IVASS: premio medio RCA nel III trimestre 2018 a 419 euro

Il premio medio per la garanzia r.c. auto associato ai contratti stipulati nel corso del terzo trimestre del 2018 è pari a 419 euro.

Il 50 per cento degli assicurati paga meno di 376 euro, il 90 per cento degli assicurati meno di 648 euro e solo il 10 per cento degli assicurati meno di 237 euro.

E’ quanto emerge dalla statistica pubblicata dall’IVASS, IPER riguardante i datidel III trimestre.

Il prezzo medio dei contratti r.c. auto risulta stabile su base annua (–0,3 per cento). Sebbene l’incremento di prezzo registrato su base trimestrale (+1,9 per cento) sia raddoppiato rispetto al secondo trimestre del 2017, dall’analisi si conferma il generale trend di riduzione dei prezzi di medio-lungo periodo.

Nella valutazione di questa dinamica bisogna osservare che il terzo trimestre presenta sempre una stagionalità al rialzo.

La dispersione dei prezzi, correlata al grado di personalizzazione, all’eterogeneità del rischio tra i contraenti e all’incidenza di altre frizioni del mercato, mostra un trend di lieve aumento.
Il coefficiente di variazione (rapporto percentuale tra deviazione standard e premio medio) mostra un trend crescente (è aumentato su base annua di 0,4 punti percentuali). La deviazione standard e il coefficiente di variazione dei prezzi associati ai contratti stipulati nel terzo trimestre del 2018 sono pari a 192 euro e 45,9%, rispettivamente.

La disomogeneità del trend della dispersione dei prezzi. Lo scarto percentuale tra il 90° percentile e la mediana è aumentato su base annua dello 0,7 per cento4; di contro, lo scarto percentuale tra la mediana e il 10° percentile è diminuito su base annua del 2 per cento.

La distribuzione del 2018 è traslata a sinistra rispetto al 2014, in conseguenza della riduzione dei prezzi medi; al contempo, la coda destra si è appiattita nel tempo come conseguenza della dinamica della dispersione.

La relazione tra i prezzi e l’età del contraente
Dai dati emerge che:

  • Gli assicurati con età inferiore a 25 anni (l’1,4 per cento del campione) pagano un prezzo medio particolarmente elevato, pari a 745 euro;
  • Il prezzo medio associato ai contratti sottoscritti da contraenti con età compresa dai 25 ai 34 anni (il 9,8 per cento del campione) è di circa 487 euro (coefficiente di variazione: 46,6 per cento);
  • Le due classi di età 35-44 anni e 45-59 anni presentano prezzi simili: 410 e 417 euro. I prezzi associati ai contratti r.c.auto tendono ad addensarsi dai 45 anni in su (la fascia di età 45-59 anni è anche la più popolosa, costituendo il 37,2 per cento del campione);
  • Dai 60 anni in poi i prezzi sono ancora più contenuti, raggiugendo il valore minimo di 392 euro.

Il differenziale tra i prezzi medi associati ai contratti stipulati da contraenti con età inferiore a 25 anni e superiore a 60 anni è pari a 353 euro.

Gli assicurati più esperti hanno maggiormente beneficiato del trend di riduzione di prezzi rispetto agli assicurati più giovani.

Napoli e Prato sono le province caratterizzate dal premio medio più elevato e le uniche con un premio medio superiore a 600 euro (rispettivamente 633 e 619 euro).

Nelle province di Latina, Crotone, Reggio di Calabria, Massa Carrara, Firenze, Pistoia e Caserta il prezzo medio è superiore al 75° percentile della distribuzione nazionale, pari a 494 euro. L’unica provincia dove si osserva un prezzo inferiore 300 euro (il primo quartile) è Oristano in cui il prezzo medio è pari 297 euro.

Il 65% delle province italiane ha subito variazioni dei prezzi, in aumento o diminuzione, di lieve entità (tra lo 0,2 e lo 0,9 per cento); per le restanti, si evidenziano riduzioni su base annua fino al 3 per cento: la variazione negativa più ampia è pari al –3,1 per cento e si registra nella provincia di Aosta; l’aumento maggiore si registra nelle province di Rieti (+2,6 per cento) Asti e Ascoli Piceno (rispettivamente +1,9 e +1,6 per cento).

La dispersione dei prezzi è elevata in tutte le province, sebbene esista un certo grado di variabilità: il coefficiente di variazione è compreso tra il 36,2 per cento (Reggio di Calabria) e il 49,4 per cento (Milano). In generale la dispersione dei prezzi è alta nelle province del Nord-Ovest e nella capitale, minore nelle province meridionali.

L’eterogeneità dei prezzi tra le imprese di assicurazione
La variazione su base annua dei prezzi è eterogenea tra le imprese di assicurazione7 e varia tra il –9,4 per cento e il 7,4 per cento. Per 5 imprese la variazione registrata è superiore al 2 per cento (fino al 5 per cento); i prezzi praticati da 7 imprese con quote di mercato assai contenute hanno subito riduzioni dal –2 al –9 per cento. In generale le variazioni del prezzo medio sono prossime allo zero per la maggior parte delle imprese.

Due imprese con quote di mercato pari al 10,4 e 11,7 per cento sono caratterizzate da riduzioni prossime alla media (–1,2 e –0,1 per cento), laddove in tre imprese con quote di mercato pari a 5,6 per cento 4,9 per cento e 3,7 per cento si evidenziano variazioni positive più eterogenee pari rispettivamente a +1,20 +3,80 e +2,51 per cento.
La correlazione tra riduzione dei prezzi su base annuale e quota di mercato si attenua dal terzo trimestre del 2015 al terzo trimestre del 2018: il coefficiente di correlazione passa da 0,16 a 0,04.

La scatola nera
Il 20,7 per cento delle polizze stipulate nel secondo trimestre 2018 prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza della scatola nera. Si tratta di un valore massimo dopo un trend di crescita quinquennale. Infatti, il tasso di penetrazione della scatola nera appare in decelerazione: è aumentato dello 0,6 per cento rispetto al 2° trimestre 2018. Si conferma altresì una certa stagionalità con un punto di minimo nel primo trimestre di ciascun anno ed un aumento gradualmente nei trimestri successivi.

La penetrazione della scatola nera è eterogenea nel territorio: è stabile nelle province meridionali (nelle province di Caserta e Napoli, rispettivamente il 60 e il 55 per cento delle polizze prevede la scatola nera); i dispositivi telematici sono meno diffusi al Nord-Est: Bolzano è la provincia dove la scatola nera è meno diffusa, con il 3 per cento, a Trento e Belluno il 6,3 e 6,5 per cento dei contratti è con scatola nera.

Le clausole di scatola nera sono offerte da 26 imprese, la cui quota di mercato complessiva è di circa l’80 per cento. Rispetto al secondo trimestre del 2018 il numero di imprese che offrono la scatola nera è invariato, ma la quota di mercato complessiva delle imprese che offrono contratti “telematici” è diminuita anche a causa della riduzione della quota di mercato di una grande impresa di assicurazione che ha storicamente trainato la penetrazione della scatola nera.

Dai dati emerge una correlazione quasi nulla tra le province con un tasso di penetrazione inferiore al 20 per cento e una relazione negativa nelle province con un tasso di penetrazione (e un prezzo medio) elevato.
Il fatto che i prezzi siano meno eterogenei laddove la scatola nera è maggiormente adottata appare controintuitivo in quanto i dati telematici dovrebbero aumentare la dispersione dei prezzi, in seguito alla personalizzazione dei prezzi in base alle abitudini di guida registrate dal dispositivo telematico. Inoltre, usando il rapporto tra i percentili come misure di dispersione tra le varie fasce di prezzo, tale relazione è più forte quando la dispersione è misurata dal rapporto tra il 90esimo percentile e la mediana, (si veda figura 13), ovvero tra i contatti più esosi; è più debole quando la dispersione è misurata dal rapporto tra il 50esimo e il decimo percentile.
Una possibile spiegazione di questo fenomeno è che la scatola nera sia ancora prevalentemente usata nelle province meridionali per distinguere gli assicurati in due gruppi, in funzione del rischio di frode.

Il tasso di cambio compagnia
La riduzione tendenzialmente monotona del tasso di cambio è correlata al trend di riduzione dei prezzi a partire dal terzo trimestre del 2015. In particolare ad una riduzione di 3,1 punti percentuali del tasso di cambio (dal 12,5 per cento al 9,4 per cento) si associa una riduzione del 7,4 per cento dei prezzi. E’ inoltre interessante notare come il tasso di cambio degli assicurati che non hanno scelto la scatola nera sia sistematicamente più alto (maggiore mobilità) rispetto a quello dei contratti con scatola nera fino all’ultimo trimestre del 2016, per poi allinearsi al tasso di cambio associato ai contratti tradizionali.

Sebbene la relazione tra tasso di cambio compagnia e premio medio non implichi necessariamente un nesso di causalità, è interessante osservare come la diminuzione della mobilità degli assicurati non abbia ostacolato il trend di riduzione dei prezzi.

L’aumento della penetrazione della scatola nera è correlato a una riduzione della mobilità degli assicurati. L’effetto netto di queste due forze (sconti da scatola nera e minor diffusione degli sconti da mobilità) sul livello e la distribuzione dei prezzi appare ex-ante ambiguo. Ciò, verosimilmente, implica un trade-off tra l’efficienza legata alla maggiore personalizzazione (via scatola nera) e la riduzione dei prezzi generata dagli sconti riservati ai nuovi clienti (via mobilità). Tale trade-off appare quasi eliminato nell’ultimo trimestre del 2018.

Gli assicurati coperti da imprese che praticano mediamente prezzi più elevati tendono a cambiare più di frequente rispetto ai consumatori assicurati da compagnie con prezzi più contenuti (esiste una relazione debole ma positiva tra le due variabili). Infine, il tasso di cambio è più elevato tra la compagnie che detengono piccole quote di mercato in cui i fenomeni di lock-in sono verosimilmente poco importanti.

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Fonte: IVASS