Così l’Ue cerca di ottenere la sovranità tecnologica

di Mauro Romano
L’Unione europea delinea la strategia per la «sovranità tecnologica». La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato ieri le linee-guida del piano digitale di Bruxelles. Pilastro del progetto è la creazione di un mercato unico dei dati che dovrebbe contribuire alla crescita di colossi digitali europei in grado di concorrere con i rivali americani e cinesi. D’altronde, la sovranità tecnologica, così l’ha definita von der Leyen, è sempre più legata a quella politica e l’Ue si trova ormai da anni incastrata in una contraddizione: essere uno dei maggiori produttori al mondo di dati e non avere un campione in grado di sfruttarli.
«Qualche anno fa alcune piattaforme hanno avuto successo altrove perché negli Usa e in Cina c’era già un mercato interno dei dati, mentre in Europa eravamo come spesso ci capita con configurazioni nazionali diverse», ha sottolineato il commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton, nella conferenza stampa di presentazione del piano europeo su trasformazione digitale, intelligenza artificiale e data economy. «Nei prossimi 18 mesi in Europa raddoppierà la quantità di dati generati a quota 80 mila miliardi. Dobbiamo essere molto cauti per capire come vengono creati e come utilizzarli», ha messo in guardia l’esponente della Commissione.
Il progetto delineato dalla von der Leyen intende rafforzare la competitività del Vecchio Continente, facendo recuperare il terreno perduto in ambito tecnologico. Entro il 2025, d’altronde, il valore dell’economia dei dati arriverà a 829 miliardi di euro, pari a circa il 5,8% del pil comunitario. Bruxelles intende quindi mettere a disposizione tra i 4 e i 6 miliardi di euro da investire in spazi comuni europei e in una federazione di infrastrutture e servizi cloud. Entro la fine dell’anno la Commissione presenterà un digital services act, la revisione delle norme sulla sicurezza dell’identità elettronica, misure per rafforzare la cybersiscurezza e proteggere le infrastrutture critiche nell’Ue. L’obiettivo è strutturare la governance dei dati e il quadro per il loro utilizzo. Rientrano nella strategia comunitaria anche l’accelerazione degli investimenti nella connettività Gigabit in Europa, attraverso una revisione della Direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, un piano d’azione aggiornato su 5G e 6G, un nuovo programma di politica sullo spettro radio e la creazione di corridoi 5G per la mobilità connessa e automatizzata. (riproduzione riservata)

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