Fata Vita e Fata Danni (Generali) recepiscono il tetto agli stipendi

Una a una le compagnie si stanno allineando alle regole introdotte lo scorso anno dall’Isvap che hanno messo un tetto agli stipendi degli assicuratori. Le prossime due saranno le controllate delle Generali, Fata Vita a Fata Danni, che si riuniranno in assemblea per fine mese (la convocazione è fissata per il 22 febbraio) per recepire nello statuto le regole del regolamento Isvap numero 39 pubblicato lo scorso giugno. Il tempo a disposizione per allinearsi alle nuove norme, del resto, sta per scadere: l’istituto di controllo guidato da Giancarlo Giannini, che nel documento sugli stipendi ha previsto addirittura che il manager possa essere costretto a restituire il premio percepito se la compagnia va male, aveva fissato come termine ultimo per l’adeguamento le assemblee di inizio 2012, chiamate ad approvare i bilanci del 2011. Assemblee che dovranno non solo modificare gli statuti societari per recepire l’articolo 6 del regolamento 39 (che prevede che sia la stessa assemblea ordinaria a dover stabilire i compensi degli organi societari e le politiche di remunerazione del personale) ma anche approvare le nuove modifiche alle politiche di remunerazione. Assicurando, per esempio, un corretto bilanciamento tra la componente fissa e quella variabile della remunerazione dei manager. E la componente variabile dovrà essere rigorosamente residuale per gli amministratori non esecutivi. L’assemblea di fine mese per le due compagnie del gruppo Generali sarà anche l’occasione per ratificare un cambio di poltrone all’interno del consiglio di amministrazione con l’uscita di Danilo Ignazzi (che si è andato a occupare di Alleanza Toro, altra controllata del gruppo), stato sostituito nel cda da Stefano Amato, responsabile del controllo di gestione di Assicurazioni Generali in Italia. (riproduzione riservata) Anna Messia