RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 13/02/2019

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Alleanza Assicurazioni punta a rendere popolari e accessibili le polizze salute in Italia e i numeri della compagnia del gruppo Generali sembrano incoraggianti: a cinque mesi dall’avvio della nuova offerta di coperture sanitarie sono stati raggiunti più di 30 mila clienti e raccolti premi per 12 milioni. «Si tratta di un business ad alto valore sociale», sottolinea l’ad di Alleanza assicurazioni, Davide Passero, che oggi terrà a Genova la Convention Annuale della compagnia davanti a una platea di 700 persone e oltre 15 mila consulenti collegati in diretta streaming.
Un’occasione per fare il bilancio del 2018 e per tracciare le nuove strategie di Alleanza, pilastro di Generali Italia con 35 miliardi di attivi e una raccolta premi di oltre 5 miliardi. «Il 2018, anno in cui la compagnia ha compiuto 120 anni, si è chiuso con una massimo storico per la nuova produzione, cresciuta del 10% a 2,4 miliardi» rispetto al +3% del resto del mercato (dato Ania a novembre 2018, ndr), dice Passero sottolineando che si tratta di risultati record raggiunti per il quarto anno consecutivo.
Gli italiani, è cosa nota, sono tra i più grandi risparmiatori al mondo. La ricchezza finanziaria nelle mani dei nostri concittadini ammonta a 4,4 trilioni di euro, cui aggiungere, secondo le stime disponibili, almeno altri 4 trilioni di ricchezza reale, fatta in prevalenza di immobili e terreni. In totale, un valore pari a circa cinque volte il pil. Il risparmio rappresenta da sempre la forza nascosta del sistema Italia, la leva su cui si è retto per decenni il debito dello Stato, grazie alla sottoscrizione di titoli, come Bot e Cct, che hanno fornito, negli anni dell’iperinflazione, un rifugio sicuro e nel complesso ben remunerato alle finanze di individui e famiglie.
L’andamento dei fondi pensione aperti e negoziali italiani utilizzando due famiglie di indici costruite da DEPObank (in collaborazione con il provider Mondo lnstitutional per quanto riguarda i negoziali) articolate sulla falsariga della classificazione Assogestioni.

L’amministratore di diritto che firma la dichiarazione fraudolenta è sempre responsabile del reato tributario. Anche se non è materialmente in possesso della smart card per la firma digitale del modello. Il ruolo apicale assunto all’interno dell’azienda, infatti, comporta il dovere di verificare la correttezza contabile e il rispetto degli obblighi tributari. Non rileva nemmeno il fatto che l’incarico fosse a titolo gratuito. È quanto affermato dalla 3° sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 6726/19, depositata il 12 febbraio 2019. La vicenda vedeva ricorrere un manager, condannato a un anno e un mese di reclusione per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (ex articolo 2 del dlgs n. 74/2000).
Generali ha completato l’acquisizione della quota di maggioranza di Sycomore Factory, società controllante di Sycomore Asset Management, dopo avere ricevuto il via libera dalle autorità antitrust e regolamentari alla partnership proposta nel settembre scorso. La compagnia triestina ha precisato che l’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nell’esecuzione della strategia di asset management di Generali e che punta a offrire un rilevante potenziale di sinergie in termini di ricavi. Il Leone «sarà in grado di arricchire la propria offerta con soluzioni di investimento innovative e di rafforzare la propria focalizzazione e competenze sulla sostenibilità e gli investimenti responsabili per i clienti».

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  • Ore pagate per curare il cane come cambia il welfare in azienda
Un permesso di otto ore (all’anno) per la cura dell’animale domestico: il cane, il gatto, il coniglio nano, perfino l’iguana o il furetto, volendo. Un “maggiordomo” aziendale che, una volta al mese, si fa carico delle commissioni per i dipendenti: una bolletta da pagare, una coda all’Anagrafe, le camicie da ritirare in tintoria. Un punto di raccolta 24 ore su 24 – in azienda – per i pacchi degli acquisti online. Ci sono voluti undici mesi di trattative faticose, con qualche momento di tensione, per arrivare alla sigla del contratto integrativo della Ball Beverage Packing di Nogara, provincia di Verona – la multinazionale che produce lattine per bibite – che ha il merito di spostare ancora più in là i confini del welfare aziendale. Sempre più vicino alle necessità personali e soprattutto familiari dei 150 dipendenti. Un negoziato che è un po’ il paradigma della tendenza in atto da qualche anno a questa parte, in parecchie aziende del Nord, anche nei settori più tradizionali della manifattura: si parte con le consuete (legittime) richieste di aumenti salariali, si approda alla fine a soluzioni più flessibili che prevedono la conversione dei premi di produzione o di risultato in servizi di welfare aziendale.

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  • Il robot-pediatra che batte i medici trova la cura per malattie e infezioni
Dal lavoro congiunto di ricercatori cinesi e americani è nato il «pediatra dotato di intelligenza artificiale». Un algoritmo che permette di diagnosticare le malattie dei bambini, dall’influenza alla varicella e alla meningite, è stato sviluppato partendo dalle cartelle cliniche di oltre 1,3 milioni di visite pediatriche effettuate nell’ospedale più grande di Canton. Il programma è stato messo a punto da una équipe dell’Università della California, diretta dal dottor Zhang Kang. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Nature Medicine.  Il cervellone-artificiale pediatra ha avuto nei test percentuali di successo diagnostico elevatissime: 93% per la varicella, 94% per l’influenza, 97% per l’infezione mani-piedi-bocca e si è dimostrato efficiente anche per la meningite: 93%. I risultati sono in linea con quelli di un medico esperto e affidabile. Lo scopo non è sostituire i medici umani, ma affiancarli e ridurre il carico del loro lavoro: è facile capirlo pensando a quante volte corriamo dal pediatra per fargli visitare i nostri bambini, anche per falsi allarmi.

 

  • «Il futuro? La svolta micro mobilità e auto che “parlano” con la strada»
De Meo (Seat): elettrica o connessa, il modello di business è cambiato. «Noi come produttori dobbiamo essere in grado di fornire velocemente nuove piattaforme di mobilità, quelle che saranno protagoniste delle città del futuro». Lo spiega il presidente di Seat, l’italiano Luca de Meo che dal 2015 guida la casa automobilistica spagnola.

 


  • Quota 100: per le piccole imprese un miliardo di Tfr in più quest’anno
Alle imprese “quota 100” potrebbe costare quest’anno un miliardo in più per le liquidazioni del Tfr. Si tratta di un effetto finanziario dei nuovi pensionamenti finora non considerato. E la stima del miliardo, vale dirlo subito, è molto prudenziale, visto che si riferisce alla liquidazione del Tfr maturato solo negli ultimi undici anni.
La questione, nella Relazione tecnica del decreto di gennaio, è trattata solo indirettamente. Partiamo allora da quella piccola traccia per capirne di più. Secondo la Rt dei 102mila lavoratori dipendenti del settore privato che quest’anno potrebbero pensionarsi con “quota 100” o con l’anticipo a requisiti non più adeguati alla speranza di vita, 36mila sono a contratto in aziende con più di 50 addetti. La loro uscita determinerebbe nel 2019 pagamenti per 585 milioni di Tfr (al lordo del fisco) da parte del Fondo di Tesoreria Inps, dove dal 2007 viene versato il Tfr maturando per chi ha deciso di non dirottarlo su un fondo pensione complementare. Gli altri 66mila lavoratori sono invece alle dipendenze di aziende minori.
  • Banca d’Italia, M5S torna all’attacco sulle nomine
Venerdì 15 febbraio è l’ultimo giorno di operatività del vertice Ivass. Per i due consiglieri con mandato scaduto lo scorso 31 dicembre, Riccardo Cesari e Alberto Corinti, sono infatti terminati anche i 45 giorni di prorogatio. L’Istituto che vigila sulle assicurazioni di fatto non può ora più assumere provvedimenti quali sanzioni o autorizzazioni a fusioni e acquisizioni o, ancora, decisioni in materia di Solvency II cui devono adeguarsi le compagnie. Senza i due consiglieri non può riunirsi infatti neppure il Direttorio integrato, dove siedono il governatore della Banca d’Italia, il direttore generale e presidente Ivass, i tre vice direttori generali della Banca d’Italia e i due consiglieri dell’Istituto. La presenza di almeno uno di questi ultimi è infatti necessaria, e in questo caso nessuno dei due è più in carica. Il rinnovo di Cesari e Corinti, vale ricordarlo, era stato proposto, secondo i termini di legge, dal governatore Ignazio Visco al ministero dello Sviluppo economico, ma l’iter si è fermato nelle stanze di via Veneto, e non è mai arrivato a palazzo Chigi. Ieri per l’assoluta indipendenza di Bankitalia s’è espresso il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.

  • Oltre 700 posti a rischio in Europa in AXA XL
AXA ha presentato il progetto di riorganizzazione nell’ambito dell’integrazione del gruppo XL, che potrebbe comportare la riduzione potenziale di 711 posti di lavoro in Europa su un totale di 9500 nel mondo.

Handelsblatt

 

  • De la Sota (Allianz): “I nostri prodotti sono troppo complessi”
Il Chief Business Transformation Officer del Gruppo Allianz parla dei piani per la nuova compagnia di assicurazioni online europea Allianz Direct.