All’inizio del 2026, il mercato riassicurativo si trova ad affrontare un panorama ancora caratterizzato dalla volatilità geopolitica e dai continui cambiamenti strutturali
Secondo un recente rapporto di Howden, dopo un 2025 che ha rafforzato il rischio politico come fattore persistente, le esposizioni legate alla violenza politica, agli scioperi, alle rivolte, ai disordini civili (SRCC) e agli eventi più generali legati alla guerra rimangono al centro delle considerazioni del mercato assicurativo.
Secondo il broker, gli indicatori di rischio sono aumentati notevolmente negli anni 2020, trainati principalmente dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.
Il rapporto di Howden ha osservato che il 2025 è stato caratterizzato da mutamenti dei rischi geoeconomici che hanno influito sui rinnovi del 1° gennaio 2026, mentre le mosse post-rinnovo in Venezuela e le crescenti tensioni intorno alla Groenlandia stanno aumentando il rischio di shock a breve termine nella catena di approvvigionamento e mettendo alla prova le alleanze di sicurezza di lunga data.
Nel frattempo, secondo quanto riferito, sono aumentate anche le attività di guerra ibrida, con un aumento degli attacchi informatici, delle incursioni con droni e degli atti di sabotaggio.
Sulla base di questo quadro, si prevede che i rischi legati alla violenza politica e ai disordini civili rimarranno elevati anche nel 2026, riflettendo l’aumentata volatilità geopolitica e l’incertezza macroeconomica che influenzano le condizioni di rischio globali.