Amazon invade anche la sanità

di Simonetta Scarane

La nuova ambizione di Amazon, ancora poco conosciuta, è quella di espandersi nella telemedicina, farmacia e assicurazione sanitaria attraverso un sistema connesso che utilizza l’intelligenza artificiale. Il mercato della salute vale all’incirca 8.400 miliardi di dollari (7.701 miliardi di euro), secondo le stime della società Research and Markets riportate da Le Monde. La presenza di Amazon in un settore come quello della salute pone delle questioni. Il colosso Usa è già sotto l’occhio delle autorità della concorrenza e per quanto riguarda la salute il punto cruciale, oltre alle questioni di sovranità, è il rispetto della vita privata e del segreto sui dati sensibili relative alla salute dei pazienti.

Il colosso americano dell’e-commerce, Amazon, è più conosciuto per la vendita di libri, abbigliamento, apparecchi elettronici che come attore della sanità. Dopo aver rivoluzionato il commercio, l’impresa di Jeff Bezos si appresta a trasformare l’accesso alle cure mediche. Per il momento l’app Amazon Care è proposta soltanto ai dipendenti della società che sono nel quartier generale di Seattle. Inoltre, le prime polizze dell’assicurazione Haven, fondata nel marzo 2019 da Amazon con la banca JPMorgan e il fondo del miliardario americano Warren Buffett, Berkshire Hathaway, riguardano soltanto qualche decina di migliaia degli oltre 1,2 milioni di dipendenti di queste tre imprese, secondo l’agenzia Bloomberg, ripresa da Le Monde. Inoltre, i vari servizi ideati per l’app Amazon Care non sono ancora connessi fa loro.

Come funziona l’app Amazon Care? Un paziente che ha il naso chiuso e che decide di curarsi, ad esempio, apre l’app Amazon Care sul proprio telefonino, clicca per parlare online con un infermiere. Dall’altro lato dello schermo, il paziente è assistito da Health Navigator, un software di aiuto per la diagnostica orientato dai pazienti grazie all’intelligenza artificiale. L’infermiere diagnostica al paziente una sinusite e gli consiglia di vedere un medico entro le prossime 24 ore. Il giorno dopo il paziente opta per una consultazione in video sempre con l’intermediazione di Amazon Care. A distanza, il medico prescrive un antibiotico e un trattamento di accompagnamento. Lo scambio verbale viene trascritto, per iscritto, dal software di riconoscimento vocale Transcribe e poi inserito nel dossier del paziente, immagazzinato online dal provider Aws. Il giorno dopo, l’assistente vocale Alexa, attraverso l’altoparlante connesso Echo, ricorda la paziente di prendere le pillole. Il costo delle cure è preso in carico dall’assicurazione Haven.

Il gigante della rete, Amazon, comunca poco al riguardo. Il patron, Jeff Bezos, conta 120 milioni di abbonati al programma fidelizzato Prime. E si può immaginare che cosa potrebbe accadere in caso lanciasse Prime salute. Cercando di diventare assicuratore, Amazon adotta una strategia globale nella salute. La forza di Amazon sarebbe il suo approccio centrato sui consumatori, integrato e semplice, ha riportato Le Monde.

Jeff Bezos prepara la sua offensiva nel settore della salute dal 2016. Nella farmacia, Amazon ha lanciato, dall’inizio del 2018, Basic Care, una linea di prodotti senza prescrizione, dal paracetamolo al chewing-gum alla nicotina, poi acquistata per 750 milioni di dollari da Pillpack, che ha apportato licenze di vendite di farmaci negli Stati Uniti.
Amazon ha fondato nel 2019 Haven e lancia Amazon Care per assicurare consultazioni per cure di primo intervento e poi ha acquistato Health Navigator. Per Alexa le funzioni relative alla salute sono fornite da partners.
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