balza a 272 milioni (+51%)

Banca Generali archivia il «miglior anno della sua storia». Così l’ad Gian Maria Mossa commenta i risultati del gruppo, che mostrano un utile netto di 272,1 milioni (+ 51%) e ricavi totali per 578 milioni (+28,6%). In crescita di 11,5 miliardi le masse amministrate, che si sono portate a un totale di 69 miliardi. Prevista la distribuzione di un dividendo in due tranche: 1,55 euro i prossimo 20 maggio e 0,30 euro il 30 gennaio 2021. Il quarto trimestre 2019 si è chiuso con un utile netto a 76,1 milioni (+72%), con un ricavo ricorrente di 216,9 milioni in crescita del 15%.


  • Quota 100, caccia a 6 miliardi di risparmi per la nuova flessibilità

La soluzione dei sindacati per il dopo-Quota 100 è stata riproposta ieri al tavolo di confronto tecnico sulla flessibilità convocato dal ministero del Lavoro: 62 anni di età e 41 di contributi senza alcun ricalcolo contributivo della pensione.
È la proposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil e, a questo punto, solo una risposta governativa sulle risorse davvero disponibili per la correzione allo scalone del 2022 può dire se il confronto potrà procedere fino all’obiettivo di un accordo.
Ieri tutti gli esponenti presenti all’incontro, Carmelo Barbagallo per la Uil, Roberto Ghiselli per la Cgil e Luigi Sbarra per la Cisl hanno insistito sullo stesso punto: bisogna utilizzare tutti i risparmi attesi dall’attuazione di Quota 100 per finanziare le nuove misure di flessibilità.

  • UniCredit: due mesi ai sindacati per l’accordo sui 6mila esuberi

Tra il 2019 e il 2023, la realizzazione del piano Team 23 del gruppo UniCredit, che prevede una vasta serie di misure e di ottimizzazione dei processi di lavoro, porterà a un eccesso della capacità produttiva per circa 8mila bancari full time equivalent.
Tornando all’Italia, delle 6mila eccedenze 500 sono dovute alla realizzazione delle azioni del piano Transform 2019 nella Banca commerciale italiana, mentre 5.500 sono nuove eccedenze di capacità produttiva, riferibili al periodo 2020-2023.

  • L’addio a PartnerRe gonfierà Exor In cassa 11 miliardi per diversificare

Se la vendita di PartnerRe ai francesi di Covea dovesse andare in porto, Exor si ritroverà con qualcosa come 11 miliardi di liquidità, un portafoglio concentrato sul settore auto e una nuova strategia di diversificazione da ripensare.
I numeri potenziali della holding e la nuova ricchezza che potrebbe essere generata da qui a fine anno sono i due temi su cui il mercato ha ragionato, decidendo di puntare sul titolo: ieri ha guadagnato oltre il 4% in una giornata poco vivace.
Nel fine settimana, la holding ha confermato di aver avviato trattative esclusive con Covea per la possibile cessione della società di riassicurazione PartnerRe. Il tutto nell’ambito di un’operazione in contanti.

  • Ubi, doppio ritocco alla cedola Sulle polizze la gara è aperta

Ubi Banca chiude il 2019 con utile netto contabile in calo, ma aumenta il dividendo (da 12 a 13 centesimi) e prevede anche per il 2020 una cedola in crescita.
È questa la strategia della banca annunciata con la presentazione dei dati 2019, chiusi con un utile netto di 251,2 milioni, in calo del 41% rispetto al 2018 (quando era stato di 425,6 milioni). Nel solo quarto trimestre, poi, il risultato netto si è attestato a 60 milioni (da 215 un anno prima), a fronte dei 24 milioni previsti dal consensus degli analisti.

  • Carige, inchiesta a Milano sui numeri della semestrale 2018

La procura di Milano ha aperto un’indagine per manipolazione del mercato su Carige per la mancata comunicazione, nella prima semestrale del 2018, della necessità di svalutare crediti per oltre 200 milioni.
La denuncia verte dunque sulla semestrale e sulla gestione dell’istituto prima del commissariamento voluto dalla Bce. In quel momento alla guida della banca sedeva, infatti, Paolo Fiorentino. Per quanto attiene alla denuncia fatta a Milano, da quanto si apprende, agli atti del fascicolo ci sarebbe documentazione acquisita presso la Consob e l’indagine punta a capire se ci sia stata alterazione del mercato, da parte degli amministratori, prima del commissariamento del gennaio 2019, in relazione a informazioni non veritiere sui non performing loans (crediti in sofferenza).

  • Banca Generali, l’utile del 2019 sale a 272 milioni

I risultati approvati dal cda dicono che il 2019 è stato un anno molto positivo per la banca guidata da Gian Mara Mossa: l’utile netto ha chiuso i battenti a 272,1 milioni con un incremento del 51% rispetto al 2018, mentre quello ricorrente è balzato a 150 milioni (+12,7%). Tra le altre cifre, da segnalare l’aumento del margine di intermediazione a 578 milioni (29%), mentre il margine finanziario è stato di 88,2 milioni (+4,9%).
La ripresa delle commissioni di gestione (646 milioni) ha inoltre favorito il progresso delle commissioni lorde che hanno totalizzato 881 milioni con un aumento del 18,8 per cento.

  • «Economia circolare, welfare e millennials decisivi per i margini»

Economia circolare, Millennials, invecchiamento della popolazione: non più solo trend economici e sociali ma concrete opportunità di business. Dall’economia circolare all’invecchiamento della popolazione, sono temi che rispondono ai tre punti chiave per profittevoli investimenti di lungo periodo: crescita dell’impresa, aumento della profittabilità ed espansione dei multipli di valutazione.Infine, cambia il profilo dell’impresa, più vicina a un business model di “servizio”. Ciò attirerà i flussi di investitori attenti al mondo ESG e creerà opportunità per rendimenti e valutazioni più elevate.


insurancejournalgrande

  • Assicurazione thailandese offre la prima polizza di assicurazione contro il coronavirus

La compagnia di assicurazioni più efficiente al mondo ha colto l’ultima preoccupazione in materia di salute per offrire la prima polizza della Thailandia a copertura del nuovo coronavirus. TQM Corp., con il partner Bangkok Insurance Pcl, questa settimana ha introdotto una polizza che costa 299 baht (9,62 dollari) e pagherà ai titolari 50.000 baht se contraggono la malattia. La copertura mira ad alleviare “le profonde paure del pubblico”, piuttosto che dare a TQM una significativa spinta al guadagno, ha detto il presidente Unchalin Punnipa.


Handelsblatt

 

  • Perché il coronavirus non grava quasi mai sugli assicuratori

I principali assicuratori stanno osservando la situazione con altrettanta impazienza. Ciononostante, non si aspettano alcun onere dai pagamenti dei sinistri di maggiori dimensioni. Questo perché, a differenza di altri eventi importanti come gli uragani, gli incendi o la grave crisi del costruttore di aerei Boeing sul modello 737 Max, l’impatto finanziario della nuova malattia sugli assicuratori è stato finora minimo. “È ancora troppo presto per fare dichiarazioni affidabili sulle conseguenze finanziarie della malattia polmonare”, afferma il nuovo CEO di Hannover RE, Jean-Jacques Henchoz. Finora, ha detto, sono state segnalate solo poche denunce.