Quando rischiamo di vendere un prodotto non adeguato se facciamo più di una polizza con normative diverse allo stesso cliente

IL CASO

Autore: Fabrizio Mauceri
ASSINEWS 305 – febbraio  2019    

Premessa
Quante volte ci è capitato di fare delle polizze diverse tra loro (nel normativo e quindi nelle garanzie) allo stesso cliente che aveva magari più di un rischio e quindi ubicazioni da assicurare?
A volte lo abbiamo fatto per pigrizia, a volte perché i rischi entravano nell’anno assicurativo in date differenti a volte perché utilizzavamo il prodotto che dava di volta in volta le provvigioni più alte.

Ma abbiamo mai pensato alle conseguenze di questo approccio, poco professionale?
Credo di no anche, perché molte volte ci siamo nascosti dietro valutazioni di comodo.
Se ad esempio lo stesso cliente aveva un ufficio nell’ubicazione alfa, un negozio nell’ubicazione beta ed un albergo nell’ubicazione gamma, ci è quasi sempre sembrato normale utilizzare i prodotti specifici proposti dalle varie compagnie per i singoli settori merceologici.

Ma la copertura assicurativa che è stata venduta secondo questo criterio è sempre adeguata?
Nel caso di seguito riportato vedremo che questo approccio lascia molti vuoti all’adeguatezza della copertura offerta.

Il Fatto
Un intermediario aveva un cliente che svolgeva la propria attività in 3 ubicazioni diverse. La prima era quella storica da dove era partita l’attività e per assicurarlo era stato utilizzato un prodotto retail per l’artigiano di emissione agenziale.
La seconda copriva un piccolo deposito con vendita al dettaglio, assicurato con polizza retail per il commercio sempre di emissione agenziale.
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