RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 26/02/2019

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Sono andati meglio del previsto i risultati di Axa in Italia lo scorso anno e ora la compagnia è pronta ad accelerare l’attuazione del piano industriale 2018-2020 che prevede 100 milioni di investimenti nella Penisola, ma anche a staccare dividendi più generosi a Parigi. Il gruppo ha diffuso i dati sul 2018, chiuso con un utile netto di 2,1 miliardi, in calo del 66%. A pesare sono state voci straordinarie (legate alla filiale americana Axa Equitable Holding come pure a oneri relativi alla riorganizzazione in Svizzera), ma il risultato operativo è salito del 3% a 6,2 miliardi, così come il dividendo a 1,34 euro (+6%) e il giro d’affari. Una crescita per cui l’Italia, nella top ten dei Paesi del gruppo, ha avuto un ruolo importante come riconosciuto dal group ceo, Thomas Buberl, che ha sottolineato il forte sviluppo della nuova produzione nella Penisola (+34%) grazie in particolare alla joint venture con Mps .
Banca Generali, in prima linea nelle soluzioni di investimento socialmente responsabili, arricchisce l’offerta di fondi Esg (acronimo anglosassone di ambiente, sociale e governance) à la carte con nuovi strumenti per la costruzione di portafogli che tengano conto degli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite. Con il contributo della società londinese Mainstreet Partners, specializzata nell’advisory di scelte sostenibili, la società guidata da Gian Maria Mossa ha infatti affiancato alla propria piattaforma per il controllo degli investimenti un metodo quantitativo in grado di creare valore secondo strategie rispettose della classificazione Esg e, contemporaneamente, misurarne concretamente nel tempo i contributi.

 

  • Qbe European migliora il cor al 94,8%
Qbe European Operations ha riportato premi lordi contabilizzati per il 2018 per 3,69 miliardi, segnando un miglioramento del 4% rispetto all’anno scorso, mentre il combined operating ratio si è attestato al 94,8%, in miglioramento rispetto al 95,2% dello scorso anno. Diversi fattori hanno contribuito ai risultati 2018, tra cui un aumento medio del tasso di rinnovo dei premi del 4,4%. Financial Lines, Uk Motor e International Property continuano a beneficiare dei maggiori aumenti dei tassi, mentre nella seconda metà dell’anno si sono registrati progressi anche per la maggior parte dei rami Marine e International casualty.

Ogni vittima sulle strade potrebbe essere evitata, questo è lo slogan dall’Adac, l’Automobil club tedesco. Dipende da un errore umano, quasi sempre, e a volte da un difetto dell’auto, dovuta tuttavia a una manutenzione non perfetta e puntuale. Il caso e la fatalità non sono quasi mai colpevoli. È vero, i tedeschi pretendono la perfezione, e per questo non sono mai soddisfatti di se stessi. L’obiettivo del governo era di far diminuire le vittime del traffico, morti e feriti, di almeno il 40% entro il 2020, ma è ormai evidente che non sarà possibile. Anzi, negli ultimi mesi si registra un aumento, sia pure abbastanza lieve. Che cosa è mai avvenuto? si chiede la Süddeutsche Zeitung. Se non lo sanno loro, non posso saperlo io, ma posso intuirlo dalla mia esperienza di automobilista a Berlino, e nei miei sempre più saltuari viaggi in autostrada.
Il noleggio in Italia? Ottocentonovanta mila mezzi, di cui 180 mila veicoli commerciali; un portafoglio clienti composto da 75 mila aziende di ogni dimensione e 3 mila pubbliche amministrazioni, a cui si sono aggiunti i privati, arrivati a fine 2018 a quasi 40 mila contratti. Questi i principali dati del settore, che nel 2018 ha vissuto un anno da primato, raggiungendo nella prima metà fino al 26% del mercato delle immatricolazioni, per poi segnare una contrazione nel secondo semestre. La fase calante è in parte fisiologica, in parte condizionata dalla regolamentazione Wltp, la nuova classificazione antinquinamento scattata da settembre, che ha influito sul business, dapprima accelerando le consegne di vetture non conformi ai nuovi standard, quindi con un rallentamento delle immatricolazioni e delle consegne a partire dalla data di applicazione delle nuove regole.
Ipotesi di restyling (con l’«ampliamento della platea dei beneficiari») per l’Ape social, l’opportunità di anticipo pensionistico per lavoratori in particolari condizioni di difficoltà. E garanzie sulla volontà di non accantonare il progetto di «quota 41» (numero relativo ai contributi necessari per cogliere la chance di andata in quiescenza agevolata, riservata ai cosiddetti lavoratori «precoci»), che permetterebbe di abbassare il requisito anagrafico della «quota 100», perché «rimane obiettivo del governo», tuttavia «l’impatto è gravoso», stimato in «10 miliardi l’anno di esborso».
Si sta per chiudere la finestra pensionistica straordinaria nella scuola. I dirigenti scolastici, i docenti, compresi gli insegnanti di religione, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario e il personale delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica di ruolo hanno tempo fino al 28 febbraio per inoltrare, con le modalità fornite dal ministero dell’istruzione con la circolare n. 4644 del 1° febbraio 2019, la domanda di cessazione dal servizio.

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  • Banca Generali, una piattaforma per investimenti sostenibili
Al netto delle formule di marketing l’istituto della galassia Generali ha appena lanciato una nuova piattaforma che consente di selezionare i prodotti «Esg» (Environmental, social and governance) caratterizzati da un approccio responsabile dell’investimento. Con il supporto di MainStreet Partners (società londinese specializzata nell’advisory su questi temi), Banca Generali ha implementato nella propria piattaforma proprietaria per la costruzione dei portafogli un metodo quantitativo per misurare i contributi sulle tematiche ambientali, di supporto sociale e a favore di governance efficienti. Con il proprio risparmio sarà possibile scegliere realtà che abbiano a cuore la sostenibilità nei confronti dell’ecosistema in cui operano. Spiega Gian Maria Mossa, amministratore delegato dell’istituto, «che entro il prossimo triennio queste soluzioni potranno riguardare oltre il 10% del risparmio gestito».

 

  • Generali, 150 assunzioni su «big data» e marketing
Interessati al mondo assicurativo? Generali (generali.it) prevede circa 150 assunzioni quest’anno tra le sedi di Trieste, Mogliano Veneto, Milano, Roma e Torino. Una bella fetta d’inserimenti sarà concentrata su profili provenienti da “facoltà Stem”, «per l’ambito dei big data (data scientist, data engineer, business analyst), del customer experience design, dello sviluppo servizi innovativi IoT, del digital marketing e della web communication, dell’information technology, dove stiamo cercando sviluppatori dei diversi tipi di software con diversa seniority oltre a specialisti di cyber security e architetti IT» spiegano dall’azienda. Ma sono ricercate anche altre lauree, soprattutto quelle in economia e giurisprudenza per i ruoli a diretto contatto con il cliente come nella consulenza commerciale.

  • Vittoria, Acutis taglia la catena di controllo
Carlo Acutis taglia la catena di controllo della compagnia Vittoria assicurazioni, pochi mesi fa uscita dal listino milanese. Nei giorni scorsi è stata definita la fusione per incorporazione di Vittoria Capital in Vittoria assicurazioni. Questo dopo che lo scorso 13 febbraio è arrivata l’autorizzazione da parte dell’Ivass, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, a procedere in tal senso dopo la richiesta fatta dalle due società coinvolte.
La scomparsa del veicolo Vittoria Capital è l’ultimo tassello di un percorso avviato dallo stesso Acutis a metà del 2018 e che si è sviluppato in diversi step.
Prima l’emissione a luglio 2018 di un bond subordinato da 250 milioni da parte di Vittoria Assicurazioni. Quindi ha preso il via l’Opa sul gruppo assicurativo promossa da Vittoria Capital. Operazione che ha richiesto l’erogazione da parte di Banco Bpm di un finanziamento di poco inferiore ai 300 milioni di euro.
  • Gruppo Axa, utili in calo: -66%, ma l’Italia regge
Il 21 febbraio scorso il gruppo Axa ha diffuso i risultati del 2018. Conti archiviati con un sensibile calo dell’utile, 2,1 miliardi di euro in discesa del 66%, complici una serie di oneri straordinari, legati alla filiale americana Axa Equitable holding (quella che ha acquistato la statunitense XL) e alla riorganizzazione delle attività vita in Svizzera. All’interno di questo quadro, sotto le attese degli analisti che stimavano profitti per 2,3-2,4 miliardi di euro, l’Italia, che pure negli ultimi anni ha dovuto affrontare le criticità connesse alle difficoltà del partner con il quale opera, Mps, ha segnato numeri in crescita e ottime performance in termini di redditività. In particolare, stando a quanto comunicato ieri, il braccio operativo nel paese grazie a gross revenues pari a 5,4 miliardi si è consolidato tra i 10 motori a livello di gruppo e il risultato operativo netto è salito a 263 milioni (+26 milioni rispetto al 2017).
  • Banca Generali rilancia: obiettivo 10% per l’Esg
Una piattaforma in grado di selezionare in modo oggettivo gli investimenti sostenibili, ma anche uno strumento utile a valutare l’allineamento di ciascun prodotto e del team che lo gestisce ai 17 obiettivi fissati dalle Nazioni Unite nella carta Sustainable Development Goals. Banca Generali rimane in prima linea nello sviluppo di soluzioni di risparmio che seguono le tematiche Esg, mettendo a punto insieme a MainStreet Partners – advisor londinese specializzato su investimenti sostenibili -un metodo quantitativo in grado di misurare i risultati concreti che si possono ottenere in termini di contributi sociali, ambientali e di governance scegliendo determinati prodotti di risparmio più «sensibili». Lo strumento, che sarà applicato alla piattaforma Bg Personal Portfolio, permetterà soprattutto di elaborare portafogli a seconda del profilo di rischio, delle esigenze personali, e delle sensibilità legate ai principi di sostenibilità preferiti dalla clientela.
  • Cu senza la previdenza complementare arretrata
A pochi giorni dalla scadenza del 7 marzo, termine per trasmettere all’Agenzia le Cu 2019, i sostituti d’imposta si trovano impossibilitati a rappresentare correttamente il caso della destinazione alla previdenza complementare o alle casse sanitarie relative a opzioni in welfare per premi di risultato percepiti in anni precedenti.
La norma a cui ci si riferisce è contenuta nell’articolo 1, commi da 182 a 189, della legge 208/2015 che consente ai lavoratori di ricevere i premi di risultato sotto forma di benefit detassati. Per venire incontro alle esigenze dei dipendenti, gli accordi di secondo livello spesso consentono di convertire in welfare il premio di risultato maturato, destinandolo alla previdenza complementare anche negli anni successivi. Tuttavia la Cu 2019 e le relative specifiche tecniche non permettono di rappresentare tale situazione in quanto le caselle 574 e 575, in presenza di codice 1 ovvero del codice 2 alla casella 571, non consentono di superare l’importo bloccato di 3mila o 4mila euro (pari al massimo per un anno).

 

  • La polizza si sposta dai mezzi alle persone
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, a fine 2017 erano già 357 i diversi servizi di mobilità condivisa diffusi sul territorio italiano, tra bikesharing, carsharing, scootersharing, e altre forme, come carpooling e aggregatori e l’Italia si conferma il paese europeo con il più alto numero di servizi attivi nel settore. Un fenomeno che ha già messo 18,1 milioni di italiani (28% della popolazione) nella possibilità di usufruire di almeno un servizio di mobilità condivisa.
Di fronte a queste tendenze, e al cambiamento rivoluzionario che si prospetta nell’automotive, il settore assicurativo sta rivedendo il proprio modello di business e la propria strategia di offerta, ben consapevole del bisogno di protezione che contraddistingue ancora il nostro Paese.

insurancejournalgrande

Nella relazione annuale, il presidente di Berkshire Hathaway, Warren Buffett, ha raccomandato ai lettori di concentrarsi sugli utili operativi, esaminando un anno in cui le operazioni assicurative hanno contribuito con 6,1 miliardi di dollari per un totale di 24,8 miliardi di dollari.
Mentre l’utile operativo totale è salito del 71% a quasi 25 miliardi di dollari per le operazioni assicurative e non assicurative nel 2018, l’utile netto è sceso a 4,0 miliardi di dollari, meno di un decimo del totale dell’anno precedente.

Handelsblatt

 

  • Oliver Bäte: “L’Europa è un po’ ingenua“
Il numero uno di Allianz chiede una strategia industriale per l’Europa e commenta i rumors su una possibile fusione con la Deutsche Bank.