I rischi informatici, in particolare gli attacchi ransomware, si classificano al 1° posto per il quinto anno consecutivo per le aziende di tutte le dimensioni, mentre l’intelligenza artificiale è il rischio in maggiore crescita, con un balzo dal 10° al 2°posto (32%)

Secondo l’Allianz Risk Barometer – la classifica annuale dei rischi aziendali stilata da Allianz Commercial insieme ad altre entità del Gruppo Allianz, che include a livello globale le opinioni di 3.338 esperti, tra cui amministratori delegati, risk manager, broker ed esperti di assicurazione, giunta quest’anno alla quindicesima edizione – gli incidenti informatici hanno generato grande clamore nel 2025 e rimangono la principale preoccupazione per le aziende nel 2026.

L’anno appena concluso ha anche visto un’accelerazione significativa nell’adozione dell’intelligenza artificiale (AI), riflessa nel posizionamento al 2° posto fra i rischi per le imprese, attestandosi come il rischio in maggiore crescita e considerata come fonte complessa di rischi operativi, legali e reputazionali. Nonostante ciò, quasi la metà dei partecipanti ritiene che l’AI porti più benefici che rischi al proprio settore, mentre un quinto degli intervistati afferma esattamente il contrario.

Per la prima volta, l’interruzione dell’attività non rientra nelle prime due posizioni nella classifica dei rischi, scendendo al 3° posto. Tuttavia rimane una preoccupazione significativa, poiché può essere una conseguenza di altri rischi presenti nella top 10 globale.

A livello mondiale, la stagione degli uragani relativamente tranquilla in termini di perdite economiche nel 2025 e l’assenza di significativi eventi atmosferici, fanno sì che le catastrofi naturali scendano al 5° posto rispetto all’anno precedente. Mentre i rischi politici salgono dal 9° al 7° posto, trainati da crescenti preoccupazioni per la volatilità geopolitica e i conflitti in tutto il mondo.

La Top 10 dei rischi in Italia

In Italia i tre rischi principali sono: i rischi informatici che si confermano al 1° posto in linea con l’anno precedente, l’interruzione dell’attività al 2° posto (1° posto ex aequo l’anno precedente), mentre i cambiamenti climatici si confermano al 3° posto. Sale al 4° posto l’intelligenza artificiale (9° posto l’anno precedente), mentre scivolano di una posizione al 5° posto le catastrofi naturali (dal 4° posto l’anno precedente). Al 6° posto si confermano i cambiamenti nella legislazione e regolamentazione, mentre scendono al 7° posto i rischi politici (al 5° posto l’anno precedente). L’8° e 9° posto vedono l’ingresso in classifica di due nuovi rischi: sviluppi nello scenario macroeconomico e biodiversità e natura. A parimerito al 9° posto si posizionano anche gli sviluppi del mercato (al 7° posto l’anno precedente).

I rischi informatici sono di gran lunga la principale preoccupazione per le aziende

Nel 2026, gli incidenti informatici rappresentano il rischio globale per eccellenza per il quinto anno consecutivo. Con il punteggio più alto di sempre (42% delle risposte) e con un margine di distacco superiore rispetto agli anni precedenti (+10%), si classifica come la principale preoccupazione in ogni regione (Americhe, Asia Pacifico, Europa e Africa e Medio Oriente). La persistente presenza dei rischi informatici al vertice dell’Allianz Risk Barometer riflette una crescente dipendenza dalla tecnologia digitale in un periodo in cui il panorama delle minacce informatiche, insieme alle dinamiche geopolitiche e regolatorie, sta evolvendo rapidamente.

Recentemente, attacchi informatici di alto profilo hanno sottolineato la minaccia continua per le aziende di tutte le dimensioni. Le piccole e medie imprese sono sempre più prese di mira e sotto pressione a causa della mancanza di risorse dedicate alla sicurezza informatica.

L’intelligenza artificiale crea nuovi rischi ma anche opportunità di business

L’intelligenza artificiale (AI) è entrata nel gruppo di rischi principali per le aziende globali, salendo al 2° posto (32%) nel 2026 dal 10° posto nel 2025, registrando il più grande balzo in avanti nella classifica di quest’anno. È un rischio in crescita in tutte le regioni, classificandosi al 2° posto nelle Americhe, Asia Pacifico e Africa e Medio Oriente, e al 3° posto in Europa e in Italia. È anche un rischio crescente per aziende di tutte le dimensioni, entrando nei primi tre posti per grandi, medie e piccole imprese.

Con l’accelerazione dell’adozione dell’AI e la sua integrazione sempre più profonda nelle operations aziendali, i rispondenti si aspettano che i rischi legati all’AI si intensifichino, specialmente per quanto riguarda la responsabilità. La rapida diffusione di sistemi AI generativi e agentici, insieme al loro crescente utilizzo nel mondo reale, ha aumentato la consapevolezza di quanto le organizzazioni siano esposte.

L’interruzione dell’attività è strettamente collegata ai rischi geopolitici

Il 2025 ha segnato uno spostamento verso politiche commerciali protezionistiche e guerre tariffarie che hanno suscitato incertezza nell’economia mondiale. È stato anche un anno di conflitti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, nonché di dispute di confine tra India e Pakistan, Thailandia e Cambogia, e guerre civili in Africa, una tendenza che continua nel 2026 con l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela. I rischi geopolitici stanno mettendo sotto crescente pressione le catene di approvvigionamento e, mentre i rischi aumentano, solo il 3% dei rispondenti dell’Allianz Risk Barometer considera le proprie catene di approvvigionamento “molto resilienti”.

Negli ultimi dodici mesi, le restrizioni commerciali sono triplicate, con un impatto stimato di 2,7 trilioni di dollari di merci pari a quasi il 20% delle importazioni globali secondo Allianz Trade, spingendo le aziende a esplorare modelli come il friendshoring (cioè ricollocare le catene di approvvigionamento e la produzione in paesi politicamente alleati) e la regionalizzazione.

Questi sviluppi portano a una percezione elevata del rischio: il 29% dei rispondenti classifica l’interruzione dell’attività come un pericolo principale, posizionandola al 3° posto, sebbene scenda di una posizione rispetto all’anno precedente.

Non sorprende che i rischi politici salgano di due posizioni al posto, il loro punteggio più alto di sempre. Il rischio strettamente collegato dei cambiamenti nella legislazione e nella regolamentazione, che include le tariffe commerciali, si classifica al 4° posto a livello globale, invariato rispetto all’anno precedente, ma con un aumento di numerosità fra i partecipanti all’indagine a causa delle preoccupazioni per il crescente protezionismo. In effetti, secondo il 51% dei rispondenti la paralisi delle catene di approvvigionamento globali a causa di un conflitto geopolitico è considerata lo scenario “cigno nero” più plausibile che potrebbe materializzarsi nei prossimi cinque anni.