Accelera il Pir per le infrastrutture

Il viceministro Garavaglia annuncia che il governo è al lavoro sui piani
Da ConsulenTia19 emerge che i consulenti finanziari sono pronti a dare una mano per la crescita del Paese. Già oggi hanno un ruolo di pivot per le famiglie e ora vogliono crescere nel segmento imprese
di Anna Messia

L’obiettivo è rilanciare gli investimenti pubblici e per questo motivo il governo è al lavoro per introdurre i Piani Individuali di Risparmio (Pir) dedicati alle infrastrutture. Ad affermarlo ieri è stato il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, intervenuto a Roma alla giornata conclusiva di ConsulenTia19, l’evento organizzato da Anasf (l’associazione nazionale dei consulenti finanziari), che quest’anno ha registrato ben 3 mila visitatori.
«I Pir sono stati elemento di successo e di raccolta», ha spiegato il viceministro, «Purtroppo l’impiego non è stato efficace, ma si tratta di un’ulteriore modalità di stimolare il risparmio». Già lo scorso settembre lo stesso Garavaglia aveva annunciato di aver aperto il cantiere dedicato al Pir per le infrastrutture e ora il dossier sembra entrare nel vivo. Ieri il viceministro, intervento ai microfoni di ClassCnbc, ha aggiunto che esistono ampi margini di crescita per la consulenza finanziaria in Italia, che attualmente coordina il 15% della ricchezza delle famiglie italiane. «Il risparmio crea nel lungo periodo la crescita di un Paese e oggi serve dare agli italiani una prospettiva di tranquillità e un messaggio di fiducia nei fatti», ha dichiarato Garavaglia.

Dal canto loro i consulenti sono pronti a dare una mano per la crescita economica del Paese. «Ciò che è emerso da questa tre giorni di ConsulenTia è che i protagonisti della crescita di questo settore sono certamente i consulenti finanziari, che hanno grandi potenzialità di sviluppo a sostegno dell’economia reale del nostro Paese», ha dichiarato la direttrice generale di Anasf, Germana Martano.
Durante il convegno è stata anche presentata la ricerca di Finer sulla relazione del consulente finanziario con famiglie e imprenditori. Per quanto riguarda il rapporto con le prime, il fondatore e ceo di Finer, Nicola Ronchetti, ha sottolineato che il consulente è oggi «un vero pivot all’interno delle famiglie italiane e il suo ruolo andrebbe ulteriormente valorizzato».
Mentre per quanto la relazione con il mondo delle imprese si rileva una maggiore complessità; gli imprenditori si confrontano con molti referenti, dal direttore di banca al commercialista, passando per l’avvocato e il notaio. «Pur in questo contesto molto sfidante», conclude Ronchetti, per i piccoli e medi imprenditori in termini di soddisfazione il rapporto con il consulente finanziario risulta secondo solo a quello con il commercialista». (riproduzione riservata)
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