Bper e Unipol Banca verso il sì

Modena ha esaminato l’integrazione. L’annuncio atteso tra oggi e il 28. L’esborso di 260-280 milioni di euro sarà pagato principalmente in contanti. Possibili cambi nella prima linea. Sul tavolo anche l’acquisto della minoranza nel Banco di Sardegna. I conti del 2018
di Luca Gualtieri

Tutto è pronto per Bper -Unipol Banca, la prima operazione di quel consolidamento del credito che potrebbe ripartire nei prossimi mesi. Ieri il consiglio di amministrazione della banca modenese guidata da Alessandro Vandelli (assistita da Citi, mentre Unipol si sta avvalendo della consulenza di Mediobanca , Rothschild e Credit Suisse) avrebbe esaminato lo schema complessivo del deal che potrebbe essere annunciata al mercato già questa mattina, assieme all’acquisto della quota di minoranza nel Banco di Sardegna e ai risultati di bilancio del 2018. Al più tardi la comunicazione al mercato potrebbe arrivare il 28 febbraio, insieme al nuovo piano industriale di Bper .

I termini generali sono comunque già definiti. A partire dal prezzo che dovrebbe attestarsi tra 260 e 280 milioni e sarà versato quasi interamente in contanti.
Bologna del resto è già socio di maggioranza relativa (al 15,06%) del gruppo modenese e non avrebbe motivo per incrementare la quota nel capitale nei prossimi mesi. La finalità industriale del deal? Unipol Banca, che verrebbe rapidamente fusa nella capogruppo, è un’opportunità di acquisto per Bper che, pur in un mercato di mercato critico come quello attuale, vede nell’operazione la possibilità di allargare la propria rete commerciale e di stringere ulteriormente l’alleanze industriale con il gruppo guidato da Carlo Cimbri.
La preda del resto è una realtà molto diversa da quella di qualche anno fa quando era gravata dal fardello di quasi 3 miliardi di npl: il problema è stato infatti affrontato di petto con una scissione che ha separato i bad loans dagli attivi in bonis, abbattendo il costo del credito per gli esercizi a venire. Ci sono però spazi per un’ulteriore azione di turnaround che sarà portata avanti dal compratore: il cost/income a fine primo semestre era all’82,7%, un livello ancora al di sopra della media nazionale, mentre il gross npe ratio (rapporto tra crediti deteriorati lordi e impieghi) è al 10,1% rispetto al target del 5% che si sono dati molti istituti. Secondo fonti finanziarie, l’integrazione potrebbe essere accompagnata da qualche cambiamento nella prima linea di Bper , come l’arrivo di Stefano Rossetti, oggi direttore generale di Unipol Banca.

Oltre all’acquisto dell’istituto Modena starebbe definendo anche il rafforzamento in Arca Holding, la società che controlla Arca. Da tempo il 40% del capitale della holding detenuta dalle ex banche venete è sul mercato e il compratore più probabile sembrano gli altri due maggiori azionisti, cioè Bper Banca e la stessa Popolare di Sondrio (che controllano rispettivamente il 32,7 e il 21,3%). Nell’ambito del piano Bper dovrebbe annunciare anche l’acquisto del 49% delle azioni della controllata Banco di Sardegna oggi in mano alla fondazione omonima. L’operazione potrebbe avvenire attraverso uno swap che consentirebbe all’ente cagliaritano di ottenere azioni della capogruppo oppure con l’emissione di un bond subordinato successivamente convertibile in equity. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf