Aumentano gli investimenti in Insurtech anche se non mancano le start-up che falliscono rapidamente

Gli investimenti di Insurtech hanno raggiunto il massimo storico nel 2019, anche se non sono così infrequenti i casi di start-up che hanno dovuto chiudere i battenti.

Secondo un report di Willis Towers Watson, mentre le notizie riguardanti l’Insurtech sono concentrate a mettere in evidenza le enormi valutazione date alle società del settore e alla loro capacità di raccogliere finanziamenti di un certo rilievo, c’è anche una storia di fallimenti che resta quasi sempre sottotraccia. Andrew Johnston, responsabile globale dell’area Insurtech di Willis Re, ha detto che si tratta di un numero “molto difficile da calcolare”, ma in base ai dati raccolti durante gli ultimi tre anni, indica in 184 il numero di società di Insurtech che hanno chiuso. Un numero che potrebbe però essere molto più elevato secondo il report, poiché tracciare il percorso di un’azienda è molto facile in presenza di una raccolta di finanziamenti, ma non tutte le società raccolgono fondi.

Il totale dei nuovi investimenti raccolti dalle società di Insurtech nel 2019 ha raggiunto quota 6,37 miliardi di dollari, con 2 miliardi in arrivo nel quarto trimestre 2019 spalmati su 75 progetti, si legge nell’InsurTech Briefing di Willis Towers Watson.

Johnston ha affermato durante lo scorso anno molte società di Insurtech hanno raggiunto posizioni di leadership in alcuni segmenti di mercato, sia per quanto riguarda determinate linee di business sia relativamente all’utilizzo di determinate tecnologie. “Ad esempio, la britannica Concirrus, con la sua piattaforma di analisi dei dati, è chiaramente il precursore per il mercato specialty”, ha affermato Johnston.

Gli esperti di Willis Towers Watson sottolineano come le start-up riguardanti il segmento property/casualty abbiano raccolto maggiori investimenti rispetto a quelle health/life, secondo un trend ormai consolidato dal terzo trimestre 2016 a oggi.

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