RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 02/02/2019

Diverse società capitalizzano in borsa meno dell’insieme dei loro asset. Alcune penalizzate perché fanno parte del comparto finanziario. Altre scontano una sfiducia specifica degli investitori. In alcuni casi si tratta di sottovalutazioni strutturali, perché certi settori di business tendono a far emergere meno il valore degli asset, mentre in altri vi sono dietro ragionamenti specifici. Di base, l’adagio della finanza è che «il mercato ha sempre ragione» e quindi le valutazioni degli investitori, soprattutto quelli istituzionali, devono avere qualche fondamento. Nella tabella in pagina (i cui dati sono aggiornati al 23 gennaio) si evince che le principali società i cui asset sono di molto superiori al valore della capitalizzazione sono quelle appartenenti al mondo bancario/finanziario.
Nei prossimi dieci anni circa 6 mila miliardi di ricchezza saranno coinvolti in passaggi generazionali. Per reti e private bank è un’opportunità e un rischio. E fanno capolino i nuovi consulenti
Gli investitori istituzionali (fondi pensione, casse di previdenza e fondazioni di origine bancaria) gestiscono un patrimonio aggregato di circa 230 miliardi di euro a fine 2017 (in crescita costante +61% circa tra il 2007 e il 2017 ) con cui potrebbero finanziare pmi italiane, infrastrutture e real estate. Lo evidenzia un interessante Quaderno di ricerca del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali che riflette i risultati di uno specifico tavolo di confronto che ha individuato contenuti e spunti di qualità per tendere verso una crescente maturazione del sistema. Negli ultimi anni, viene sottolineato, l’esposizione di fondi pensione, casse di previdenza e fondazioni di origine bancaria verso investimenti in economia reale è progressivamente aumentata. La possibilità di accedere a prodotti adatti alle peculiari esigenze dell’investitore esiste e cresce parallelamente alla volontà di investire nell’economia reale nazionale.

La Giornata della protezione dei dati è stata istituita nel 2006 dal Consiglio d’Europa per il 28 gennaio di ogni anno; ai nostri giorni la ricorrenza viene celebrata anche fuori dalla Ue e viene denominata Giornata della Privacy. Dall’entrata in vigore, lo scorso maggio, delle nuove norme Ue (Gdpr) a tutela dei dati personali sono stati oltre 100 mila i ricorsi presentati ai 28 garanti nazionali degli Stati Ue. La situazione resta estremamente problematica.
I sottoscrittori di polizze assicurative Vita unit linked potranno continuare a conosce il valore delle quote dei propri prodotti anche leggendo un quotidiano. Secondo quanto risulta a MF-MilanoFinanza, il consiglio direttivo dell’Ania, riunito a Roma il 29 gennaio scorso, ha invitato tutte le compagnie di assicurazione a continuare a pubblicare sulla carta stampata, almeno per tutto il 2019, la valorizzazione dei prodotti vita di ramo III, ovvero le unit linked appunto.
Via libera al regolamento aziendale predisposto unilateralmente dal datore di lavoro in adempimento di un obbligo negoziale ai fini dell’integrale deducibilità delle spese in beni e servizi a favore dei dipendenti. Anche gli stagisti e i somministrati rientrano a pieno titolo tra i beneficiari del Welfare aziendale. Stop alla categoria «mista» amministratore co.co.co. e manager dipendente, qualora le misure di Welfare non siano offerte alla generalità dei lavoratori. Sono questi i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate – Direzione centrale Pmi – con risposta a interpello n. 956-1279/2018 (riportata al n. 10 sul sito web della stessa Agenzia) del 25 gennaio scorso.
Denuncia sostitutiva, con sanzioni soft, per l’imposta sulle assicurazioni di cui alla legge 1216/61, qualora le imprese di assicurazioni procedano a sostituire l’eventuale denuncia errata entro novanta giorni dal termine di presentazione previsto per legge e non la sanzione dal 200 al 400% come applicata da alcuni uffici delle Entrate. Le assicurazioni nazionali, le imprese estere stabilite in Italia nonché le assicurazioni straniere, sia che si avvalgano di un rappresentante fiscale in Italia sia che operino direttamente (avendone i requisiti), sono tenute a presentare «entro il 31 maggio di ciascun anno (…) la denuncia dei premi ed accessori incassati nell’anno solare precedente» (art. 4-bis, commi 5 e 6-bis, legge 1216/61). Sulla base di tale denuncia, quindi l’amministrazione finanziaria, procederà, entro il 15 giugno, a liquidare in via definitiva l’imposta dovuta per l’anno precedente (art. 9, legge 1216/61).
Il pensionato quota 100 può lavorare e percepire compensi, cumulabili con la pensione, fino a 10 mila euro annui: cinque mila da lavoro autonomo occasionale (con la ritenuta d’acconto) e cinque mila dalle prestazioni occasionali (gli ex voucher). All’assoluto divieto di cumulo della pensione quota 100 con i redditi da «lavoro dipendente e autonomo», infatti, il dl n. 4/2019 prevede la deroga del lavoro autonomo occasionale. L’ulteriore eccezione (nuovi voucher), nel silenzio della norma e dell’Inps, deriva dal fatto che le prestazioni occasionali non sono redditi né di lavoro dipendente né autonomo.

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  • Il 2019 parte male Vendite di auto crollate a gennaio del 7,55%
Parte male il 2019 per il mercato italiano dell’auto. A gennaio il ministero dei Trasporti conta 164 mila 864 immatricolazioni ( in calo del 7,55% sullo stesso mese del 2018). Per la prima volta da settembre 2003, le autovetture diesel – in calo del 31% e con una quota del 41% sull’immatricolato perdono la leadership a favore delle auto a benzina. Queste rappresentano il 45% del mercato e, nel mese, registrano un aumento del 28%. Crescono anche le alimentazioni alternative (+ 3,5% e una quota del 13,7%). Unica eccezione, il metano. L’anno inizia male anche per Fca che perde il 21,64% con 39 mila 773 vetture vendute. La quota scende dal 28,46 al 24,12% (- 4,34%) e tutti i brand chiudono il mese in rosso, a eccezione di Lancia (+ 55,4%).

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  • Rc auto, in 5 anni i prezzi sono scesi in media di 96 euro
In circa cinque anni il prezzo medio pagato per la garanzia Rc Auto è sceso di 96 euro. Lo rileva l’Ivass nel Bollettino Iper, presentato ieri. Dalla data di inizio della rilevazione, il quarto trimestre 2013, i premi mesi sono passati da 515 euro ai 419 del terzo trimestre 2018. La variazione di prezzo medio su base annua segnala un calo dello 0,3%, mentre su base trimestrale è positiva per l’1,9%. Il 50% degli assicurati paga meno di 376 euro. Sempre secondo l’Ivass, riguardo ai prezzi relativi in relazione all’età dell’assicurato, i contratti stipulati da chi ha meno di 25 anni (1,4% del campione) è «particolarmente elevato»: 745 euro. I prezzi sono poi ampiamente differenziati nel Paese: in Campania il prezzo medio è pari a 539 euro, mentre in Valle d’Aosta è pari a 303 euro. Il differenziale fra la provincia con i prezzi medi più elevati (Napoli) e quella con i prezzi più bassi (Oristano) è di 336 euro. Tale differenziale si è ridotto su base annua dell’1,4% (4 euro) e mostra «un chiaro trend decrescente». il 20,6% dei contratti prevede clausole di riduzione del premio legale alla scatola nera. La diffusione è molto differenziata: a Caserta include la black box il 60,6% delle polizze, a Bolzano invece il 3%.
  • Auto, mercato giù del 7,5%
Un mercato dell’auto che, a gennaio, ha registrato ancora una flessione del 7,55% con 164.864 veicoli immatricolati (dati del ministero dei Trasporti). Si evidenzia nettamente la tenuta di tre marchi tedeschi, Bmw ( più 1,20%), Mercedes (più 0,69%) e Volkswagen ( più 10,59%) e di Volvo che continua la sua ascesa, confermando il successo dei suoi modelli, con 1.704 vendite, più 54,35%. Anche i francesi di Psa con Citroen/Ds e Peugeot hanno riportato risultati positivi, con quest’ultima cresciuta del 4,05%. I marchi nazionali vedono, invece, un giudizio negativo, con Alfa Romeo che ha perso il 45,35%, Fiat il 29,21% e, a sorpresa, anche Jeep che ha portato a casa un meno 16,44%. Solamente Lancia, grazie a promozioni azzeccate, con la sola Ypsilon ha immatricolato 6.606 unità, un salto del 55,36%, ma non è riuscita compensare il calo complessivo di Fca che è stato del 21,64%, tre volte il mercato.

  • Quota 100: già arrivate oltre 15mila domande in soli quattro giorni
È una vera e propria corsa a «quota 100». Almeno per il momento. Alle ore 19 di ieri all’Inps risultavano arrivate già 15.652 domande di pensionamento anticipato, un terzo delle quali (5.098) presentate da dipendenti pubblici. Una pioggia di richieste quella che si è abbattuta sull’Istituto in poco più di 80 ore, al ritmo di quasi 5mila al giorno. E se questa ondata nelle prossime settimane non dovesse ridursi di dimensioni, potrebbero diventare a rischio i “tetti” fissati dal decreto all’esame del Senato: poco meno di 3,8 miliardi di spesa per 290mila uscite nel 2019.
  • Del Vecchio a un passo dal 5% di Generali
È quasi tempo, per i soci Generali, di aprire seriamente il confronto per definire i componenti della lista del futuro consiglio di amministrazione della compagnia. A tirare le fila sarà certamente Mediobanca primo azionista con il 13%. Ma lo potrà fare, con ogni probabilità, solo dopo aver ascoltato le voci degli altri due soci forti del gruppo assicurativo: Francesco Gaetano Caltagirone, ormai prossimo al 5% e già presente nel board come vice presidente, e Leonardo Del Vecchio, anche lui a un passo dal 5% del capitale. Entrambi hanno arrotondato sensibilmente le quote nell’ultimo periodo. Del Vecchio, in particolare, non passa giorno che non annunci qualche piccolo aggiustamento nella posizione. Giusto ieri è emerso che con due diverse operazioni il 29 e il 30 gennaio, è salito al 4,63% del capitale della compagnia assicurativa (dal precedente 4,58%). In totale, la sua finanziaria Delfin ha raccolto 840mila nuove azioni con un prezzo medio di 15,4 euro l’una per un controvalore complessivo poco al di sotto dei 13 milioni di euro.

  • Matrimonio quanto mi costi Ecco i prestiti per le nozze
Venticinquemila euro per un giorno da ricordare. È questa, in media, la spesa sostenuta nel 2018 dalle coppie italiane che hanno scelto di dirsi di sì. Dall’abito bianco al ristorante, le voci da spuntare sulla lista delle cose da fare, organizzare e pagare sono davvero tante. E spesso da soli non si riesce a coprire il budget complessivo. È quanto rileva l’indagine sul mercato italiano condotta da Zankyou, il portale dedicato al mondo del wedding, nato in Spagna nel 2007 e oggi presente in 23 Paesi, su un campione di 7.758 partecipanti. Nel 2018, il 32% degli intervistati ha richiesto un prestito per matrimonio per affrontare le spese dell’organizzazione. C’è chi si è rivolto alla famiglia, richiedendo una somma compresa tra il 10 e il 25% della spesa, e chi a società finanziarie che prevedono soluzioni ad hoc. In questo caso, l’ammontare del prestito varia da società a società ma, in generale, è possibile arrivare a richiedere fino a 30 mila euro.  Costi più alti con le polizze
  • Fondi pensione, scatta l’obbligo di controllare i rischi ambientali
Arriva la “sostenibilità” nel mondo della previdenza integrativa italiana. A mettere i paletti sui fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) ci ha pensato la direttiva europea Iorp2 sui fondi pensione recepita nella legge quadro 252 del 2005 (riforma Maroni) ed entrata in vigore ieri. Tanti gli aspetti affrontati da questa piccola rivoluzione decisa a Bruxelles. Qui ce ne occupiamo per la parte relativa alla sostenibilità che fa il suo ingresso negli uffici dei fondi pensione italiani: dovranno dotarsi di un ufficio di gestione del rischio o esternalizzare il servizio (nuovi costi dunque, vedi anche intervista in basso). E ci sono pure i fattori Esg tra i rischi da «individuare, misurare, monitorare, gestire e segnalare periodicamente». È l’articolo 5-ter che mette in fila tutte le attività da realizzare e nell’elenco dei rischi da considerare vi sono «i rischi ambientali, sociali e di governo societario connessi al portafoglio di investimenti e alla relativa gestione».