MetLife non sarà più SIFI, ma spunta una clausola. Una vittoria a metà?

La vicenda MetLife si avvia verso il suo epilogo. Il FSOC (Financial Stability Oversight Council, un consiglio composto da regolatori finanziari capitanati dal Tesoro) lascia finalmente cadere il ricorso in appello presentato dal Governo degli stati Uniti nel 2016, durante l’amministrazione Obama, che contestava la decisione del giudice federale Rosemary Collier di non considerare la compagnia assicurativa MetLife come Systemically Important Financial Institution (SIFI), ovvero un “istituto importante da un punto di vista
sistemico”.

Nel 2014 il FSOC decretò che MetLife dovesse essere considerata SIFI, dovendo così sottostare alla legge Dodd-Frank del 2010, ciò avrebbe voluto dire per la compagnia: un maggior controllo federale e l’imposizione di requisiti patrimoniali stringenti.

MetLife ricorse in via giudiziaria alla Corte Distrettuale, chiedendo di rivedere la sua designazione e vinse la causa due anni dopo (30 marzo 2016 n.d.a.); il Governo si appellò dunque alla United States Court Of Appeals for the District of Columbia, che sospese il caso su richiesta del FSOC.

Con l’avvento dell’amministrazione Trump, favorevole a rivedere le caratteristiche per la “designazione sistemica” di diverse compagnie, si è raggiunta la maggioranza in consiglio con persone nominate dal Presidente (FSOC n.d.a.), cosa che avrebbe consentito di ritirare l’appello della precedente amministrazione.

Il FSOC ha quindi cercato di trovare un accordo con la compagnia MetLife, come riportato ad inizio articolo, ma ha altresì richiesto al giudice federale di rivedere parte della sua sentenza.
Si attendono nei prossimi giorni gli sviluppi finali della vicenda.