Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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È Italiana Assicurazioni, del gruppo Reale, la compagnia in pole position per diventare partner di Banco Desio nel ramo Danni e collocare polizze nelle sue filiali. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’offerta del gruppo assicurativo guidato da Luca Filippone è quella considerata più vantaggiosa dalla banca guidata dall’amministratore delegato Alessandro Decio rispetto alle proposte della altre due compagnie rimaste in gara, ovvero la tedesca Allianz e la svizzera Helvetia.
Lokky, insurtech italiana data-driven specializzata in soluzioni assicurative digitali per pmi, professionisti e freelance e parte del gruppo Hiscox, ha annunciato un accordo con LavoriCreativi.com, piattaforma dedicata alle professioni della comunicazione, del design e della pubblicità, oggi parte della startup LCcollab. L’obiettivo è affiancare al matching strumenti assicurativi su misura, capaci di accompagnare l’evoluzione del lavoro creativo.
Il 2026 deve essere l’anno della concretezza per l’intelligenza artificiale. Analisti ed economisti continuano a ripeterlo: dopo tre anni di semina tra hype e investimenti in crescita esponenziale, è arrivato il momento del raccolto, ossia di ottenere benefici concreti. Per circa una società su tre il ritorno è già visibile, ma le spese continuano a mostrare un aumento generalizzato. Anche dove non si ravvisano miglioramenti immediati, i ceo non intendono tagliare il budget.
La domanda di mutui registra una crescita a doppia cifra nel 2025, ma i dati degli ultimi tre mesi dell’anno inviano segnali contrastanti al mercato. Secondo il Rapporto sul Credito 2025 di Experian, che questo giornale è in grado di anticipare, le richieste di mutui immobiliari hanno messo a segno un incremento complessivo del 19%. Il dato annuale positivo convive però con un rallentamento nell’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre le domande sono diminuite del 12% rispetto allo stesso periodo del 2024. A incidere è stato ancora una volta l’andamento dei tassi di interesse.
Allianz, Intesa Sanpaolo, Ntt Data, Axa Italia, Fincantieri, Terna, MediaWorld, Engineering, Unicredit, Bper, Hera, Rai Way, Generali Italia e Amplifon sono tra le aziende premiate per gli elevati standard in ambito risorse umane.
«Al di là dei rapporti personali, che da quello che leggo e da quello che conosco sono ottimi fra gli attuali vertici di Mps e di Unicredit, alla fine sullo sfondo c’è sempre Generali». Una preda comunque appetibile «per tutti i vari big, tutti i vari gruppi bancari, quelli più attrezzati, quelli più importanti». Così Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, ha commentato ai microfoni di Class Cnbc le considerazioni di un report di Deutsche Bank sulle ipotesi di matrimonio tra Unicredit e il Monte.

Per il secondo anno consecutivo Generali si colloca al vertice della classifica Top Employer in Italia. Il riconoscimento arriva dal Top Employer Institute, ente certificatore globale delle strategie HR, che ha assegnato alla compagnia il primo posto tra le 144 aziende italiane per il 20126. Generali Italia ottiene il riconoscimento per l’ottavo anno consecutivo, distinguendosi per il modello di lavoro ibrido, l’ascolto e il coinvolgimento delle persone, la promozione di una cultura equa e inclusiva, gli investimenti nei programmi di sviluppo e l’aggiornamento continuo delle competenze tecniche e digitali, oltre alle politiche di well-being e welfare aziendale.
Un censimento (scrupoloso) della «summa» delle attività d’investimento delle Casse di previdenza dei professionisti: è quello che, in queste settimane, ha potuto effettuare la Corte dei Conti, dopo aver chiesto ed ottenuto, fra la fine del 2025 e i primi giorni di quest’anno, un resoconto al comparto pensionistico privato. E, stando a quanto risulta a ItaliaOggi, la mossa inaspettata della magistratura contabile (che, comunque, figura fra i soggetti tenuti a eseguire controlli sul settore) si inserirebbe nel percorso di concretizzazione dell’emanando regolamento governativo sulle operazioni finanziarie degli Istituti disciplinati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996, previsto da un provvedimento del 2011 e mai uscito, se non sotto forma di bozza nel corso degli anni, dagli uffici dei ministeri dell’Economia e del Lavoro.
La recente legge di bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199) è intervenuta sulla disciplina relativa alla destinazione delle somme afferenti al trattamento di fine rapporto dei lavoratori. Il comma 203 ha modificato la legge n. 296/2006, ridefinendo la platea dei datori di lavoro obbligati a conferire al Fondo di Tesoreria, gestito dall’Inps, il Tfr dei lavoratori non iscritti alla previdenza complementare. Contestualmente, il comma 204 ha modificato il decreto legislativo n. 252/2005, introducendo, a decorrere dal 1° luglio 2026, per i neoassunti un nuovo meccanismo di silenzio-assenso nella scelta del lavoratore circa la destinazione del proprio Tfr alle forme di previdenza complementare; un meccanismo che, prevedendo il versamento dell’intera contribuzione e non solo della quota di Tfr, comporterà un impatto sul costo del lavoro. Le novità introdotte non si esauriscono in un aggiornamento formale degli adempimenti, ma incidono direttamente sulle modalità con cui le aziende gestiscono il Tfr e i lavoratori pianificano le proprie scelte previdenziali.
Il pagamento delle polizze assicurative obbligatorie per la responsabilità da colpa grave incombe sui dipendenti pubblici che in ragione del loro incarico amministrino risorse pubbliche e siano soggette alla giurisdizione contabile. La legge 1/2026 si limita a disporre l’obbligo per detti dipendenti di attivare la polizza, ma non contiene alcun riferimento, né espresso, né tacito, alla possibilità che sia il datore pubblico a farsi carico dei costi della polizza.
Sono tanti i funzionari e gli amministratori degli enti locali chiamati a stipulare una polizza assicurativa per responsabilità erariale da colpa grave. La legge 1/2026 ha introdotto nell’articolo 1 della legge 20/1994 il nuovo comma 4-bis, ai sensi del quale “Chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche dalla quale discenda la sua sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti è tenuto a stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati dallo stesso all’amministrazione per colpa grave. Nei procedimenti per i danni patrimoniali, l’impresa di assicurazione è il litisconsorte necessario”.
Le norme degli allegati al codice appalti hanno la stessa valenza delle disposizioni principali del dlgs 36/2023; in caso di contrasto fra norme del codice e dei suoi allegati si applica criterio di specialità e quello del favor partecipationis. Lo ha precisato il Consiglio di Stato, sezione quinta, con la sentenza del 24/12/2025 n. 10297 che affronta il tema del rapporto fra disposizioni del codice appalti e quelle dei suoi allegati laddove vi sia una possibile antinomia.
Nell’ambito delle procedure di appalto pubblico, le garanzie fidejussorie devono essere sempre “native digitali” e quindi emesse e firmate digitalmente; non è ammessa la possibilità di un’autentica notarile o di un pubblico ufficiale concernente la conformità della copia informatica della polizza al documento originale. E’ quanto afferma il Ministero delle infrastrutture con il parere del servizio supporto giuridico codice n.3910 dell’11/12/2025 in merito alla possibilità di procedere all’autentica notarile delle polizze fideiussorie previste dal codice appalti.

corsera

La Consob ha ordinato l’oscuramento di cinque nuovi siti web attraverso cui vengono prestati abusivamente servizi finanziari. Sale così a 1.527 il numero dei siti oscurati da luglio 2019.
Banca Generali semplifica la catena di controllo, incorporando Intermonte Partners Sim (Ips), acquisita con un’opa nel 2024. Il progetto di fusione della stessa Ips sarà realizzato «mediante procedura semplificata».