Da Farad la prima gestione sui Pir

di Paola Valentini
Non solo fondi aperti. I Pir conquistano anche le gestioni patrimoniali, mentre il mondo assicurativo resta alla finestra per capire come cogliere le opportunità dei nuovi Piani individuali di risparmio introdotti dalla legge di Bilancio 2017 e in vigore da inizio anno.

Dopo ad Anima e ad Arca, che nelle scorse settimane hanno aperto le danze lanciando sul mercato fondi aperti legati appunto ai Pir, ora è la volta di Fia Asset Management, società di gestione lussemburghese del gruppo Farad, che debutta con la linea di gestione patrimoniale in titoli (gpm) denominata Pir Expert.

Rispettati i requisiti di investimento e a patto di detenerli per almeno cinque anni, i Pir consentono di azzerare le imposte sui capital gain (26% o 12,5% sui titoli di Stato) e le imposte di donazione e successione per versamenti massimi di 30 mila euro l’anno e un monte complessivo di 150 mila euro.

“I Pir rappresentano un’importante novità nel settore del risparmio gestito. Fia Asset Management, che da sempre si distingue per il suo tratto innovativo, risponde prontamente lanciando una linea di gestione patrimoniale dedicata, che permetterà agli investitori di godere di notevoli vantaggi fiscali”, spiega Marco Caldana, presidente di Farad Group.

E, soprattutto, rispetto ai primi fondi aperti a misura di Pir oggi sul mercato che sono di tipo bilanciato, la nuova gestione è invece totalmente specializzata sulle azioni di pmi italiane.

La linea di Fia è di tipo azionario ed è focalizzata sulle imprese italiane non appartenenti al Ftse Mib. In particolare, partendo dall’universo dei titoli inclusi negli indici Ftse Italia Mid Cap, Ftse Italia Small Cap e dell’Aim, sono state selezionate le società residenti in Italia o con la principale attività nel Paese, che non operano nel settore finanziario e hanno una capitalizzazione superiore a 100 milioni di euro.

Pir Expert dunque ha una politica di investimento molto più concentrata sulle pmi italiane rispetto a quanto prevede la normativa che impone soltanto un investimento del 21% del totale in titoli di aziende italiane o con stabile organizzazione in Italia non appartenenti al Ftse Mib.

D’altra parte lo spirito della normativa sui Pir punta proprio al sostegno delle piccole e medie imprese italiane che sono l’ossatura del sistema economico del Paese ma che oggi non ricevono più risorse dalle banche perché queste hanno stretto i cordoni della borsa per via dei rgidi requisiti patrimoniali imposti dalle autorità.

“L’attenzione e il sostegno allo sviluppo sociale ed economico sono da sempre la mission distintiva di tutto il gruppo che crede fortemente nella sostenibilità e nella potenza dei veicoli finanziari per finanziare la crescita dei Paesi”, ha detto ancora Caldana, “e i test effettuati su dati storici evidenziano la bontà della nostra strategia che ha battuto l’indice di riferimento di 30 punti percentuali in poco meno di quattro anni, con un rendimento medio annuo del 17%”.

A livello di scelte di investimento la selezione dei titoli avviene tramite una strategia quantitativa sviluppata da Fia basata su indicatori tecnici che punta a individuare i titoli più attraenti all’interno dell’universo investibile con un’allocazione di portafoglio basata su un’ottimizzazione dei parametri di rischio. Fia Asset Management ha sede in Lussemburgo e opera in libera prestazione di servizi in Italia, Francia, Belgio, Germania e Regno Unito.
Fonte: logo_mf