di Simona D’Alessio

Ogni Cassa di previdenza dovrà dare il suo «placet», affinché il pagamento delle nuove prestazioni pensionistiche in regime di cumulo (gratuito) diventi operativo. E, per quel che concerne i trattamenti già in essere, l’Inps metterà in procedura l’importo cumulativo degli assegni e la Cassa verserà la sua quota di competenza nella cosiddetta «provvista», avendo contezza del sistema di verifica delle somme e di (eventuali) conguagli. È questa, a quanto apprende ItaliaOggi, la soluzione trovata dai tecnici dell’Istituto pubblico e dell’Adepp (Associazione degli Enti dei professionisti), nel quadro del testo di convenzione che regolerà lo strumento del cumulo gratuito dei periodi associativi «spezzati» (originati, cioè, da carriere lavorative confluite in più di una gestione), e che sarà illustrato oggi, a Roma. Presentazione che avverrà dopo l’assemblea dei presidenti delle Casse, dedicata ad affrontare ogni aspetto della modalità non onerosa di riunire la contribuzione, consentita dalla legge di Bilancio per il 2017 (236/2016), e non ancora operativa. E a cui seguirà, più avanti, la firma delle convenzioni fra l’Inps e i singoli Istituti disciplinati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996.

L’intesa raggiunta sulla «provvista» viene incontro alle richieste espresse (nelle settimane passate) dagli Enti, che volevano poter monitorare la quantificazione degli importi da accantonare (e non, eventualmente, ottenere dei successivi rimborsi); vi saranno, infatti, dei controlli nel trimestre successivo e, nell’ipotesi vengano riscontrati errori da parte dell’Inps, o da parte delle Casse, scatteranno i conguagli (si veda ItaliaOggi del 18 gennaio 2018). Confermato che ad istruire la pratica, in caso di pensione di vecchiaia, sarà il soggetto di ultima iscrizione, mentre per la prestazione pensionistica «a formazione progressiva» (con l’Inps che erogherà l’anticipo, e la Cassa che verserà la tranche di sua competenza, una volta che l’iscritto avrà raggiunto i requisiti) nel testo della convenzione verrà meglio definito il passaggio sulle due decorrenze diverse.

Infine, con una norma transitoria, si stabilirà che l’Inps comunicherà agli Enti quando sarà disponibile la procedura informatica per attivare le istruttorie. E darvi corso.
Fonte: