Fondi, ferma la raccolta ma il patrimonio è record

di Paola Valentini

Primo mese del 2020 in rosso per il risparmio gestito. I flussi netti sono negativi per 4,67 miliardi di euro, ma il dato che emerge dalla mappa mensile di Assogestioni va depurato dal movimento infra-gruppo di Credem. La banca ha segnalato di aver trasferito un mandato di gestione delle polizze assicurative unit linked da Euromobiliare Am Sgr a Credemvita che comporta l’uscita di circa 3 miliardi. Il fenomeno non è quindi collegato a disinvestimenti della clientela perché le masse restano all’interno del gruppo Credem. Ma al netto di questa movimentazione la raccolta resta in rosso per un valore pari a -1,67 miliardi, dopo il dato positivo di dicembre (+10,2 miliardi). A patire sono stati soprattutto i fondi comuni con flussi negativi per -2,14 miliardi di cui -2,31 miliardi dagli aperti (dopo i +3,22 miliardi di dicembre) e +170 milioni sui chiusi (dai +576 milioni). Sotto la parità anche le gestioni patrimoniali con un saldo di -2,53 miliardi, di cui -2,79 miliardi sulle linee istituzionali e +267 milioni su quelle retail. Intanto, grazie all’effetto mercato visto il buon andamento dei listini nelle prime settimane dell’anno, il patrimonio gestito dall’industria è salito a fine gennaio a 2.321 miliardi, nuovo massimo storico, dai 2.305 miliardi di fine 2019, di cui 1.134 miliardi nelle gestioni collettive (fondi aperti per 1.072 miliardi e chiusi per 61,7 milioni) e 1.186 miliardi nelle gestioni di portafoglio. Quanto alle società di gestione, spicca il risultato di Ubs con 761 milioni, seguita da Axa Im che ha raccolto 646 milioni, da Pramerica a quota 451 milioni e dal gruppo Deutche Bank (255 milioni). In rosso invece i big: Generali -1,05 miliardi, Sanpaolo -100 milioni, Poste italiane -798 milioni e Allianz (-394 milioni). Tengono Amundi con +37 milioni e Anima con +84 milioni. Jp Morgan Am ha archiviato gennaio con un saldo negativo per -175 milioni, Morgan Stanley a quota -111 milioni, Invesco con -79 milioni. Assogestioni potrebbe rinviare a giugno (tra il 24 e il 26) il Salone del Risparmio. La conferma entro venerdì (riproduzione riservata)

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