Brexit, tutele incerte per pensioni e contributi

Daniele Cirioli

Futuro incerto per le prestazioni maturate e per i contributi versati nel Regno Unito. L’accordo sulla Brexit, infatti, assicura solo fino a fine anno le vigenti tutele previdenziali tra i paesi Ue e Regno Unito. «Ad oggi», invece, «non è possibile fornire istruzioni relative al periodo successivo al 31 dicembre 2020, in assenza di un quadro giuridico certo di riferimento». Lo precisa l’Inps nella circolare n. 16/2020. Sono a rischio i diritti dei cittadini soggetti a diverse legislazioni tra cui quella del Regno Unito.
La Brexit. L’Inps interviene sulla Brexit (uscita del Regno Unito dall’Unione europea) per gli aspetti legati alle prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, distacchi di lavoratori all’estero ecc., con riferimento ai lavoratori (di paesi dell’Ue) che hanno contributi versati nel Regno Unito, e viceversa. L’uscita avverrà il 1° gennaio 2021 e fino a fine anno vigerà un «periodo di transizione», disciplinato da apposito «accordo di recesso», resosi necessario per coordinare i regimi di sicurezza sociale con l’adozione di misure atte a tutelare, senza soluzione di continuità, i diritti acquisiti dai cittadini di Ue e Regno Unito in materia di sicurezza sociale.
Il periodo di transizione. Il periodo di transizione, spiega l’Inps, è entrato in vigore il 1° febbraio e terminerà il prossimo 31 dicembre. Durante tale periodo, il diritto dell’Ue in materia di sicurezza sociale continua ad applicarsi al Regno Unito. Ciò garantisce che le norme in materia di pensioni, di prestazioni a sostegno del reddito, di prestazioni familiari, di maternità e paternità economiche (in denaro) e sui distacchi dei lavoratori all’estero continueranno a valere fino a fine anno, con le relative domande (di prestazioni) che potranno essere accolte soltanto entro il 31 dicembre 2020. Futuro incerto. Incerta è la sorte futura dei contributi e prestazioni maturate nel Regno Unito (per i cittadini di altri stati dell’Ue) e nell’Ue (per i cittadini del Regno Unito). Senza giri di parole, l’Inps fa presente che, ad oggi, non è possibile fornire indicazioni su cosa accadrà dal 1° gennaio 2021, perché ancora manca un quadro giuridico certo di riferimento.
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