Buffett: io continuo a comprare

di Becky Quick

Warren Buffett, il miliardario presidente e ceo della Berkshire Hathaway Inc, ha definito l’epidemia di coronavirus una cosa spaventosa ma non è il momento di vendere azioni. In una lunga intervista concessa al canale tv ha confermato la sua strategia di investimento. Gli investitori con un orizzonte temporale compreso tra 10 e 20 anni devono restare concentrati sulla capacità delle società di generare profitti. L’epidemia non cambia le prospettive a lungo termine. È una grave minaccia ma non dovrebbe influire su ciò che si fa quando si investe in azioni.

Domanda. I mercati di tutto il mondo stanno reagendo con pesanti ribassi preoccupati dell’interruzione della catena di approvvigionamento per le industrie. Pensa che il virus questo rallenterà la crescita economica globale?
Risposta. Gli investitori a lungo termine non dovrebbero guardare le notizie del giorno. Il fondo Berkshire oggi è certamente più propenso ad acquistare azioni rispetto a venerdì scorso. Questo ribasso non mi preoccupa, anzi è una buona notizia. Compriamo costantemente azioni in un’ottica di lungo periodo e torniamo sempre sulle azioni quando dopo in ribasso è necessario riequilibrare il loro peso. È come comprare cibo, tutti noi continuiamo a farlo nel corso della nostra vita, senza aspettare che il prezzo si azzeri. Le persone dovrebbero imparare ad approfittare di queste correzioni, non a temerle.

D. Come vede oggi l’economia Usa?
R. Oggi si guadagna di più investendo in azioni rispetto alle obbligazioni. È vero che la forte crescita dell’economia Usa appare un po’ più stabile rispetto a sei mesi fa. L’economia è cresciuta del 2,3% l’anno scorso ma ha registrato anche una spesa per consumi e una produzione industriale più lente.

D. C’è un impatto negativo dovuto alla guerra dei dazi?
R. Ci sono indicatori in calo, come il trasporto delle merci. Ma scontano una distorsione statistica: per via della guerra commerciale molte aziende hanno ordinato moltissimo in passato. Noi seguiamo 70 business, che a loro volta rappresentano altre centinaia di aziende. La loro attività economica è rallentata lievemente, ma è una leggera contrazione da livelli record. La guerra commerciale e le tariffe sono state un grande punto interrogativo per le compagnie americane per molto tempo. Ora la preoccupazione preminente è il coronavirus e i suoi effetti, tra sei mesi avremo un nuovo fattore esogeno.
La vera domanda da porsi è: come performeranno le compagnie americane tra dieci, vent’anni? Alcune spariranno, ma in generale posso dire che la maggior parte di queste andrà molto bene. L’economia americana andrà bene, come ha sempre ha fatto dal 1776.

D. Ma Berkshire Hathaway ha chiuso con calo dell’utile operativo del 3% nel 2019 a 23,97 miliardi di dollari.
R. Siamo stati penalizzati dalle perdite derivanti dalla gestione assicurativa ma i guadagni non realizzati in Apple e altri investimenti hanno fatto crescere l’utile netto a 81,42 miliardi di dollari.

D. Berkshire ha oltre 90 attività operative in Usa tra cui la ferrovia Bnsf, la compagnia di assicurazione auto Geico. Ma che conseguenze avete avuto da quelle più direttamente connesse con la Cina come Dairy Queen?
R. Molte delle circa 1.000 Dairy Queens in Cina sono chiuse, Inoltre è vero che le attività di Johns Manville e la moquette Shaw hanno subito uno stop di approvvigionamento. Possiamo essere certi che ci saranno sempre problemi davanti a noi. Ma la vera domanda è: Dove saranno quelle aziende tra cinque o 10 anni?

D. Cosa pensa del bitcoin?
R. Le criptovalute praticamente non hanno alcun valore perché non producono nulla a parte spedire mail agli investitori. Per contro il loro valore deriva dalla convinzione che qualcun altro prima o poi le apprezzerà maggiormente in futuro. Ma in termini di valore oggi parliamo di zero.

D. Cosa pensa del successo dei fondi indice, gli Etf, tra gli americani?
R. Gli investimenti passivi sono sempre più popolari ma sembra che stiano diventano sempre più come dei nuovi conglomerati. Il pubblico americano si sta scatenando con entusiasmo per gli investimenti passivi, ma c’è qualcosa di curioso nel meccanismo di comprare 500 aziende tutte insieme. È veramente l’ultimo conglomerato concepito.

D. Come considera il settore bancario?
R. Sono soddisfatto del portafoglio di investimento relativo alle banche. Sono molto interessanti rispetto alla maggior parte degli altri titoli che vedo. Le banche fanno parte del portafoglio del Berkshire Hathaway, con valore pari a oltre 248 miliardi di dollari. Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, BNY Mellon e U.S. Bancorp sono tra i 15 maggiori titoli azionari del Berkshire.

D. Quanto vale Apple per voi?
R. Apple è il terzo più grande investimento di Berkshire Hathaway dietro alle assicurazioni e alle ferrovie. Apple è probabilmente il miglior business che conosco al mondo. E siamo dentro la società con una quota intorno al 5,5%.

D. Per chi voterà?
R. Certamente voterò per Mike Bloomberg. Non credo che la notizia di avere come supporter un altro milionario sia la cosa migliore per lui. Ma sicuramente non avrò problemi a votarlo.

D. E la successione nel fondo?
R. In anni recenti ci sono state molte discussioni in proposito. Berkshire senza di me vale essenzialmente lo stesso Berkshire senza di me. Il mio valore aggiunto non è alto. Ma penso anche di non rappresentare una sottrazione di valore. (riproduzione riservata)

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