Vola l’utile di Bnp Paribas anche grazie all’Italia

di Antonio Lusardi
Bnp Paribas resiste ai tassi a zero nel 2016. Il gruppo bancario francese ha presentato i risultati dell’ultimo esercizio, in cui ha messo a segno profitti per 7,7 miliardi. L’utile del maggiore istituto francese è cresciuto del 15,1% rispetto al 2015, nonostante il contesto, caratterizzato da tassi di interesse zero e da mercati finanziari deboli, che hanno limitato il margine di intermediazione a 43,41 miliardi, in crescita di solo l’1% rispetto al 2015. Il miglioramento del risultato netto è in buona parte dovuto alla diminuzione del costo del rischio, con svalutazioni sui crediti in calo del 14,1% rispetto ad un anno prima, a 3,62 miliardi. Una riduzione dovuta, secondo la nota di Bnp , «al controllo del rischio nell’origination, al contesto di tassi bassi e al continuo miglioramento registrato in Italia». In miglioramento anche la solidità patrimoniale, con il Cet1 Ratio in miglioramento di 60 punti base all’11,5%.

L’ultimo trimestre del 2016 è stato particolarmente positivo per la banca parigina, con utili più che raddoppiati a 1,44 miliardi di euro, nonostante ricavi in progresso di solo il 2% a 10,66 miliardi. Negli ultimi tre mesi dell’anno per Bnp Paribas hanno registrato un aumento degli introiti le divisioni International Financial Services (+3,1%) e Corporate & Investment Banking (+8%). Le attività di trading azionario hannno visto un’accelerazione dopo l’elezione di Donald Trump, in modo simile al resto del settore bancario.

Il braccio di Bnp Paribas in Italia, Bnl, ha registrato un andamento simile a quello della capogruppo, caratterizzato da una flessione dei ricavi caratteristici delle sue attività commerciali per i tassi a zero e la persistente debolezza del mercato azionario. Calano infatti sia il margine di interesse (-7,1%) sia le commissioni (-2,9%). Come già indicato in precedenza, tuttavia, il costo del rischio delle attività della banca francese in Italia migliora di 124 punti base, con svalutazioni sui crediti per 960 milioni di euro dagli 1,25 miliardi del 2015. Grazie anche alla qualità del credito, l’ultima riga del bilancio dell’istituto guidato dall’ad Andrea Munari segna un utile di 90 milioni di euro, rispetto al rosso di 44 milioni del 2015. Elemento importante è anche il forte flusso di raccolta verso la banca del gruppo francese, che ha visto aumentare i depositi del 12,6% nel corso dell’anno e la raccolta indiretta crescere del 9,8% (assicurazioni Vita) e del 7,2% (fondi di investimento). (riproduzione riservata)
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