RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 04/02/2019

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Quota 100? È una mezza scommessa. Ai piaceri d’incrociare in anticipo le braccia e d’intascare subito la pensione, si oppone il dubbio di «se» e «a quanta» pensione si rinuncia, per il fatto di smettere prima di lavorare. A conti fatti un soggetto che ha iniziato a lavorare nel 1982, a 25 anni d’età, che decida di usufruire di quota 100 quest’anno, quando compie i fatidici 62 anni di età e 38 di contribuzione e una retribuzione di 25 mila euro annui, avrà diritto a una pensione lorda annua di 14.100 euro (pari al 56% dell’ultima retribuzione, c.d. tasso di sostituzione). Lo stesso soggetto, se decide di restare a lavoro fino a 67 anni d’età (età per avere la pensione di vecchiaia) quando la sua retribuzione sarà salita a circa 26 mila euro annui, avrà diritto a una pensione di 17.700 euro (il 68% dell’ultima retribuzione). Restare al lavoro quei cinque anni in più gli farebbe lievitare la pensione a un livello molto prossimo all’ultima retribuzione: il 68% rispetto al 56%. Da questo punto di vista non c’è dubbio, quota 100 non conviene: meglio è aspettare i 67 anni.
Poco più di 95 mila reclami da parte dei cittadini europei. È questo il primo bilancio reso noto dalla Commissione Ue a otto mesi dall’entrata in vigore, il 25 maggio 2018, del regolamento comunitario sulla protezione dei dati personali (Gdpr). Il numero, frutto del lavoro delle autorità nazionali preposte alla protezione dei dati, ha segnato una progressione a due fasi. In un primo periodo, da maggio a ottobre, sono state depositate da parte dei cittadini europei 60 mila istanze circa, il cui numero è andato stabilizzandosi per i successivi due mesi. Fino ad arrivare al secondo rally registrato tra dicembre e gennaio. In appena due mesi, il numero di reclami è cresciuto di altre 35 mila unità arrivando, nei giorni scorsi, a toccare quota 95.180 (di questi 4.704 provenivano dall’Italia).
L’Italia crea meno posti di lavoro degli altri Paesi europei, ma si lavora di più. Sembra un gioco di parole, ma è questa la sintesi che fa del nostro Paese il 2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale.
In dieci anni (2007-2017) il numero di occupati in Italia è diminuito dello 0,3%. Mentre è aumentato in Germania (+8,2%), Regno Unito (+7,6%), Francia (+4,1%) e nella media dell’Unione europea (+2,5%). Con un’occupazione che al Sud è pari al 34,3% (2,9 punti percentuali in meno di differenza rispetto al 2007), al Centro è al 47,4% (lo 0,4% in meno), nel Nordovest al 49,7% (l’1,1% in meno), nel Nordest al 51,1% (l’1,3% in meno). Dunque meno lavoro degli altri Paesi. E anche retribuito peggio. Rispetto al 1998, nel 2016 il reddito individuale da lavoro dipendente degli operai è diminuito del 2,7% e quello degli impiegati si è ridotto del 2,6%, mentre quello dei dirigenti è aumentato del 9,4%. Confrontando un dipendente operaio con un dirigente, nel 1998 il reddito da lavoro del primo era pari al 45,9% di un dirigente. Nel 2016 è diventato pari al 40,9%. Quello di un impiegato era il 59,9% di quello di un dirigente e si è ridotto al 53,4% nel 2016.
Agli enti pubblici territoriali è riconosciuto il diritto di ottenere risarcimenti per tutti i danni, anche di tipo non ambientale. La Cassazione con ordinanza 2780/2019 riconosce all’ente, nel cui territorio sono state compiute opere in violazione della normativa ambientale, il diritto a costituirsi parte civile nel processo penale, al fine di ottenere il risarcimento del danno conseguente alla condotta illecita
Il legale che, sebbene abbia maturato i requisiti assicurativi e contributivi grazie alla totalizzazione dei contributi Inps, non ha provveduto alla cancellazione dall’albo professionale, non ha diritto alla pensione di anzianità: lo dice la Cassazione nell’ordinanza 2225/2019. Intervenuti sul ricorso di un avvocato avverso la sentenza di merito, a seguito della quale era stata rigettata la domanda volta all’ottenimento della pensione di anzianità, proposta nei confronti della Cassa forense, i giudici hanno innanzitutto dichiarato che esiste un contrasto in ordine all’individuazione delle concrete modalità di completamento della fattispecie costitutiva del diritto alla pensione di anzianità in favore dell’avvocato che intenda avvalersi della totalizzazione di due periodi contributivi, costituiti uno presso l’Inps e l’altro presso la Cassa e sull’incidenza della totalizzazione della diversa contribuzione versata sulla condizione specifica della cancellazione dagli Albi, richiesta dalla normativa professionale.

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  • Pensioni, i beffati di quota 100 basta un mese per essere esclusi
Fuori da opzione donna. Basta qualche mese in meno di contributi o di età per allontanare il tempo della pensione anche di 5 o 6 anni. E rientrare così nel perimetro della riforma Fornero. Succede e non meraviglia. Perché quella riforma è in piedi, nonostante i proclami. E le nuove misure, sperimentali e limitate nel tempo, creano inevitabili scalini. Più ci si avvicina alla scadenza di quota 100 – a fine 2021 – o di opzione donna – alla fine di quest’anno – e maggiore è il rischio di rimanere impigliati nelle griglie dei requisiti.

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C’eravamo sbagliati. Non è esattamente un’ammissione di sconfitta quella che il colosso bavarese delle riassicurazioni Munich Re, fa nel suo ultimo Report del 2018 sui disastri ambientali. Semmai è un prendere atto che ormai i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova anche il settore assicurativo, abituato da sempre a calcolare il rischio che un evento si verifichi. Il problema è che con il clima impazzito le previsioni diventano più difficili. E il dubbio che sembra affacciarsi è che i modelli predittivi forse vadano, se non rivisti, almeno ripensati. Anche perché il costo medio delle catastrofi naturali nel 2018 è stato il secondo più elevato degli ultimi trent’anni.
Camminare quanto serve. dormire quantobasta, mangiare rigorosamente sano: e a chi obbedisce a tutte le istruzioni un bel Apple Watch in dono. EU progetto che la compagnia di assicurazione sanitaria Aetna sta per lanciare in collaborazione con Apple una nuova app peri suoi assistiti chiamata Attain che, appunto, permetterà di guadagnare punti per ogni compito salutare portato a buon fine. E che comprende anche prendere le pillole all’ora giusta, farei vaccini necessari e non saltare le visite mediche. La app, che verrà lanciata in primavera, è molto di più di un giochino: perché non solo permetterà alla compagnia assicurativa di monitorare costantemente le abitudini dei suoi assistiti. Ma anche di risparmiare nel “rimborso” di spese mediche spingendo la gente ad intraprendere uno stile di vita migliore.
Fa discutere la prima condanna a un consiglio di amministrazione, quello della Bonatti, per la morte di due tecnici all’estero.
Quattro dei suoi tecnici vennero rapiti in Libia nel 2015 e due di loro, in quel tragico evento, persero la vita. Circa due settimane fa il tribunale ha condannato i vertici della Bonatti, generai contra ctor nel settore oil and gas, e ha considerato l’azienda colpevole di non avere valutato i rischi a cui andavano incontro i lavoratori durante quel viaggio.

  • Nuovo riscatto di laurea: genitori e figli alla prova di convenienza sul forfait
Da giovani ci sono altre urgenze, da meno giovani ci sono costi troppo elevati: è la tenaglia delle ragioni che scoraggiano molti laureati dal mettere a frutto, ai fini della pensione, gli anni passati all’università. Il “riscatto” – questo il termine tecnico corretto – in effetti si scontra, appena finiti gli studi, con esigenze ben più prossime, quali possono essere il rendersi indipendenti, acquistare o affittare una casa o un’auto, mentre nell’ultima parte della vita lavorativa i costi diventano così elevati da dissuadere i richiedenti.
  • Ogni anno da salvare costa 5.240 euro
A ben guardarlo, il decreto di riforma del welfare riforma il panorama della previdenza sociale italiana occupandosi di due platee ben distinte.
Da un lato, infatti, agevola l’uscita dal mondo del lavoro attraverso una sperimentazione triennale del pensionamento anticipato in quota 100, ripristinando opzione donna ed estendendo i termini di accesso all’Ape sociale, abbassando infine anche i requisiti della pensione anticipata.
Dall’altro però, dedica due misure a un pubblico molto diverso: lavoratori giovani che abbiano cominciato a lavorare e che vogliono irrobustire ed estendere la propria carriera contributiva. Trovano così spazio, all’articolo 20 del decretone due misure affini, ma fra loro diverse che allargano le modalità di riscatto a oggi accessibili agli assicurati.
  • Nel welfare dei titolari di studio entrano esami e visite mediche
Si estende il welfare per i professionisti: al pacchetto prevenzione e alla polizza infortuni si è aggiunto da qualche mese anche il rimborso spese per visite mediche e accertamenti sanitari in strutture convenzionate.
La novità è attiva da metà del 2018 ma non è ancora del tutto conosciuta tra i titolari dello studio. Le coperture sanitarie sono garantite da Ebipro, l’ente bilaterale del comparto professioni. Mentre Cadiprof (la cassa per i dipendenti) eroga i rimborsi ai dipendenti, dal 2015, infatti, con il rinnovo del Ccnl studi, a Ebipro è stata affidata la gestione delle coperture per i professionisti. «In tre anni abbiamo raggiunto oltre 90mila professionisti – spiega Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni – ma la platea potenziale è molto più ampia, se si conta anche chi può aderire su base volontaria».
Le coperture sono automatiche per i professionisti che hanno dipendenti a cui applicano il Ccnl studi e per i quali versano il contributo alla Cassa (22 euro al mese per dipendente). In questo caso è lo stesso Ebipro a informare il professionista delle prestazioni a cui ha diritto.

Scor ha fatto causa civile anche a Barclays e a Rothschild, le banche consulenti di Covéa. L’azione penale avviata dal riassicuratore francese contro il suo primo azionista ha stupito le borse, ma l’attacco giudiziario contro le banche della mutua è stato considerato di una violenza inaudita.