L’affare PartnerRe spinge Exor

di Luciano Mondellini

La cessione da parte di Exor della controllata PartnerRe (riassicurazioni) alla compagnia assicurativa francese Covéa piace molto alla borsa che ieri ha premiato l’azione della holding di casa Agnelli con un balzo del 4% (a 4,1 euro). Le indiscrezioni circolate venerdì pomeriggio hanno infatti trovato conferma durante il weekend quando, domenica pomeriggio Exor (la holding che controlla anche Fca, Ferrari e la Juventus) ha comunicato di avviato «trattative esclusive» con Covéa sulla cessione di PartnerRe (società di riassicurazione basata alle Bermuda, controllata interamente da Exor) «Queste discussioni sono in corso», ha spiegato la nota della holding, «e non si ha la certezza che si tradurranno in una transazione».

La cessione di PartnerRe, qualora andasse in porto, dovrebbe avvenire per un valore attorno ai 9 miliardi di dollari e si tradurrebbe in un’operazione di successo per la società presieduta da John Elkann. Exor infatti aveva acquistato PartnerRe nel 2015 per 6,9 miliardi di dollari (ponendo fine a una lunga battaglia per il controllo del riassicuratore e battendo un’offerta del gruppo rivale Axis Capital). Inoltre in questi anni la stessa società di riassicurazione ha distribuito alla controllante Exor dividendi per 660 milioni di dollari. Non a caso gli utili per azione del gruppo riassicurativo sono saliti del 101% anno su anno, mentre l’utile rettificato è migliorato del 123,3%. E in attesa dei conti 2019 (in programma per il 25 marzo) va ricordato che PartnerRe ha chiuso i primi nove mesi con premi lordi per 5,732 miliardi di dollari, ricavi totali per 5,9 miliardi (erano 4 miliardi un anno prima) e 1 miliardo di utile contro una perdita di 99,2 milioni di dollari nel 2018.

Soprattutto va considerato che se l’operazione si concretizzasse (il closing ufficiale avverrebbe nel secondo semestre) Exor si troverebbe in cassa una grossa liquidità da investire. Oltre ai proventi dall cessione di PartnerRe (per un equivalente di 8,2 miliardi di euro) Exor, che controlla il 28,9% di Fca, incasserà oltre 2 miliardi dal Lingotto che nel 2020 distribuirà sia un dividendo straordinario di 5,5 miliardi a seguito della prospettata fusione con Psa sia uno ordinario da 1,1 miliardo. Con il risultato che la holding si troverebbe a disposizione oltre 10 miliardi da investire in nuove attività.

 

L’idea di Elkann, presentata al Capital markets day della holding in novembre, è quella di continuare a investire in aziende da poter ingrandire nel corso degli anni. Per Covéa invece l’operazione avrebbe un duplice senso industriale. In primo luogo perché permetterebbe alla compagnia assicurativa francese di allargare il proprio perimetro di operazioni al di fuori dei confini nazionali, In seconda istanza perché le permetterebbe una integrazione verticale nel settore delle riassicurazioni. Una tendenza, quella di una compagnia di assicurazione che compra un riassicuratore, che in questi anni è già stata evidenziata dall’acquisizione da parte della francese Axa di Xl (anch’essa basata alle Bermuda) e dalla statunitense Aig, che ha perso il controllo di Validus Holdings.

Bisogna ricordare infine che l’acquisizione di PartnerRe è stato il maggiore investimento di Exor in questi anni sul fronte del m&a. Un’acquisizione che ha visto impegnato sin da subito Elkann in prima persona. (riproduzione riservata)

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