Tutti contro la Mifid delle polizze

di Anna Messia
Non è ancora partita la nuova direttiva europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi (Idd) ma già crea tante preoccupazioni, che rimbalzano dagli agenti ai broker, e toccano anche le compagnie. Nulla da dire per quanto riguarda i tempi visto che la normativa è stata recepita in Italia secondo il calendario previsto: il Consiglio dei Ministri l’8 febbraio scorso ha approvato il decreto allineandosi alla scadenza del 23 febbraio. Un rispetto della tempistica importante per il settore che considera gli otto mesi che mancano all’avvio operativo, fissato per l’1 ottobre 2018, fondamentali per avere il tempo necessario a prepararsi alle nuove norme che, come la Mifid II nel settore dei prodotti finanziari, promette di rivoluzionare il mercato portando più trasparenza sulle polizze.

Tante le novità previste dalla Idd: dall’introduzione di una risoluzione stragiudiziale delle controversie, all’avvio di un organismo di registrazione degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Non solo. Il testo prevede che l’Ivass, sentita la Consob, adotti le disposizioni attuative in modo da garantire uniformità alla disciplina applicabile alla vendita dei prodotti d’investimento assicurativo, a prescindere dal canale distributivo, e ci sia coerenza e efficacia del sistema di vigilanza sui prodotti. L’autorità guidata dal direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, e la Consob dovranno poi sulle modalità di esercizio dei poteri di vigilanza, secondo le rispettive competenze, in modo da ridurre gli oneri a carico dei soggetti vigilati.
Insomma, con la Idd il mercato dovrebbe essere non solo più trasparente e più efficiente, ma anche più equo visto che il cliente dovrebbe ricevere lo stesso livello di tutele indipendentemente da dove comprerà la sua polizza, se in agenzia, dal concessionario o alle Poste.

Tutti elementi positivi ma le preoccupazioni, come detto, non mancano, da parte di molti diretti interessati, anche se per motivi diversi. I broker, rappresentati dall’Aiba, hanno per esempio puntato il dito contro gli elementi di incertezza che, a loro modo di vedere, restano tanti. «La norma necessita di una serie di atti delegati, tra decreti ministeriali e regolamenti Ivass, che non consentiranno, in tempi brevi, di realizzare un quadro normativo certo e delineato», dice il presidente di Aiba, Luca Franzi del Luca, aggiungendo che «è ancora difficile commentare un testo su cui il governo non ha ritenuto di avviare un confronto, anche breve».

Per quanto riguarda gli agenti la preoccupazione maggiore è invece un’altra: la Idd, come sottolineato dal presidente dello Sna, Claudio Demozzi, prevede una modifica dell’articolo 117 del codice delle assicurazioni che imporrebbe agli agenti e ai subagenti di versare i premi incassati direttamente sul conto della compagnia mandante. Una novità che va ben oltre l’ambito della normativa europea, sostiene Demozzi, aggiungendo che in questo modo le agenzie sarebbero disintermediate e gli agenti privati di importanti flussi finanziari. «Sono certo che qualcuno al ministero abbia sottovalutato l’invasività della norma e la gravità del suo contenuto, che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di migliaia di agenzie assicurative italiane, specie quelle plurimandatarie», aggiunge il presidente dello Sna.

Ma anche per le imprese non tutte le novità contenute nella Idd sembrano positive. Il decreto prevede anche un significativo rafforzamento del sistema sanzionatorio per la violazione delle norme sulla distribuzione assicurativa, con la previsione sia di sanzioni amministrative pecuniarie anche alle persone fisiche e a quelle giuridiche, oltre che misure sanzionatorie a carattere non pecuniario. Un aggravio che le compagnie non sembrano affatto guardare di buon occhio. (riproduzione riservata)
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