Maxi perdita per Rbs, ma in Italia va in controtendenza

Royal Bank of Scotland (Rbs) ha chiuso il 2013 con una perdita netta di 8,99 miliardi di sterline (10,9 miliardi di euro) contro i -6 miliardi di un anno prima, per effetto di spese per regolare delle controversie e la creazione di una struttura per la dismissione degli attivi tossici. Segnali positivi si sono invece registrati sul mercato italiano, dove Rbs è attiva nei settori corporate e financial institutions e in particolare nei mercati del debito e dei prestiti sindacati. Anche nel 2013 la branch italiana ha registrato ricavi in crescita rispetto all’anno precedente, rappresentando una delle realtà più performanti del gruppo Rbs della zona Europa Medio Oriente e Africa (Emea). I ricavi sono stati trainati principalmente dalle attività debt capital markets e risk management nel corporate, fixed income solutions e prodotti di investimento per le istituzioni finanziarie (banche e assicurazioni). Nel corso del 2013 la squadra guidata dal country executive per l’Italia Andrea Soro ha partecipato con ruoli primari a diverse operazioni corporate, tra cui: i rifinanziamenti di Cnh Industrial, Fiat, Enel e Telecom; le emissioni di bond senior di Adr, Ferrovie, Fiat, Finmeccanica, Hera, Sisal e Telecom; il bond convertibile di Astaldi; le emissioni di bond ibridi multicurrency da parte diEnel. Ha agito inoltre come debt financing advisor per Atlantia nella fusione con Gemina. Con riferimento ai primi due mesi del 2014, il team italiano ha preso parte, tra l’altro, alla emissione bond senior di Fga Capital e alla seconda fase del programma di emissioni di bond ibridi in euro e sterline da parte di Enel, ha inoltre partecipato in coordinamento con il team statunitense al rifinanziamento sui mercati di capitali delle passività dovute da Chrysler al fondo pensionistico americano Veba. (riproduzione riservata)