Pensioni e speranza di vita, definite le attività gravose

di Anna Linda Giglio

Marinai di coperta, infermiere ospedaliere, macchinisti ferroviari e badanti potranno andare in pensione cinque mesi prima della generalità dei lavoratori, ovvero eviteranno l’adeguamento dell’età pensionistica alla speranza di vita che dal 1° gennaio 2019 sarà di 67 anni. Ma per poterlo fare dovranno attendere ancora le indicazioni sulle procedure di presentazione della domanda e di verifica dei requisiti da parte dell’Inps. Il ministero del lavoro ha infatti emanato il decreto, previsto dal comma 153, articolo 1, della legge 205/2017 (legge di Bilancio 2018) con cui vengono specificate le 15 professioni cosiddette gravose che consentono di evitare l’innalzamento dell’età pensionabile mentre ha preferito rinviare a un provvedimento successivo la definizione dell’iter di presentazione e accettazione delle domande, previsto dalla stessa norma, «verificata la particolare complessità delle modalità attuative da disciplinare».

Il provvedimento (decreto 5 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio) dettaglia, fornendo anche i codici di classificazione Istat, le professioni gravose che consentono, se esercitate da almeno sette anni, nell’ambito dei dieci anni precedenti la pensione, e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni) di continuare ad accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi di età. Interessati 15 categorie di lavoratori: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione delle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai dell’agricoltura, zootecnia e pesca; pescatori dipendenti o soci di cooperative; siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature; marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e acque interne.
Fonte: