Migliora la salute delle imprese

Aziende italiane decisamente in ripresa nel 2016. Le imprese che hanno sempre depositato presso il registro delle imprese competente i loro conti negli ultimi tre anni (oltre 650 mila realtà) dimostrano un andamento crescente sia in termini di valori di bilancio (valore della produzione, valore aggiunto, risultato ante imposte e risultato netto) che di indici di redditività (Roi, indicatore di efficienza nell’uso delle risorse e Roe, indicatore economico sulla redditività del capitale proprio). Per esempio il valore medio della produzione per impresa è passato da 1.772.142 euro nel 2014 a 1.909.541 euro nel 2016, il valore aggiunto medio per impresa è passato da 390.583 euro nel 2014 a 436.088 euro nel 2016. L’indicatore economico sulla redditività del capitale proprio è passato dal 3,5% nel 2014 al 4,5% nell’anno 2016. Mentre l’indicatore di efficienza nell’uso delle risorse a disposizione dell’azienda per produrre utili è passato dal 2,7% nel 2014 al 3,1% nel 2016. È quanto emerge dal report elaborato da Infocamere per conto di ItaliaOggi Sette su 658 mila bilanci Xbrl compresenti nel triennio 2014-2016.

Produzione industriale rilevata da Istat. Lo stesso Istat, il 22 febbraio scorso, ha diffuso il dato per cui, a dicembre, per il fatturato dell’industria si rileva, per il terzo mese consecutivo, un incremento congiunturale (+2,5%). L’indice destagionalizzato raggiunge il livello più elevato (110,0) da ottobre 2008. Nel quarto trimestre la crescita, rispetto al trimestre precedente, è pari al 2,9%. Gli ordinativi, a dicembre, mostrano un deciso incremento congiunturale (+6,5%); nel quarto trimestre l’aumento, rispetto al trimestre precedente, è del 3,6%. Nella media del 2017 il fatturato, corretto per gli effetti di calendario, registra un incremento in valore del 5,1%. Per il solo comparto manifatturiero, la crescita del fatturato in volume è pari al 3,3%. La crescita congiunturale del fatturato a dicembre è dovuta sia al mercato interno (+2,9%), sia a quello estero (+1,9%). Anche gli ordinativi segnano incrementi per entrambi i mercati (+7,6% per il mercato interno e +5,1% per quello estero). Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano incrementi congiunturali diffusi a tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma più rilevanti per l’energia (+5,7%). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di dicembre 2016) il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 7,2%, con incrementi del 7,3% sul mercato interno e del 7,1% su quello estero.

L’indice grezzo del fatturato aumenta, in termini tendenziali, dello 0,7%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente interna dell’energia. Per il fatturato tutti i settori registrano incrementi tendenziali, quello maggiore del comparto manifatturiero si rileva nella fabbricazione di prodotti di elettronica e ottica (+17,6%). Nel confronto con il mese di dicembre 2016, l’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 6,9%. Tutti i settori, a eccezione della metallurgia (-0,8%), registrano incrementi; particolarmente significativi risultano quelli dell’elettronica (+22,6%) e delle apparecchiature elettriche (+21,4). Piano industria 4.0. Nel corso del primo semestre del 2017 l’attuazione del Piano 4.0 del ministero dello sviluppo economico e del ministero dell’economia ha consentito il raggiungimento di una serie di importanti risultati in termini finanziari. Grazie all’iper ammortamento, al super ammortamento e alla nuova Sabatini è stato registrato un aumento complessivo del 9% per gli ordinativi interni con riferimento ai beni strumentali, con picchi dell’11,6% per macchinari e altri apparecchi. Dati positivi anche per la spesa in ricerca e sviluppo delle imprese, che possono contare sul credito di imposta per ricerca & sviluppo e sul patent box. Guardando al fondo di garanzia Pmi nei primi 8 mesi 2017 è stato registrato un aumento dell’importo garantito del +10,7%. In merito ai contratti di sviluppo, al 1° settembre 2017 i contratti finanziati sono 102, di cui 88 al Sud e 14 al Centro-Nord. Le agevolazioni ammontano a circa 1,9 miliardi di euro, con più di 53 mila posti di lavoro creati/salvaguardati.
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