Intesa Sanpaolo, utile e raccolta record per il private banking

di Paola Valentini
Raccolta, masse e utile ai massimi storici per Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. A fine 2016 il patrimonio totale della società del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata ai portafogli d’alta gamma è aumentato del 5% a 198 miliardi con una crescita di 9,1 miliardi rispetto a fine 2015. La componente di risparmio gestito è pari a 136,5 miliardi e rappresenta il 70% del totale.

Il risultato è riconducibile soprattutto all’andamento della raccolta netta (8,5 miliardi), in aumento dell’8% rispetto alla performance registrata nel 2015 (7,8 miliardi), mentre l’effetto performance ha contribuito per 600 milioni. Quanto ai dati di bilancio, l’utile netto consolidato 2016 si è attestato a 786 milioni, 39 milioni in più (+5%) sul 2015.

I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking vedono un Common Equity Tier 1 al 15,3%, ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. Mentre il cost/income ratio è sceso al 30% (32% nel 2015). Al 31 dicembre 2016 il numero complessivo dei private banker delle reti è 5.848, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 34 milioni, in crescita rispetto allo scorso anno (32 milioni).

“Tutte le società hanno contribuito a un risultato che ci vede ai nostri massimi storici in termini di raccolta e utile”, ha sottolineato Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale della società, “assieme a una gestione oculata dei costi, questo ci consente di proseguire il trend pluriennale di crescita degli utili”.
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