RbS chiude il 2013 in rosso, pesano gli accantonamenti

Una significativa flessione dei ricavi e l’aumento di alcuni oneri straordinari hanno avuto un impatto negativo sui conti di Royal Bank of Scotland, che archivia il 2013 con una perdita netta di 9 miliardi di sterline, una delle più gravi nella storia della banca.
Sul risultato hanno pesato la diminuzione dei ricavi del 12% a 19,44 miliardi di sterline rispetto al 2012 e i circa 3 miliardi di accantonamenti contabilizzati per far fronte ad alcuni oneri futuri.
La banca, controllata all’81% dal governo inglese, ha infatti messo da parte 1,9 miliardi di sterline per coprire gli oneri connessi alle cause legali in corso, mentre 465 mln gbp sono stati accantonati per i risarcimenti ai clienti che hanno sottoscritto assicurazioni sui prestiti e sulle carte di credito. Rbs ha poi contabilizzato 500 milioni di sterline per adempiere alle obbligazioni nei confronti dei business che hanno acquistato una copertura contro il rischio di tasso di interesse.
In conseguenza a questi risultati, la banca ha deciso di implementare un piano di tagli da 5 miliardi di sterline nei prossimi anni, che prevede una focalizzazione sul franchise delle attivitá nel Regno Unito, nonchè una riduzione da 50 miliardi dei risk-weighted asset. L’istituto ha poi deciso di portare il rapporto costi/utile al 55%, contro il 65% calcolato sui risultati attuali. Ancora non è stato chiarito quanto peseranno i tagli del personale su questo programma di ridimensionamento.
Alla luce dei risultati deludenti e dei sacrifici che la banca sará probabilmente chiamata a fare nei prossimi esercizi, anche il monte bonus pagato ai dipendenti è calato dai 679 milioni di sterline del 2012 ai 576 mln gbp dello scorso esercizio.
In seguito alla pubblicazione dei risultati, Shore Capital ha tagliato il rating di RbS da buy a hold. Secondo il broker, la ragione per cui i conti sono risultati al di sotto delle attese sono da ricercare nel margine di interesse netto, piú basso rispetto a quando stimato, ma anche alle svalutazioni degli asset intangibili, tra cui il depennamento di 1,4 miliardi di avviamento. Dagli elementi emersi dal bilancio, Shore Capital ritiene che la banca controllata dal governo inglese potrebbe impiegare più del previsto per tornare ad un Roe superiore al costo del capitale. I target di ora infatti, che mirano ad un rendimento dell’equity del 9%/11% nel 2016/2017, per arrivare ad un 12% nel lungo periodo, non sono infatti credibili. Il titolo cede a Londra oltre il 6%.