Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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È stato nominato il nuovo Comi, il Comitato degli Operatori di Mercato e degli Investitori nato nel 2018 in seno alla Consob per agevolare il confronto con gli operatori. Il nuovo comitato diventerà operativo il 26 gennaio e resterà in carica due anni. È stato confermato, come figura di spicco, Pier Carlo Padoan (ex ministro ed ex presidente di Unicredit), che presiede il comitato uscente. All’interno della rosa vi sono esponenti di istituti di credito, come Gian Maria Gros Pietro, presidente del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo. Fra le figure di spicco anche Salvatore Rossi, ex presidente di Telecom Italia, Pietro Sella, amministratore delegato di Banca Sella Holding, così come Giovanni Natali, fondatore di AssoNext, l’associazione delle pmi quotate in borsa su Egm.
A pochi giorni dall’ufficializzazione della nomina di Giulio Terzariol a direttore generale e group vice ceo di Generali Assicurazioni prende forma la squadra che riporta direttamente al manager con l’obiettivo di accelerare l’attuazione del piano industriale triennale che guarda al 2027. Nel nuovo incarico Terzariol, entrato in Generali nel 2024 come ceo Insurance, ha preso la responsabilità di tutte le business unit assicurative di Generali, oltre che la supervisione di Banca Generali, braccio destro del group ceo, Philippe Donnet. Lo scenario nel gruppo assicurativo resta in divenire, con Generali chiamata in ballo a più riprese nel riassetto bancario in atto, fino alle voci, poi smentite, di un interessamento di Unicredit per il gruppo. Il management resta però focalizzato nell’attuazione del piano e Generali, un fine anno, potrebbe procedere ad un aggiornamento dei target.
Alzata l’offerta per acquisire la compagnia assicurativa britannica Beazley. Il prezzo proposto passa a 12,8 sterline dalle precedenti 12,3.
Azimut continua l’espansione nelle Americhe e punta sulla consulenza evoluta per grandi patrimoni nel mercato brasiliano. Il gruppo di risparmio gestito italiano, guidato da Pietro Giuliani, ha acquisito una quota di maggioranza di Unifinance, realtà carioca con una forte presenza nel wealth management nel segmento ultra high net worth e una significativa penetrazione nel segmento dei clienti istituzionali (fondi pensione chiusi e compagnie di assicurazione).

Un percorso avviato nel mese di giugno del 2023 e arrivato a compimento solo di recente definisce una delle principali operazioni industriali di Generali degli ultimi anni. L’integrazione di Liberty Seguros rappresenta il punto di arrivo di un processo costruito progressivamente, che ha cambiato radicalmente la presenza del gruppo triestino in Spagna e Portogallo, aprendo al tempo stesso l’accesso ai nuovi mercati europei.
Le banche online tornano a trainare le segnalazioni antiriciclaggio. Dopo il calo del 2024 (-9,4%), nel 2025 gli istituti di credito hanno invertito la rotta, con un aumento del 26,8% delle segnalazioni di operazioni sospette inviate all’Unità di informazione finanziaria (UIF). Un balzo dovuto “soprattutto all’effetto di alcune banche telematiche straniere”, sottolinea la UIF nel report annuale sul 2025. Nel complesso, nel 2025 le segnalazioni hanno raggiunto quota 162.058, il livello più alto mai registrato, in crescita dell’11,5% rispetto al 2024.
Persistono significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e un evidente disallineamento tra il Nord e il Sud del Paese per quanto riguarda il Sistema Sanitario Nazionale. Le regioni che mostrano più difficoltà nel garantire il servizio sono quelle che si trovano in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia). Pecora nera del Nord è invece la Valle d’Aosta.

Un attacco informatico può inchiodare produzione e incassi e, in poche ore, trasformarsi in una perdita secca. Per la Banca d’Italia il ragionamento è lineare: se l’incidente blocca l’operatività, prosciuga i flussi di cassa e apre un conto salato tra reputazione e possibili ricadute legali, allora il rischio cyber non resta confinato alla “sicurezza”. Entra nel perimetro che conta davvero: quello del merito creditizio.
I datori che nel 2025 hanno raggiunto una forza lavoro media di almeno 60 dipendenti, da gennaio 2026 devono iniziare a versare al Fondo di tesoreria presso Inps i Tfr dei dipendenti non destinati alla previdenza complementare, fino allo scorso anno accantonati in azienda.