Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
![]()
Il direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini lascerà l’incarico anticipatamente, dal 31 marzo, per motivi personali. La notizia è arrivata durante la riunione di venerdì 30 del Consiglio superiore, che ha deliberato la nomina proposta dal governatore dell’attuale vicedirettore generale, Paolo Angelini, al posto di Signorini, e di Gian Luca Trequattrini (ora funzionario generale e segretario del direttorio) come vicedirettore generale. In qualità di dg di Bankitalia, Angelini assumerà anche il ruolo di presidente dell’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.
Le nuove stime provvisorie Istat danno conforto all’economia italiana, con la disoccupazione in lieve discesa dal 5,7% di novembre al 5,6%, il livello più basso dall’inizio delle serie nel 2004 e un tasso di inattività che registra un leggero aumento, salendo al 33,7% rispetto al 33,5% del mese precedente. Su base annua, l’occupazione segna un incremento di 62 mila unità, trainata dai lavoratori permanenti e dagli autonomi, mentre diminuiscono i contratti a termine. Quanto al pil, l’aumento sul quarto trimestre è pari allo 0,3% rispetto al trimestre precedente, dello 0,7% per il 2025. Il risultato supera le stime inserite del Documento programmatico di economia e finanza, che citava una variazione dello 0,5%. In termini tendenziali la crescita risulta pari allo 0,8%.
Dal primo gennaio 2026 ogni bambino tedesco nato nel 2020 riceve dallo Stato 10 euro al mese su un conto pensione individuale. Il denaro ricevuto viene investito in Etf o fondi a basso costo e resterà lì, esentasse, fino alla pensione. Il programma si estenderà gradualmente a tutti i minori dai 6 ai 17 anni entro il 2029. Negli Stati Uniti, con l’Invest America Act, firmato il 4 luglio 2025, ogni neonato tra il 2025 e il 2028 riceverà 1.000 dollari dal governo. A 18 anni il capitale potrà essere usato per studiare, comprare casa, avviare un’impresa o restare investito fino alla pensione. «In entrambi i sistemi, lo Stato non agisce da solo: i genitori hanno la possibilità di integrare i versamenti con contributi volontari, trasformando lo strumento pubblico in un pilastro del risparmio famigliare. La logica è semplice: usare il tempo come leva finanziaria, diffondere educazione economica e garantire a tutti una base patrimoniale iniziale, indipendente dal reddito familiare», sottolinea Alessandro Saldutti, country manager Italia di Scalable Capital. I numeri elaborati da Scalable Capital rendono evidente cosa si perde non iniziando da subito. Ad esempio 1.000 euro investiti ogni anno dalla nascita fino a 67 anni in un fondo azionario globale, con un rendimento medio annuo del 7%, diventano circa 1,3 milioni di euro nominali a 67 anni, oltre 483 mila euro reali. Senza ulteriori versamenti. Con un contributo di 100 euro al mese per i primi 18 anni, in aggiunta a questi 1.000 euro all’anno fino a 67 anni, il capitale supera gli 843 mila euro reali alla pensione: una previdenza complementare costruita con il tempo, non con trasferimenti tardivi. Anche considerando un rendimento atteso più basso, il 3%, il fattore tempo lavora a favore: a 67 anni si otterrebbero 94 mila euro reali con un contributo di 1.000 euro l’anno dalla nascita e aggiungendo i 100 euro al mese per i primi 18 anni si avrebbero sempre includendo l’impatto dell’inflazione, 132 mila euro. Il tutto senza considerare eventuali agevolazioni fiscali.
Dall’ultimo sondaggio effettuato da Moneyfarm su un campione di cittadini nati tra il 1971 e il 1991 emerge che il 72% degli intervistati ha ricevuto dalla propria famiglia un aiuto economico importante almeno una volta nel corso della vita adulta, per l’acquisto di una casa, dell’auto o per affrontare le spese del matrimonio. E quasi la metà ha avuto supporto anche per spese di media entità, come cure mediche o sanitarie. Non solo: tre italiani su dieci hanno ottenuto una somma anche per spese ordinarie come bollette o spesa alimentare. Nel complesso il valore medio degli aiuti corrisposti dalla famiglia di origine a questa fascia compresa tra i 35 e i 55 anni supera i 19.800 euro, con differenze territoriali marcate: si va dagli oltre 20 mila euro del Centro-Nord ai quasi 12 mila euro del Centro-Sud. Un trasferimento di risorse che si accompagna ad un intenso sostegno di tipo non economico, soprattutto per chi ha figli: il 57% dei genitori riceve aiuto dalla famiglia di origine nella gestione dei figli, confermando il ruolo centrale dei nonni come ammortizzatore sociale. Accanto al supporto nella cura dei bambini, gli aiuti più frequenti riguardano la preparazione dei pasti (36%), la gestione di commissioni e pratiche amministrative (28%) e la cura della casa (21%), delineando una rete di sostegno quotidiano che va ben oltre il contributo economico.
Secondo l’ultima Relazione annuale della Covip, i cosiddetti altri iscritti ai fondi di previdenza complementare ammontano a circa 1,43 milioni su un totale di oltre 10,3 milioni di aderenti. In questa categoria rientrano soggetti diversi dai lavoratori, tra cui i famigliari fiscalmente a carico. Ma chi sono i famigliari a carico? Sono necessarie due condizioni. In primo luogo il legame di parentela così come indicato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, vale a dire il coniuge non separato, i figli, nonché le altre persone elencate nell’art. 433 del Codice Civile (compresi quindi generi e nuore, suocere e suoceri, fratelli e sorelle) che convivono con il contribuente o percepiscono assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. È necessario poi il rispetto di uno specifico limite reddituale. Per essere fiscalmente a carico è necessario avere infatti un reddito annuo complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Va conteggiata l’eventuale rendita derivante dalla prima abitazione. Questo limite è elevato a 4 mila euro per i figli di età non superiore a 24 anni. Quali sono poi le soluzioni di previdenza complementare che un famigliare a carico può utilizzare?
Sempre più risparmiatori si affidano a un consulente finanziario e la composizione dei portafogli si evolve con il mercato. Queste e altre considerazioni sulla categoria emergono dall’indagine del Centro Studi e Ricerche Anasf che, con la sesta edizione della sua ricerca annuale, ha raccolto i dati necessari a tratteggiare le caratteristiche salienti della professione di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, fornendone un quadro quanto più nitido e accurato possibile. Questo lavoro è fondamentale per l’Associazione, giacché i servizi e le attività di Anasf non possono prescindere da una sua conoscenza profonda – e alimentata in modo costante – della figura professionale e delle sue peculiarità. Il campione analizzato nel mese di dicembre 2025 è composto da 370 consulenti finanziari, raccolti tramite questionario online inviato a tutti gli associati e le associate. I rispondenti mostrano un’attenzione particolare verso la propria formazione: il 46% è in possesso di un titolo almeno equivalente a una laurea triennale, e ciò si accompagna a un impegno costante nella formazione continua. Diffusa è la presenza di certificazioni: oltre la metà dei consulenti (il 55%, gli spicchi colorati nel grafico in pagina) è in possesso di una certificazione: il 47% del campione (lo spicchio azzurro) possiede almeno una certificazione EFPA, di cui una parte non trascurabile (il 12% circa del totale, non visibile nel grafico) ben due o più certificazioni EFPA; inoltre, un altro 8% (lo spicchio marrone) possiede certificazioni non EFPA.
- Italiana Contopolizza Hybrid Reload
Italiana Contopolizza Hybrid Reload è un prodotto di tipo multiramo, che prevede di investire
il premio unico iniziale in percentuale variabile da un minimo del 30% a un massimo del 70% nel la gestione separata Obiettivo Capitale, mentre la parte restante deve essere impiegata nella linea Forza Aggressiva del fondo interno denominato Italiana Unit. Il contratto è a vita intera, pertanto la sua durata è pari al periodo compreso tra la decorrenza del contratto e il decesso dell’assicurato. La polizza, inoltre, promuove caratteristiche ambientali e/o sociali ai senti dell’art. 8 del regolamento UE relativo alla sostenibilità (Sfdr); ciò significa che nella gestione degli investimenti si applica un approccio finalizzato a integrare le considerazioni
di carattere finanziario con un’attenta valutazione degli investimenti nelle loro implicazioni
di carattere sociale e ambientale. Il premio annuo minimo associato a questa polizza è pari a 5000 euro, con un valore massimo di 500 mila euro; sono previsti versamenti aggiuntivi solo per l’opzione Liquidity, per un minimo di 5000 euro e un massimo, sulla componente
investita nella gestione separata, pari a 100 mila euro.

