Oltre agli agenti (non) c’è di più

INTERVISTA

Intervista a Carlo Colombo

Autore: Gigi Giudice 
ASSINEWS 305 – febbraio  2019    

Carlo Colombo ha poco più di 53 anni. Esprime il suo dato caratteriale preminente con il sorriso. Opera come titolare dell’agenzia delle Generali di Fino Mornasco da 27 anni.

Si distingue per un’attenzione ai problemi della professione in termini inusuali per la quasi generalità degli agenti italiani. Tutti a domandarsi come ci riesca.
A coniugare l’impegno del lavoro di impostazione della ‘routine’ quotidiana della sua agenzia, del rapporto stretto con la clientela e del monitoraggio di quante regole vengano imposte e fatte rispettare a chi intende svolgere correttamente e eticamente l’attività di intermediario assicurativo, con la capacità di avere il tempo di esprimere valutazioni e giudizi sull’evoluzione proficua della professione.

Provate a cercarlo durante le ore di lavoro, vi risponderà che sta giusto dialogando con un cliente. Vi richiamerà. Per queste caratteristiche gode di grande stima da parte dei colleghi e nel ruolo di consigliere dell’Unione Europea Assicuratori ha l’abitudine di animare discussioni e confronti sui temi della professione e sui fenomeni che caratterizzano la particolare attività del settore assicurativo.
Sono andato a intervistarlo su un argomento che ha trattato per l’Unione Europea Assicuratori di qualche settimana fa, imperniato sul piuttosto clamoroso flop che le compagnie dirette hanno registrato sul nostro mercato.

Carlo Colombo: Succedeva a metà degli anni Novanta, quando – considerati i clamorosi risultati conseguiti in Gran Bretagna da compagnie come Direct Line, la numero uno nella speciale categoria – anche i grandi gruppi nostrani vollero riprendere l’idea di “saltare” l’intermediazione tradizionale che passava e continua a passare attraverso le reti agenziali. I dirigenti delle compagnie si giustificavano un po’ imbarazzati, dicendo che “è il nuovo che avanza”. Non c’è niente da fare.
E gli agenti pertanto dovevano mettersi il cuore in pace e rassegnarsi a perdere una parte della clientela del ramo rc auto.

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