In un contesto geopolitico instabile, le imprese del comparto difesa si trovano ad affrontare nuove sfide, che vengono esaminate da un nuovo report di Oxford Analytica e Willis attraverso interviste con manager senior dell’industria della difesa.

Il rapporto, intitolato “Gestire i nuovi rischi economici nel settore della difesa“, mostra un comparto con una domanda alle stelle, ma una produzione in ritardo e una collaborazione insufficiente tra i paesi. Il rapporto include anche scenari sul conflitto in Ucraina e suggerisce che gli appalti per la difesa in Europa rimarranno solidi, indipendentemente dal fatto che la guerra in Ucraina persista o che venga raggiunto un cessate il fuoco duraturo.

Il rapporto identifica cinque rischi economici che il settore della difesa deve affrontare:

  1. Perdere nel compromesso tra scala e sovranità, mentre gli Stati faticano a scegliere tra mettere in comune le risorse per la difesa per migliorarne l’efficienza e preservare il controllo nazionale;
  2. Guerre tariffarie, con l’aumento delle barriere commerciali che interrompono le catene di approvvigionamento e aumentano i costi;
  3. Dipendenza dalla Cina, per materiali e componenti cinesi come terre rare ed elettronica;
  4. Spesa fantasma, dove gli impegni politici per aumentare i bilanci della difesa potrebbero non tradursi in investimenti futuri effettivi;
  5. Mancata reindustrializzazione, mentre le nazioni occidentali riscoprono la necessità di capacità industriale ma incontrano difficoltà a ricostruirla.

Oltre a queste preoccupazioni attuali, gli esperti intervistati hanno segnalato due minacce emergenti legate alle pressioni fiscali: la reazione sociale contro la spesa per la difesa e l’imminente crisi fiscale. Con rapporti debito/PIL superiori al 100% in gran parte di Europa, Nord America e Giappone, i governi rischiano “soft default” a causa dell’inflazione o della repressione finanziaria. L’aumento dei bilanci della difesa potrebbe creare disagi politici se portasse a un aumento delle tasse o a tagli ai programmi sociali, soprattutto in un contesto di crescita economica incerta. Queste pressioni potrebbero minare gli impegni di difesa a lungo termine e creare instabilità politica.