Cassa commercialisti, iscrizione per i tirocinanti

di Simona D’Alessio

Sulla soglia della professione, ma (già) sotto l’«ombrello» previdenziale: è la condizione immaginata per i giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro dall’assemblea dei delegati della Cassa dei dottori commercialisti (Cnpadc), con l’approvazione della delibera che istituisce l’obbligo di iscrizione per i tirocinanti che aprono una partita Iva per svolgere attività similari a quella professionale. E che, una volta ottenuto il «placet» dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, consentirà l’allargamento della platea degli associati (se ne contano oggi oltre 70 mila), grazie ad una modifica statutaria. L’obiettivo del provvedimento, racconta l’Ente presieduto da Walter Anedda, è «garantire e favorire la continuità della copertura previdenziale a tutti coloro che, apprestandosi a diventare dottori commercialisti, si sarebbero comunque iscritti alla Cassa, una volta conseguita l’iscrizione all’Albo»; versando una contribuzione soggettiva pari al 12%, dunque, si permetterà alle «nuove leve» della categoria l’inserimento negli elenchi della Cnpadc, con tanto di chance di fruizione di alcune misure di welfare, tra cui la polizza sanitaria. La direzione intrapresa è quella di tutelare (a vario titolo) la componente giovanile, visto che il mese scorso è stato promosso un bando, del valore di un milione di euro, per supportare le aggregazioni, arrivando a sovvenzionare con 10 mila euro quattro esponenti di uno studio associato, o di una Società tra professionisti (Stp), come anticipato da ItaliaOggi dell’11 gennaio 2020. Nel contempo, l’assemblea dei delegati ha varato un provvedimento che eviterà, sempre a seguito dell’approvazione da parte dei dicasteri, «ai colleghi che fatturano le proprie prestazioni alla Società tra professionisti di cui fanno parte, di scontare una doppia contribuzione integrativa sul volume d’affari prodotto», una «stortura del sistema», la defi nisce Anedda, che «vede assoggettare due volte alla contribuzione integrativa del 4% le prestazioni erogate dalla Stp per il tramite del professionista». E che verrà, col meccanismo ideato dalla Cnpadc, «neutralizzata».

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