Credit Suisse, rivoluzione da spy story

Il consiglio di amministrazione del Credit Suisse ha accettato all’unanimità le dimissioni di Tidjane Thiam, in carica dal 2015, e ha nominato Thomas Gottstein nuovo amministratore delegato della banca svizzera. Il cambio, come spiega una nota ufficiale diramata dall’istituto di credito elvetico nella mattinata di venerdì 7 febbraio, avrà luogo venerdì 14 febbraio. Urs Rohner, presidente del consiglio di amministrazione del Credit Suisse, ha spiegato che il gruppo «sotto la guida di Tidjane ha ripristinato la solidità di capitale, ha ridotto i costi e i rischi, ha promosso la diversità e ha generato un livello eccezionale di cooperazione tra le varie divisioni». La mossa giunge dopo mesi a dir poco travagliati per la banca svizzera. Lo scorso autunno il chief operating officer (coo) Pierre-Olivier Bouée si era dimesso dopo che si è saputo che aveva fatto pedinare Iqbal Khan, l’ex capo della gestione patrimoniale del Credit Suisse, in procinto di passare alla banca rivale Ubs e che in passato aveva avuto screzi di vario tipo con Thiam, considerato molto vicino a Bouée. La situazione è peggiorata quando si è suicidato un uomo che si era occupato dell’attività di sorveglianza nei confronti di Khan, facendo da intermediario tra il Credit Suisse e la società di investigazione privata che Bouée aveva incaricato. Il presidente del Credit Suisse, Urs Rohner, a ottobre aveva dichiarato che per il momento sarebbero restati al loro posto sia lui che Thiam. Thiam, dal canto suo, ha spiegato venerdì 7 al board di «non essere a conoscenza delle indagini di suoi due ex colleghi. Indubbiamente il fatto ha disturbato il lavoro della banca e ha causato ansia e dolore. Mi dispiace che sia successo, non avrebbe mai dovuto aver luogo». (riproduzione riservata)

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