Gestione del rischio clinico: l’esperienza trentennale di Assimedici

assimedici_attilio steffanoIntervista ad Attilio Steffano

Autore: Gigi Giudice
ASSINEWS 272 – febbraio 2016

Attestati di stima provenienti dal mondo della professione assicurativa in generale. Soprattutto da coloro che si occupano di sanità. Concordi sul riconoscere a Attilio Steffano le doti, oltre che di broker di successo, di garbato e allo stesso tempo vulcanico protagonista di iniziative fortemente innovative. Anche nella determinazione con cui porta avanti la diffusione della cultura del rischio.

Coinvolgendo i migliori specialisti della materia giuridica, medica, legale e medico legale per cercare di approdare – attraverso il confronto interdisciplinare – all’invocato e possibile miglioramento del rapporto fra cultura del rischio e sistema sanitario.

La storia è nota: Attilio riprende il nome dal nonno, che nel 1928 aveva intrapreso l’attività di agente di assicurazione, proseguita da Ernesto, il papà, trasformatosi in broker negli anni Ottanta, che ha poi passato la mano ai due figli, Attilio e Marco.
Attilio ha voluto scegliere, da subito, il terreno della specializzazione, frequentando i campi pur irti di insidie della sanità e dintorni. Diventando – con la “sua” Assimedici – un punto di riferimento per la professione.
Sono andato a trovarlo nella sede del Gruppo Steffano, a Milano, in viale di Porta Vercellina, nei giorni in cui la Camera ha approvato, a larga maggioranza, un testo che dovrebbe incidere (anche se l’Associazione Nazionale fra le Imprese di Assicurazione solleva dubbi e eccezioni, indicando di quali miglioramenti necessiterebbe nella fase in cui sarà il Senato a discuterla) sul benedetto funzionamento della macchina della sanità pubblica e privata in tema di responsabilità sanitaria.

Naturalmente, da buon milanese concreto e diretto, Attilio Steffano apre il confronto parlando dei risultati di Assimedici.
“Un esercizio, quello 2015, concluso con soddisfazione.
Il portafoglio relativo all’esercizio 2015 è vicino ai 30 milioni di euro, mentre le commissioni hanno raggiunto e superato i 6 milioni di euro.
In qualità di broker grossista Assimedici opera potendo disporre di una rete formata da oltre mille e trecento intermediari.
Oggi le compagnie – come sappiamo, pochissime – rimaste a operare sul mercato della assicurazione dei rischi del settore della sanità possono condividere con noi un portafoglio che ha effettiva sostenibilità economica.
Aggiungo che, nella gestione del rischio clinico, il nostro ruolo assume una valenza quasi sempre decisiva nell’ambito dei possibili conflitti che si vengono a creare tra la struttura sanitaria e il paziente”.

Nel contempo le associazioni degli operatori della sanità hanno trovato in Assimedici un partner efficace e efficiente, in grado di fornire concreti supporti conoscitivi e consulenziali.
Affiancando anche gli Ordini dei Medici. Chiamati – soprattutto in questi anni – ad affrontare temi spinosi come la non infrequente pretestuosità delle contestazioni da parte di soggetti che si presentano nel ruolo di danneggiati a seguito di un preteso errore da parte di un sanitario.
Un altro mondo rispetto all’epoca in cui il medico veniva visto dal pubblico come una figura sacrale. Sul cui operato, nel bene e nel male, era impensabile intavolare contestazioni.

“La ricorrente amplificazione mediatica di presunti casi di malasanità certamente non contribuisce a ricostruire quel necessario clima di “fiducia rapportuale” che dovrebbe connotare il rapporto medico-paziente e ristabilire un equilibrato approccio, in termini di prestazioni e coperture concedibili, con l’attuale esiguo numero di compagnie sottoscrittrici di polizze di responsabilità professionale in sanità.
Anche nel nostro settore la cultura gioca un ruolo determinante, nel favorire quegli scambi di conoscenze e competenze, assolutamente necessari per annullare quegli inutili antagonismi e incomprensioni che ancora deteriorano tutto il settore.
Il concetto di rischio non deve essere più esorcizzato relegandolo a interprete di un ruolo solo negativo. In una società come quella attuale – la “società del rischio” come ormai tanti sociologi la definiscono – serve una presa di coscienza definitiva sul fatto che il rischio è ormai parte integrata di qualsiasi attività umana.
La cultura diffusa del rischio, soprattutto in sanità, è il presupposto irrinunciabile per il suo governo, e la necessaria prevenzione.
Abbiamo una consolidata consuetudine di collaborazione con il mondo universitario, in particolare con il Laboratorio di Responsabilità Sanitaria della Sezione Dipartimentale di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Università degli Studi di Milano, proprio per attingere in ogni occasione possibile a quel patrimonio di esperienze e conoscenze.
Trasferire il rischio a collaudati processi di prevenzione e governo presuppone appunto una formazione mirata al perfezionamento di un triangolo partecipativo importante: operatori sanitari – intermediari assicurativi di elevato spessore professionale – compagnie di assicurazione.
Sono entrate a buon titolo nel novero di appuntamenti ricorrenti, e all’occorrenza straordinari, le iniziative formative espresse da “Insurance Academy” e “Medical Risk Lab”, alle quali abbiamo fornito il nostro supporto professionale.
Coagulare queste conoscenze in una sintesi culturale alla quale contribuiscono esperienze mediche, medico legali, legali ed assicurative, tutte collocate all’interno di un contesto universitario di indiscussa qualità, rappresenta il meglio che si possa offrire in quanto a formazione specialistica.
Sono ormai diverse migliaia i professionisti che hanno partecipato ai nostri interventi formativi.
Operatori sanitari, legali e intermediari assicurativi hanno avuto la opportunità di apprendere ogni evoluzione normativa e giurisprudenziale che costituisce l’elemento sostanziale dell’aggiornamento professionale”.

Assimedici ha maturato e collaudato le proprie competenze attraverso un trentennio di frequentazione di una materia, come si è detto, continuamente permeata di interrogativi non risolti ma risolvibili. In un contesto dove solo un elevato tasso di specializzazione riesce vincente anche nell’analisi del rischio.
Oltretutto la normativa riguardante la sanità si evolve continuamente, generando sempre nuove esigenze di coperture adatte ai componenti la classe medica, che con le sue diversificate specializzazioni richiede soluzioni assicurative adeguate e modulari.

“Nel 2016 – oltre a procedere nel continuo aggiornamento e nella formazione – metteremo a disposizione degli intermediari che operano con noi coperture ovviamente adeguate alle nuove normative collegate a una sanità pubblica soggetta alla proliferazione di iniziative, anche normative, talvolta in contraddizione fra di loro. Il servizio sanitario nazionale che è nell’occhio del ciclone per l’esigenza di razionalizzare i costi e contemporaneamente migliorare in efficienza, ha bisogno in tutto il suo universo di politiche di gestione del rischio consapevoli. Sia che i rischi vengano trasferiti al mercato assicurativo, sia che si decida di mantenere al proprio interno la gestione degli eventi avversi. Mantenendo la indispensabile complementarietà tra le coperture di chi nelle strutture opera e quelle delle strutture stesse. E senza trascurare l’ancora ampio mondo delle libere professioni”.

La prevenzione dei rischi in sanità, ribadita nel suo ruolo fondamentale anche per il contenimento della cosiddetta medicina difensiva dal recente testo di legge appena licenziato dalla Camera, deve purtroppo fare i conti con il presupposto imperativo di “non costituire nuovo o maggiore onere per la finanza pubblica”. Ottenere buoni risultati a costo invariato rappresenta la grande sfida alla quale la sanità è chiamata.

“Sappiamo che è in gioco la sostenibilità del rischio sanitario. Dunque si ravvisa la necessità di chiamare attorno a uno stesso tavolo i diversi attori che agiscono nel campo della sanità, della responsabilità professionale sanitaria, della sanità integrativa, del rischio clinico e, naturalmente, delle assicurazioni. Per ragionare su un vero e proprio “patto sociale” in grado di armonizzare i rispettivi interessi e tutele. All’interno di un percorso realmente sostenibile”.
Se guardiamo all’oggi si registra una preoccupante diminuzione della capacità assicurativa per la copertura dei rischi sanitari. Un settore ormai abbandonato dagli assicuratori nazionali, con un’offerta che vede solo la presenza di pochi brand internazionali.
Attilio Steffano vede comunque spiragli di miglioramento.

“Se una buona legge definitiva ci accompagnerà nella determinazione di: un nuovo perimetro di obblighi e responsabilità, una raccolta di dati indispensabile per costruire statistiche poco discutibili, una obbligatorietà assicurativa rispettata e ispirata a ogni criterio di buonsenso disponibile – anche nella sua componente sanzionatoria, solo allora potremmo auspicare il ritorno di quegli assicuratori nazionali ormai estranei a questo settore.
Nel frattempo le compagnie straniere attualmente attive in questo ambito continueranno a migliorare il proprio bagaglio di esperienze e specializzazione, per offrire soluzioni sempre più mirate e ragionate.
Aumentando la propria valenza competitiva e ponendo gli operatori sanitari tutti in grado di essere portatori di garanzia sociale in quanto assicurati”.

Sembra un paradosso, ma un medico non assicurato rappresenta un rischio per il cittadino. Ed è ancor più paradossale – una “vacatio” purtroppo tipica del costume italico – che il medico che risulta scoperto di rc professionale non venga tuttora sanzionato. Non essendo ancora stato prodotto alcun intervento normativo di secondo livello rispetto a una legge, la cosiddetta legge Balduzzi, che ne sancisce ormai da anni la obbligatorietà.
Ma chi sono gli intermediari che operano in collegamento con Assimedici che hanno la capacità di operare e interagire in un settore tanto spinoso?

“Sono gli intermediari consapevoli della necessità di revisionare il proprio ruolo, minacciato da quella visione distributiva che anche la normativa europea definisce in quanto tale, e che non consente in via generale di distinguere specializzazione e competenze, nel nome di presupposti informativi a beneficio dei consumatori e figli di una “compliance” altrettanto generalizzata.
Intermediari che si impegnano nel tenersi continuamente in contatto con noi per aggiornarsi, attingendo agli studi e alle analisi che mettiamo a loro disposizione, e frequentando i corsi da noi promossi.
Devo dire che in questo abbiamo pochissimi competitori.
Giocano a nostro favore la credibilità guadagnata in oltre trent’anni di esperienza su questi terreni indubbiamente “accidentati”.
Che riusciamo a percorrere con sicurezza perché frequentiamo il mondo della sanità con il più ampio spettro possibile. Secondo la nostra visione, la valutazione dei rischi considera a) la fisionomia, ovvero la caratteristica del rischio; b) i criteri statistici; c) la soggettività del rischio, vale a dire la componente sociologica”.

Intanto il gruppo Steffano, di cui Assimedici costituisce la costola più importante, si sta preparando a celebrare, nel 2018, i 90 anni di presenza nel mondo della consulenza assicurativa. Per continuare a testimoniare il risultato delle proprie esperienze e contribuire a ogni forma di innovazione.
Sperimentando e stimolando mercati e utilizzatori. Nella certezza che di rischio si vive e con il rischio gestito si realizza un futuro sempre migliore e più protetto.

Il 2016 vede Steffano affrontare una nuova sfida attraverso la costituzione di una agenzia di sottoscrizione, la UA Underwriting Agency Srl, con la quale, attraverso una importante ma selezionata rete di partner intermediari, intende rafforzare l’offerta di soluzioni specialistiche dedicate, in tutto il territorio nazionale. Privilegiando una relazione con una compagnia mandante in grado di esprimere il migliore ed efficace protagonismo in termini di assicurabilità dei rischi sanitari.