Unipol ha registrato l’anno scorso una perdita di 169 milioni di euro rispetto all’utile di 535 mln del 2016. Escludendo gli effetti relativi al piano di ristrutturazione del comparto bancario, il gruppo Unipol ha conseguito un utile netto di 655 milioni, in crescita dai precedenti 535 milioni. Il piano di ristrutturazione ha determinato un effetto economico negativo per 824 mln. Il risultato consolidato pre-tasse del comparto assicurativo è salito del 19,4% a 1,015 miliardi. La raccolta diretta assicurativa è invece diminuita del 17% a 12,291 miliardi.

La controllata UnpolSai ha realizzato un utile netto consolidato di 537 milioni, in crescita dell’1,8%, nonostante gli effetti del piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha comportato la rilevazione di cospicui adeguamenti delle coperture dei crediti deteriorati di Unipol banca, che hanno influito negativamente per 112 milioni su UnipolSai. Escludendo tali effetti, l’utile sarebbe ammontato a 649 mln (+23,1%). Il risultato consolidato ante imposte del comparto assicurativo si è attestato a 787 milioni (+9,1%), mentre la raccolta diretta è scesa dell’11,4% a 11,068 miliardi.

Quest’anno il dividendo di UnipolSai è aumentato del 16% a 0,145 euro per azione, ma Carlo Cimbri, a.d. di Unipol e presidente della controllata, non esclude di distribuire cifre superiori a quelle previste dal piano industriale, che include un miliardo per i soci UnipolSai e 400 milioni per Unipol. «Vediamo i risultati, noi abbiamo l’obiettivo di centrare gli obiettivi e superarli se ci sono le occasioni», ha detto Cimbri, confermando che saranno raggiunti gli obiettivi di dividendi sia in Unipol che in UnipolSai. L’a.d. ha ricordato che le due società hanno entrambe gli indicatori patrimoniali superiori ai target: «Anche in termini di solidità del capitale regolamentare abbiamo livelli superiori a 200 in Unipolsai e intorno a 170 in Unipol».

Quanto al futuro della banca, Cimbri è pronto a considerare eventuali aggregazioni soltanto con soggetti sani dal punto di vista del patrimonio: «Saremo attenti a vedere se sul mercato troveremo partner adeguati al profilo di rischio di Unipol banca». L’istituto «comincia adesso a lavorare come una start-up, inizia una nuova era e il suo obiettivo è essere più profittevole nella sua attuale posizione stand alone».
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