Intesa non teme la recessione

Il gruppo assume per l’anno in corso una crescita del pil dello 0,6%. Nel 2018 smaltiti 16 miliardi di npl. Utile a 4,05 miliardi, in crescita del 6,1%. Cet1 al 13,6% Dividendo cash da 3,449 miliardi con payout dell’85%. Messina: fiducia nell’economia italiana
di Luca Gualtieri

Malgrado l’avvitamento della congiuntura l’economia italiana non sembra spaventare l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che ieri ha presentato al mercato i risultati del 2018. «Le stime sul pil prevedono una crescita dello 0,6% nel 2019 (in linea con le recenti guidance del Fmi, ndr) e dello 0,9% nel 2020, ma anche se lo si riduce a un pil negativo non avremo impatti significativi sui nostri accantonamenti», ha spiegato il banchiere nel corso della conference call. «Sembra una crescita moderata, ma è in linea con l’andamento passato dell’economia italiana e Intesa Sanpaolo ha sempre registrato risultati solidi anche in un contesto di crescita economica lenta». I numeri del 2018 sono stati del resto apprezzati dal mercato, soprattutto in termini di gestione operativa: i ricavi sono cresciuti del 2,3% a 17,87 miliardi con interessi netti a 7,3 miliardi (+0,2%) e commissioni nette a 7,9 miliardi (+0,3% ). L’utile netto si è attestato a 4,05 miliardi, in crescita del 6,1% rispetto al dato del 2017 depurato dal contributo pubblico da 3,5 miliardi ottenuto per l’acquisizione degli asset delle ex Bpvi e Veneto Banca. Solo nell’ultimo trimestre c’è stato un rallentamento con una forte flessione delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, scese del 18,9%. Quanto all’andamento degli aggregati patrimoniali, Intesa ha erogato nuovo credito a medio lungo termine per 60 miliardi, di cui circa 42 miliardi a famiglie e pmi.
I risultati del quarto trimestre sono superiori alle attese degli analisti: l’utile ha raggiunto 1,04 miliardi (contro gli 1,01 miliardi previsti dal mercato), i proventi si sono attestati 4,2 miliardi (in linea con il consensus), mentre il risultato della gestione operativa si è portato a 1,64 miliardi. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 pro forma a regime ha raggiunto il 13,6% tenendo conto dei dividendi proposti per il 2018.

Particolare attenzione è andata al processo di derisking: nel 2018 Intesa ha smaltito crediti deteriorati lordi per 16 miliardi (29 miliardi da settembre 2015), realizzando il 61% dell’obiettivo di riduzione previsto nel piano di impresa 2018-2021. «Abbiamo raggiunto questo significativo obiettivo, riportando il valore dello stock ai livelli del 2009, senza alcun costo per i nostri azionisti», ha spiegato Messina. «Possiamo dire di aver conseguito in un anno oltre il 60% dell’obiettivo fissato nei quattro anni del piano, aumentando al 54,5% il livello delle coperture. Pensiamo che sia assolutamente possibile anticipare il raggiungimento del target nel 2020. Ciò faciliterà l’azione di riduzione dello stock di crediti deteriorati, considerando che attualmente il flusso dei nuovi npl si colloca ai minimi storici», ha concluso il banchiere. Quanto alla solidità patrimoniale, Messina ha rilevato che il Cet1 al 13,6% evidenzia «un eccesso di 430 punti base rispetto a quanto richiesto dal regolatore, nonostante l’impatto negativo di circa 30 punti base derivante dalla riduzione del valore dei titoli di Stato in portafoglio». Il banchiere ha anche confermato la politica di dividendi prevista dal piano: «Sarebbe la prima volta che non mantengo una promessa e quindi è una cosa che non posso accettare neanche teoricamente. Sono piuttosto sicuro che aumenteremo l’utile netto e pagheremo l’80% come dividendo», ha ribadito pertanto Messina.

Quanto ai risultati per aree di business, la Banca dei Territori ha chiuso il 2018 con un utile di 1,55 miliardi (+7,2%), la divisione Corporate e Investment Banking di 1,8 miliardi (+12,5%), la divisione International Subsidiary Banks di 648 milioni (-21,9%), il private banking di 849 milioni (-4,5%), l’asset management di 455 milioni (-7,7%), la divisione Insurance di 648 milioni (+5,7%). Rilevanti le attività contro la povertà infantile e il supporto alle persone bisognose, mentre l’impegno per la circular economy è stato rafforzato con 5 miliardi di credito e con il primo laboratorio dedicato alle imprese. Se i giudizi degli analisti sono stati positivi (Fidentiis ad esempio ha parlato di una very bullish call), Piazza Affari ha accolto positivamente i risultati e il titolo Intesa ha guadagnato l’1,6% a 1,99 euro. (riproduzione riservata)

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