Tariffe Inail, via alla revisione

Il ministro Di Maio ha firmato il decreto che dà attuazione alla legge di Bilancio
Scendono i tassi medi. Per le aziende sconto dello 0,87%
di Daniele Cirioli

Via libera alla revisione delle tariffe Inail. Calano meno di un punto percentuale (0,87%) i tassi medi per le aziende, passando dal 26,53 per mille dell’anno 2000 (precedente tariffa) al 17,85 per mille. Lo sconto per le casse aziendali è di circa 500 milioni di euro, ulteriori rispetto a 1,2 miliardi già fruiti dalla riduzione lineare con il c.d. «cuneo» (legge n. 147/2013). Tra le novità, la riduzione da 739 a 595 voci tariffarie e l’inserimento di nuovi tipi di attività (produzione di nanomateriali, ad esempio, e rider). È quanto si legge dal comunicato stampa diffuso ieri dal ministero del lavoro, che annuncia la firma del decreto interministeriale (lavoro-economia) in attuazione della legge bilancio 2019 (legge n. 145/2018).
La revisione delle tariffe.

La revisione ha effetto dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2021 e spalma risorse pari a 1.200 mln di euro (risorse destinate allo sconto cd cuneo), più 410 mln per il 2019, 525 mln per il 2020 e 600 mln di euro per il 2021. Come anticipato dall’Inail (si veda ItaliaOggi del 5 gennaio), la revisione non riguarda tutti i premi, ma soltanto la tariffa dipendenti (Tod) delle gestioni «Industria», «Artigianato», «Terziario» e «Altre Attività», nonché quella dei premi speciali unitari di artigiani e quella del settore navigazione. Su tali tariffe non è più possibile applicare lo sconto cd del «cuneo», che per il 2019 è del 15,24%, che rimane fruibile, invece, per i premi esclusi dalla revisione: polizze scuole, Rx, sostanze radioattive, pescatori, frantoi, facchini nonché barrocciai, vetturini, e ippotrasportatori. Per consentire l’applicazione delle nuove tariffe, la legge bilancio ha prorogato i termini per l’autoliquidazione 2018/2019 di tre mesi: dal 16 febbraio al 16 maggio. La revisione ha riguardato, in particolare: l’aggiornamento del nomenclatore; il ricalcolo dei tassi medi; l’oscillazione tasso per andamento infortunistico.

Aggiornamento nomenclatore. Nel nuovo nomenclatore (come in quello precedente) i tassi sono differenziati in funzione del rischio lavorativo. Tra le novità, c’è l’inserimento di attività sviluppatesi negli ultimi anni. È stata introdotta, per esempio, una nuova voce di tariffa per le attività legate alla produzione di nanomateriali. Inoltre, c’è stata l’esplicitazione dell’intero ciclo dei rifiuti e la previsione delle attività di consegna merci svolte in ambito urbano con ausilio di veicoli a due ruote, i cd rider. Le voci tariffarie sono passate da 739 a meno di 595.

Il ricalcolo dei tassi medi. Per determinare i tassi medi nazionali, calcolati per singola lavorazione, sono stati considerati i dati dell’andamento infortunistico del triennio 2013/2015. Con il risultato della diminuzione del tasso medio per le aziende che passa dal 26,53 per mille (Tariffa 2000) al 17,85 per mille (nuova Tariffa 2019), con la riduzione del 32,72% (infatti 26,53 per mille ridotto del 32,72% è 17,85 per mille). Praticamente, ciò si traduce in una riduzione di costo per le casse aziendali di poco inferiore al punto percentuale: su 1.000 euro di retribuzione, per esempio, se prima si pagava un premio di 26,53 euro (pari, cioè, al 2,653% della retribuzione che è lo stesso di dire il 26,53 per mille), d’ora in avanti si paga un premio di 17,85 euro (pari, cioè, all’1,785%, che è lo stesso di dire il 17,85 per mille), con uno sconto di 8,68 euro pari, appunto, all’0,868%. Alle lavorazioni più rischiose i tassi sono stati mantenuti entro il 110 per mille, rispetto al 130 per mille della vecchia tariffa 2000. Il calo complessivo dell’onere che grava ogni anno sulle imprese è di circa 1,7 miliardi di euro, superando di circa 500 mln annui, a regime, la riduzione lineare finora applicata con il cuneo in via provvisoria.
Sostegno della prevenzione. La revisione delle tariffe ha confermato lo sconto dei premi per gli interventi di prevenzione, finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza in ambito aziendale.
Miglioramento delle prestazioni. Oltre alla riduzione del costo del lavoro, infine, la revisione ha consentito di introdurre significative novità sul fronte delle prestazioni, con un miglioramento delle tutele economiche per gli infortunati e malati professionali, quantificabili economicamente in circa 110 milioni di euro annui.

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