Mediolanum a tutte commissioni

di Oscar Bodini
Dividendo confermato a 40 centesimi per Banca Mediolanum , che ha chiuso il 2017 con una crescita a due cifre (+15%) sul fronte delle commissioni di gestione, salite a 976 milioni. A livello tendenziale, il gruppo ha visto crescere del 10% le masse amministrate a 75,72 miliardi, mentre l’utile è calato del 3% a 380 milioni. Sul fronte degli indicatori patrimoniali, il Cet1 a fine dicembre si è attestato al 21,9% e anche il 2018 è partito con la marcia giusta: in gennaio, la raccolta netta è stata infatti positiva per 167 milioni di euro, trainata ancora una volta dai Pir (100 milioni).
L’ad Massimo Doris, nel corso di un’intervista rilasciata a MF-DowJones, ha dichiarato che anche per quest’anno Banca Mediolanum punta a mettere a segno una crescita a due cifre delle commissioni di gestione. Il numero uno dell’istituto vede inoltre un ulteriore lieve calo del margine d’interesse, che dovrebbe poi risalire nel 2019. Promette poi una conferma sia sulla cedola da 40 centesimi sia sulla politica generosa fin qui riconosciuta sul payout (oggi al 77% del risultato netto). Questi livelli dovrebbero essere confermati anche per il 2019 («anche se vedremo scendere il Cet1», ha aggiunto il patron Ennio Doris nel corso della conference call con gli analisti), ma a tendere la banca punterà tuttavia a distribuire «dividendi più alti» ed è inoltre «molto positiva» sulle prospettive del nuovo esercizio.
Target confermati anche nella raccolta, dove l’istituto conta di replicare quanto fatto lo scorso anno e di raggiungere pertanto 5,4 miliardi di raccolta netta totale e 5,8 miliardi in fondi e gestioni, ha aggiunto Massimo Doris. .
Novità sostanziose arrivano invece sul fronte dell’investment banking, ambito d’azione in cui il gruppo ha annunciato di volersi espandere in occasione dell’ultima convention annuale nel settembre scorso. Accantonata l’idea iniziale di acquisire una piccola merchant bank o una sim, ha spiegato Massimo Doris «abbiamo preferito costituire una divisione interna, selezionando le risorse che ritenevamo adatte al progetto». Il nuovo team (tre risorse che diventeranno a breve una decina) è stato affidato all’ex responsabile dell’Investment bank di Merrill Lynch Italia, Diego Selva. Un centinaio tra i migliori family banker del gruppo (la parte alta della rete che annovera già oggi tra la propria clientela numerosi imprenditori) avrà poi il compito di procacciare il business alla divisione di Investment Banking. In queste settimane stanno ricevendo adeguata formazione per estendere le loro competenze in questo ambito. «Stiamo già lavorando con una ventina di aziende interessate a vario titolo a operazioni sul capitale, quotazioni, vendita e m&a». (riproduzione riservata)
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