Luca Russignan di Capgemini ritiene che il divario tra chi esegue e chi si limita a sperimentare si sta ampliando, poiché la natura a doppio taglio dell’intelligenza artificiale premia i veri pionieri che stanno riprogettando i processi attorno alla tecnologia piuttosto che limitarsi ad adottarla. In occasione di un’intervista a Reinsurance News, Russignan, Global Head del Capgemini Research Institute for Financial Services, ha delineato le principali sfide e opportunità che stanno plasmando il mercato assicurativo, ha condiviso le sue previsioni per il 2026 e ha discusso di come il settore si stia preparando per la prossima fase del ciclo.
“Il mercato riassicurativo si troverà ad affrontare pressioni crescenti nel 2026, ma la pressione crea chiarezza. I modelli di rischio stanno cambiando, le capacità tecnologiche stanno maturando e il divario tra chi esegue e chi sperimenta si sta ampliando“, ha affermato Russignan. Secondo il manager, il rischio sta diventando sempre più concentrato, e non solo in termini fisici.
Citando il World Property and Casualty Insurance Report 2025, Russignan ha osservato che si prevede che quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in centri urbani entro il 2050, concentrando persone, ricchezza e infrastrutture. “Questo amplifica l’esposizione a eventi catastrofici, rendendo i pool di rischio più densi e volatili. Ma c’è un secondo rischio di concentrazione di cui pochi parlano: l’infrastruttura digitale. Oggi ci sono pochi fornitori di intelligenza artificiale generativa che alimentano miliardi di processi aziendali e creano un nuovo profilo di rischio sistemico diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto prima“, ha osservato Russignan. “Questo ci porta all’intelligenza artificiale: l’arma a doppio taglio. I nostri dati mostrano che il 70% degli assicuratori sta pianificando l’implementazione di AI agent su larga scala, a partire dal servizio clienti, seguito dalla sottoscrizione e dai sinistri. Ma ecco la trappola: la maggior parte dei progetti pilota di intelligenza artificiale rimane tali. Rimangono isolati, creando debito tecnico e modelli operativi incoerenti. I pionieri non si limitano a implementare la tecnologia, ma stanno anche riprogettando i processi. Non è possibile integrare l’intelligenza artificiale nei processi legacy e aspettarsi una trasformazione a livello aziendale. In un mondo di incertezza e rapidi cambiamenti, la vera domanda non è se le compagnie assicurative debbano adattarsi, ma con quanta audacia ed efficacia possano farlo per sbloccare la crescita e rimanere al passo con i tempi“, ha continuato.
Passando alle sue previsioni per il 2026 e all’approccio del settore alla prossima fase del ciclo di mercato, Russignan ha affermato che, sebbene il panorama competitivo si stia fondamentalmente rimodellando, ci sono forti motivi per essere ottimisti. “La tecnologia è qui: l’88% delle compagnie assicurative ha adottato il cloud ibrido per modernizzare la propria infrastruttura IT legacy. La domanda per il 2026 non è se la trasformazione sia possibile, ma se le compagnie assicurative abbineranno i loro investimenti tecnologici alla riprogettazione organizzativa che li rende operativi“, ha spiegato.
Ha aggiunto: “Lasciatemi fare un esempio di cosa significhi successo: una compagnia assicurativa specializzata globale ha lanciato un modello di sottoscrizione basato sull’intelligenza artificiale generativa, sviluppato con Google Cloud, per accelerare la sottoscrizione di rischi specialistici come sabotaggio e terrorismo. Il risultato? Entro la metà del 2024, la piattaforma elaborava 15-20 proposte al giorno con una precisione del 98%, ottenendo guadagni di efficienza misurabili e un rapido ROI. Ma ecco la lezione: il successo è arrivato riprogettando l’intero flusso di lavoro – il modo in cui si opera come azienda – e non solo integrando la tecnologia. Questo modello di fusione tra intelligenza artificiale generativa, apprendimento automatico interno e analisi geospaziale si sta ora espandendo per costituire la base di una strategia di sottoscrizione basata sull’intelligenza artificiale a livello aziendale.”
Secondo Russignan, il settore sta imparando collettivamente che la tecnologia da sola non funziona e che la vera sfida è riprogettare i processi e la cultura aziendale.
Tutti procederanno allo stesso ritmo? No, il divario tra leader e ritardatari si allargherà, ma i ritardatari ora hanno una tabella di marcia.
Citando la distribuzione come esempio, Russignan ritiene che gli agenti rimangano il volto umano dell’assicurazione, ma la loro efficacia è spesso ostacolata da sistemi compartimentati e processi manuali.
Il World Life Insurance Report 2026 di Capgemini rivela che il 67% delle persone sotto i 40 anni desidera un accesso digitale abbinato al supporto di un consulente dedicato, eppure solo il 16% delle compagnie assicurative offre oggi questa esperienza. Non si tratta di un divario tecnologico, ma di un divario nel modello di business. Le compagnie assicurative che stanno progettando i ruoli degli agenti attorno a strumenti basati sull’intelligenza artificiale, piuttosto che limitarsi a digitalizzare i processi esistenti, vedranno un coinvolgimento significativo con le generazioni più giovani.
Russignan ha sottolineato che queste funzionalità riducono l’attrito durante l’onboarding, consentono un cross-selling e un upselling più mirati e rafforzano la fidelizzazione dei clienti. Per le compagnie aeree, ciò si traduce in tassi di conversione più elevati e relazioni più profonde con i clienti. Nel frattempo, per gli agenti, ha affermato, significa abbandonare le attività amministrative e puntare all’eccellenza nella consulenza, incontrando i clienti dove si trovano con maggiore rapidità e sicurezza.
Previsione per il 2026: secondo il manager le compagnie assicurative si divideranno in due schieramenti. Uno avrà investito molto in cloud e intelligenza artificiale, ma dovrà ancora affrontare difficoltà operative perché ha digitalizzato i processi legacy anziché reinventarli. L’altro schieramento avrà svolto il lavoro più impegnativo nel riprogettare il modo in cui esseri umani e tecnologia collaborano, e sarà in anticipo di 18 mesi.