Rossi: “I Bitcoin non sono monete, ma aggeggi speculativi”

“I Bitcoin non sono monete, ma aggeggi speculativi. Il loro valore sale e scende solo in seguito di movimenti speculativi. Non sono sistemi di pagamento, né niente di ciò. Piuttosto, assomigliano a degli ufo”. Così il Direttore Generale della Banca d’Italia e presidente Ivass, Salvatore Rossi, durante la registrazione della prima puntata del 2018 della trasmissione tv ‘Roma InConTra’, in cui ha anche aggiunto: “purtroppo non esiste un’autorità mondiale in grado di bloccare il Bitcoin e ad oggi ci vorrebbe un accordo tra tutti i paesi, nessuno escluso, altrimenti sarebbe inefficace”.

Sulle tante truffe svelate dall’Ivass, Rossi ha poi detto che “si tratta di fenomeni molto diffusi e bisogna stare attenti soprattutto ai siti web che fanno comparazioni tra varie polizze assicurative, perché spesso questi siti sono d’accordo con una compagnia in particolare e la fanno risultare la più conveniente anche se non lo è. E alcuni siti fanno questo – ha concluso – solo perché vengono pagati da quella compagnie”.

Sul rischio Bitcoin lanciano l’allarme anche le Authority europee Eba, Esame ed Eiopa, preoccupate della leggerezza con cui avvengono gli acquisti di criptovalute.

Le tre autorità si definiscono “preoccupate dal fatto che un numero crescente di consumatori acquisti valute virtuali con l’aspettativa che il loro valore continui a crescere senza essere consci dell’alto rischio di perdere il denaro investito”. Bitcoin, Ripple, Ether a molte altre sono risultate estremamente volatili negli ultimi mesi. Secondo Eba, Esma e Eiopa la capitalizzazione totale delle 100 maggiori valute virtuali è stimato ad un controvalore di 330 miliardi di euro a livello globale.

“Se acquistate valute virtuali siate consapevoli del fatto che avete un alto rischio di perdere gran parte e persino tutto l’investimento fatto” scrivono Eba-Esma ed Eiopa nell’avvertimento congiunto ai risparmiatori dove dividono i rischi in 7 capitoli.  “Sebbene nel corso del 2018 entreranno in vigore le norme antiriciclaggio che si applicheranno anche alle piattaforme di scambio delle criptovalute e ai portafogli digitali, queste ultime restano non regolate nella normativa europea”.

Tra gli altri rischi, la mancanza di trasparenza, di certezze nella possibilità di scambiarle con le valute tradizionali e regolamentate, le informazioni ingannevoli che spesso si riceve da chi propone l’investimento in bitcoin e nelle altre valute.

“Non investite denaro che non potete permettervi di perdere” aggiungono le tre Autorità, ricordando che l’acquisto di valute virtuali da un operatore finanziario vigilato non ne attenua affatto i rischi.